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Gli "altri" blucerchiati


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(Dal Seculo 1893 di oggi)

 

Genova - C’è una Samp che vince (poco) ma fa comunque inorgoglire i tifosi blucerchiati. È quella che gioca nella terza serie di Budapest, la sesta lega ungherese, e si chiama Margitsziget Fc. E’ il club dilettantistico dell’Isola di Margherita che si trova sul Danubio, nel cuore della capitale ungherese, e in alcune partite indossa una vecchia divisa con “i colori più belli del mondo”. Proprio così, come divisa semi ufficiale (l’ufficiale è tutta blu) il Margitsziget ha scelto la maglia della Sampdoria e non è neppure una cosa recentissima, per quanto finora non ne sapesse nulla neppure la Sampdoria “vera”. Ora questa sorta di gemellaggio è venuto alla luce grazie ai social, con un tifoso ungherese che ha segnalato la curiosità a Corte Lambruschini la quale ha poi postato sui propri profili un omaggio a questo gruppo di giocatori-tifosi di Budapest. Scavando è emerso che tutto è nato per ringraziare la generosità della Samp che anni fa donò una muta di sue maglie. Da allora i ragazzi del Margitsziget hanno varie volte indossato il blucerchiato nel corso delle sfide con altre squadre dilettanti di Budapest, sempre postando le foto sulle proprie pagine Facebook. E lo stesso ha fatto in queste ore il club “Ungheria Blucerchiata” che ha persino mandato un proprio rappresentante ad incontrarli per congratularsi.

Per inciso non è certo la prima squadra che resta stregata dai colori della maglia “più bella del mondo”. Solo in Italia ci sono almeno quattro club ormai noti per aver clonato la maglia sampdoriana naturalmente con l’ok di Corte Lambruschini: dall’Amantea, Eccellenza calabrese, alla Polisportiva Roccaravindola, prima categoria del Molise; dai sardi del Sarroch, prima categoria, al Gs Petroio in Toscana, terza categoria in provincia di Siena. Per non parlare di vari club all’estero, dove però versioni di maglie scozzesi e persino norvegesi, sono simili ma non proprio identiche.

 

buda.jpg

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2 ore fa, Gianla dice:

Si ma belin non c'entra San Giorgio 

Ho capito. Il nostro Gianla non ammette l'adozione di croce di s. Giorgio da parte di nessuna entità. Pare che pretenda che l'Inghilterra restituisca quella che i genovesi prestarono alla flotta di sua Maestà per poter incrociare tranquillamente sui nostri mari. Vedrò cosa posso fare. :sciarpa:

 

 

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14 minuti fa, doriastuart dice:

Ho capito. Il nostro Gianla non ammette l'adozione di croce di s. Giorgio da parte di nessuna entità. Pare che pretenda che l'Inghilterra restituisca quella che i genovesi prestarono alla flotta di sua Maestà per poter incrociare tranquillamente sui nostri mari. Vedrò cosa posso fare. :sciarpa:

 

 

Quella è l'unica che ammetto, in quanto dimostrazione di inferiorità alla Repubblica. :zizi:

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adesso mi odierete ma ...... 

il campanilismo è una bella cosa ma ad un certo punto diventa stucchevole e si involve su se stesso.

Partiamo dalla Croce. 

Se parliamo di croce non possiamo pensare al simbolo assoluto della Croce che è quella del cristianesimo alla quale si ispira la CROCE DI SAN GIORGIO.

La croce in se è abusata sui gonfaloni di mezzo mondo chi l'abbia utilizzata per primo come si fa a sapere? ma diamo a Genova l'onore di avere senza dubbio la più famosa.

Se ricordo si usò durante il periodo bizantino (ma non chiedetemi che periodo fosse) quando i genovesi portarono una Croce in omaggio ad una chiesa dedicata a San Giorgio.

San Giorgio non è un autoctono (come i vigneti dei nostri Luca) ma era nativo della Cappadocia quindi non un big ligure.

Quindi, come la storia insegna, le cose belle sono sempre il miscuglio di più culture che nel nostro caso diventano sublimazione sulla nostra maglia patrimonio di tutto il mondo e non solo di una buona parte di genovesi.

Chiudo con una domanda: Ho più diritto io a sfoggiare la nostra CROCE DI SAN GIORGIO o un vostro cugino magari anche nato sulla rampa della Lanterna?

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Era il vessillo della Repubblica di Genova ed é stato il seguito quello dei crociati e l'isegna sotto la quale si radunavano i pellegrini 

È stata anche il vessollo del Ducato di Milano 

Dell'Union Jack e della Royal Marine è storia risaputa 

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1 ora fa, volalozar dice:

adesso mi odierete ma ...... 

il campanilismo è una bella cosa ma ad un certo punto diventa stucchevole e si involve su se stesso.

