May 6, 20242 yr 2 ore fa, Erreci dice: Davvero organizzazione perfetta, non è stato trascurato nessun dettaglio Molto bene
May 6, 20242 yr Che piacere rivedere Mister Eriksson, il primo allenatore del mio viaggio calcistico internazionale, oggi a #Genova! Grazie Mister per gli insegnamenti e per tutto quello che hai dato al calcio ❤️. Complimenti alla @sampdoria e ai tifosi per aver riservato a Mr. Eriksson il giusto tributo, mostrandogli tutto il calore e l’affetto che si riserva a chi ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia di questo club. È stato bello condividere questo momento con i miei ex compagni di squadra del ‘95 e rivedere la famiglia Mantovani! Grazie Sampdoria per l’invito e torna presto in A. Un abbraccio a tutti ️️️ (Clarence Seedorf)
May 7, 20242 yr 8 ore fa, labbrodinovisad dice: Che piacere rivedere Mister Eriksson, il primo allenatore del mio viaggio calcistico internazionale, oggi a #Genova! Grazie Mister per gli insegnamenti e per tutto quello che hai dato al calcio ❤️. Complimenti alla @sampdoria e ai tifosi per aver riservato a Mr. Eriksson il giusto tributo, mostrandogli tutto il calore e l’affetto che si riserva a chi ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia di questo club. È stato bello condividere questo momento con i miei ex compagni di squadra del ‘95 e rivedere la famiglia Mantovani! Grazie Sampdoria per l’invito e torna presto in A. Un abbraccio a tutti ️️️ (Clarence Seedorf) I TIFOSI: ha il culo basso .... ma questo chi lo avrà preso ... 'sti belin di olandesi tutti fenomeni ERIKSSON: Seedorf diventerà uni dei più forti centrocampisti d'Europa SEEDORF: 1 Campionato club del Mondo, 5 Champions League, 2 campionati italia, 1 campionato Spagna, 2 Supercoppe UEFA, ecc ecc ecc come al solito i tifosi avevano capito tutto ps: quando arrivò aveva appena vinto una CL giocando titolare a 19 anni ..... ps2: tralascio così dicevano di Eriksson molti tifosi doriani ....
May 7, 20242 yr "Un amico, anche dopo la fine della sua esperienza a Genova. Una giornata emotivamente importantissima per Sven. Lo ammetto, ho pensato a Luca e a mio padre, che non avevano avuto questa possibilità." (Enrico Mantovani)
August 21, 20241 yr Il 23 su Amazon Prime uscirà il documentario sulla vita di Sven. Nel documentario il Mister ha affidato le sue probabili ultime dichiarazioni pubbliche, che oggi i giornali riportano e che mi hanno emozionato tanto e voglio riportare qui: "I had a good life. I think we are all scared of the day when we die, but life is about death as well. You have to learn to accept it for what it is. Hopefully at the end people will say, yeah, he was a good man, but everyone will not say that. “I hope you will remember me as a positive guy trying to do everything he could do. Don’t be sorry, smile. Thank you for everything, coaches, players, the crowds, it’s been fantastic. Take care of yourself and take care of your life. And live it. Bye.” Tradotto: "Ho avuto una bella vita. Penso che tutti abbiamo paura del giorno in cui moriremo, ma la vita è fatta anche di morte. Bisogna imparare ad accettarla per quello che è. Spero che alla fine la gente dica: “Sì, era un brav'uomo”, ma non tutti lo diranno. “Spero che mi ricorderete come un ragazzo positivo che cercava di fare tutto quello che poteva fare. Non siate dispiaciuti, sorridete. Grazie di tutto, allenatori, giocatori, pubblico, è stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi e della vostra vita. E vivetela. Ciao”. I siti italiani oggi riportano solamente una versione riassunta riguardo al documentario e le sue parole, per chi sa l'inglese c'è un articolo molto più completo sul Mirror. https://www.mirror.co.uk/sport/football/news/sven-goran-eriksson-goodbye-message-33495527
