Sampdoria, allenamento anticipato. Lombardo come Mihajlovic, per chiarirsi le idee dopo Carrara
Il tecnico ha tuonato dopo la sconfitta in Toscana. Si fa strada una possibile linea dura per prendere di petto la nuova crisi
Una decisione che ha ricordato quella presa qualche anno fa da Sinisa Mihajlovic, dopo una brutta sconfitta (anche in quel caso un squadra senza carattere secondo la visione del tecnico serbo) della Sampdoria all’Olimpico contro la Lazio. Il giorno dopo tutti in campo a Bogliasco di mattina presto, per schiarirsi le idee, per capire gli errori, per rendersi conto di quanto sbagliato fosse stato l’approccio, tra l’altro, ci riferiamo all’attualità e non al ricordo, in una sfida fondamentale per il futuro come quella di Carrara, crocevia di una stagione, una gara che i blucerchiati non avrebbero dovuto assolutamente perdere.
L’allenamento era previsto per la tarda mattinata, intorno alle 12, e invece è stato anticipato di qualche ora, con convocazione al campo alle 8 e 30. Lombardo è stato un po’ più buono di Mihajlovic (allora la convocazione era stata fissata per le 7 e 30, l’alba per le abitudini dei calciatori), ma ugualmente determinato e risoluto. C’è bisogno di una presa di coscienza e serve dare un segnale forte alla tifoseria, in vista della sfida di domenica a Marassi contro l’Avellino.
Del resto, subito dopo la brutta sconfitta di Carrara, Lombardo non aveva usato giri di parole per commentare la sua cocente delusione. Con le frasi era stato molto diretto, dichiarazioni che sono sembrate assumere il tono dell’ultimatum: «Non possiamo essere bambini in campo, come a Frosinone. Abbiamo preso due gol assurdi. Carrara è un campo difficile, hanno meritato di vincere, non posso fare i complimenti ai miei ragazzi. Ora non si può aspettare nessuno, se qualcuno non se la sente, alzi la mano. Non possiamo aspettarci regali dagli avversari. Devono responsabilizzarsi maggiormente, ogni partita è una battaglia che non si può perdere. Non voglio arrendermi. L’inizio della gara è stato uno choc. «Ho fatto alzare dopo un quarto d’ora Pierini e Giordano per dare un segnale a chi aveva avuto un approccio sbagliato. Bisogna, però, analizzare tutta la partita, non solo quel tratto di gara. Abbiamo sofferto per mezz’ora, ma poi si è vista una gara diversa e, tenendo meglio la palla, ci siamo affacciati nella loro metà campo». Il tecnico ha analizzato gli episodi e spiegato alcune scelte di formazione. «Ho messo Soleri perché poteva far risalire di più la squadra e far giocare Cherubini, Begic e gli esterni. Pensavo fosse utile anche nelle palle inattive. Serviva la sua presenza a livello fisico. Dall’inizio dell’anno fatichiamo a far gol, siamo bravi in allenamento, ma in partita è diverso. Pafundi si è creato, da solo, il possibile pareggio. L’espulsione di Esposito è un errore dell’arbitro, non aveva fatto fallo. In dieci è diventato tutto troppo difficile».
(Repubblica.it)
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