Partiamo dalla Croce. 

Se parliamo di croce non possiamo pensare al simbolo assoluto della Croce che è quella del cristianesimo alla quale si ispira la CROCE DI SAN GIORGIO.

La croce in se è abusata sui gonfaloni di mezzo mondo chi l'abbia utilizzata per primo come si fa a sapere? ma diamo a Genova l'onore di avere senza dubbio la più famosa.

Se ricordo si usò durante il periodo bizantino (ma non chiedetemi che periodo fosse) quando i genovesi portarono una Croce in omaggio ad una chiesa dedicata a San Giorgio.

San Giorgio non è un autoctono (come i vigneti dei nostri Luca) ma era nativo della Cappadocia quindi non un big ligure.

Quindi, come la storia insegna, le cose belle sono sempre il miscuglio di più culture che nel nostro caso diventano sublimazione sulla nostra maglia patrimonio di tutto il mondo e non solo di una buona parte di genovesi.

Chiudo con una domanda: Ho più diritto io a sfoggiare la nostra CROCE DI SAN GIORGIO o un vostro cugino magari anche nato sulla rampa della Lanterna?

Ora mi odierai tu :pffs:
Diciamo che per me avreste lo stesso diritto di farlo, ma solo perché tu sei Sampdoriano :frengofuma:

Io sono la persona più campanilista del mondo, credo, ma un campanilismo che non è "ci sono i nemici assaltiamoli"; più una cosa competitiva, un qualcosa tipo "i panni sporchi si lavano in casa".

Esempio: Per me La Spezia e Savona sono due quartieri :smile: ma se un emiliano si mette a dire qualcosa su Savona a me sorge il fastidio, non è che lo faccio apposta, è così. 

Stesso discorso per il calcio.
Considero anomalie i tifosi di una squadra di calcio non appartenente alla propria città (natale, ma anche acquisita posso comprendere). Anomalie fantastiche, che esercitano fascino su di me, invece, i tifosi che tifano squadre "minori" rispetto a quelle della propria città.
Io tifo Sampdoria, per le nazionali Italia. Tiferei la Liguria e l'Europa.

PS: mi stanno sul cazzo le squadre che ci copiano la maglia :coltello:

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44 minuti fa, Gianla dice:

Ora mi odierai tu :pffs:
Diciamo che per me avreste lo stesso diritto di farlo, ma solo perché tu sei Sampdoriano :frengofuma:

Io sono la persona più campanilista del mondo, credo, ma un campanilismo che non è "ci sono i nemici assaltiamoli"; più una cosa competitiva, un qualcosa tipo "i panni sporchi si lavano in casa".

Esempio: Per me La Spezia e Savona sono due quartieri :smile: ma se un emiliano si mette a dire qualcosa su Savona a me sorge il fastidio, non è che lo faccio apposta, è così. 

Stesso discorso per il calcio.
Considero anomalie i tifosi di una squadra di calcio non appartenente alla propria città (natale, ma anche acquisita posso comprendere). Anomalie fantastiche, che esercitano fascino su di me, invece, i tifosi che tifano squadre "minori" rispetto a quelle della propria città.
Io tifo Sampdoria, per le nazionali Italia. Tiferei la Liguria e l'Europa.

PS: mi stanno sul cazzo le squadre che ci copiano la maglia :coltello:

Comunque Savona è una merda.:suca:

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Era il santo patrono della repubblica di Genova, cristiano convertito che fece anche miracoli importanti, oltre a uccidere il drago. Il nostro stemma, si sa, (della Sampdoria e di Genova) è caratterizzato dalla croce di S. Giorgio. Quello della città ha anche due volatili ai lati che non sono altro, pare, che la trasformazione, io la definisco più la degenerazione, del drago in grifone. 

S. Giovanni è comunque il patrono di Genova e anche lui è caratterizzato dalla bandiera con la croce che ben conosciamo. e con la quale è spesso ritratto. Nel suo stemma (di S. Giovanni) è però presenta un nobile volatile, l'aquila, che è di molto superiore a quelli di cui ho scritto sopra.  

Il mio avatar mi piace.  :sisi:

 

Edited by doriastuart
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Mio nonno, quando arrivò a Genova nei primi anni del '900, scelse la Sampierdarenese (poi la Sampdoria) come squadra del cuore e chiamò il suo unico figlio maschio Giorgio in onore della città che l'aveva accolto, nome  che non aveva alcun precedente familiare. Mio padre ne andava orgoglioso, "Zo" (Zorzu) lo chiamavano gli amici. Io adoro il nostro " ardente scudo sopra il cuore" e quando San Giorgio infilza il "grifone" ci godo :smile:

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