August 26, 20241 yr Una brava persona, un signore come pochi. C'è ne fossero come lui. Riposa in pace Mister, che la terra ti accolga benevola, nei nostri cuori resterà sempre un pezzo di te. 💙🤍❤🖤🤍💙
August 26, 20241 yr “Tack Sven”, ovvero grazie in svedese, lo striscione nei Distinti in occasione del suo ritorno a Genova del 5 maggio 2024 per il saluto prima di Sampdoria-Reggiana diventa ora un sentimento. Sven Goran Eriksson, morto a 76 anni, è sempre stato considerato un autentico signore, non solo nel calcio, ma anche è soprattutto nella vita. Sapeva farsi seguire e voler bene senza mai alzare la voce, con la forza delle idee e delle buone maniere. Era di un’educazione eccezionale e squisito a livello comportamentale. Per questo, ovunque sia andato, è stato benvoluto, prima come persona e poi come tecnico. A Genova è arrivato dopo la sconfitta di Wembley, ma l’accordo era stato definito da sei mesi. Pensava di poter allenare Vialli e Mancini e invece il primo si vestì di bianconero. Restò cinque anni, valorizzando tanti giovani che poi hanno fatto la storia del calcio. Fortissimo fu il suo rapporto con Mancini, non a caso andarono insieme alla Lazio per aprire un altro storico ciclo. Eriksson aiutava molto, a livello tecnico e psicologico, soprattutto gli stranieri più giovani, tipo Seedorf o Veron, e dava loro possibilità di sbagliare, ma regalava anche consigli sulla cultura italiana, non solo calcistica. «Questi insegnamenti mi hanno accompagnato nella vita» ha spiegato proprio Seedorf, che ha raccontato un esempio di Sven per aiutarlo a capire quanto fosse importante sapersi adattare. «A volte bisogna fare in campo quello che si aspettano da te, anche se pensi che non siano le scelte giuste. Mi diceva che il mio modo di giocare era più vicino all’architetto, ma questo non vuol dire che non si può fare o capire il ruolo in campo del muratore. La gente, chi si alza la mattina presto, suda e fatica, si identifica più con il lavoro del muratore, fatto di pressing e di corsa, che con chi disegna il progetto. Eriksson mi chiese di fare qualche rincorsa in più, perché sarebbe stata apprezzata da pubblico e compagni, anche se serviva poco dal punto di vista pratico. Nel calcio, come nella vita, conta anche la cultura di un paese ed il gusto della gente». Fu l’ultimo tecnico blucerchiato a vincere un trofeo, la Coppa Italia del 1994 e si ricorda il suo volto felice in campo, rideva senza pudori per la contentezza. Era un finto freddo. Scherzando, come ha raccontato il suo secondo, Luciano Spinosi, molti gli dicevano che fosse più napoletano che svedese. Questo insieme di componenti rendeva il suo stile veramente unico. Non si arrabbiava mai, non si ricorda di averlo visto urlare, al massimo alzava la voce e diventava subito rosso. Sembrava quasi avesse timore di non essere se stesso. Era lontano dallo stereotipo del tecnico “sergente di ferro”. Quando i giocatori lo chiamavano “mister”, ha raccontato uno dei suoi pupilli, Attilio Lombardo, diventava sempre rosso, per una sua naturale timidezza, che non va, però, confusa con mancanza di personalità. Sven sapeva prendere decisioni forti, ma con guanto di velluto. A Genova si era trovato a gestire una situazione non banale, non era facile sostituire Boskov, per molti giocatori un secondo padre, ma lo svedese si fece subito apprezzare per le qualità umane, non solo per le doti tecniche già dimostrate con Benfica, Roma e Fiorentina dopo gli inizi con l’Ifk Goteborg, capace di vincere la Coppa Uefa. Fu bravo a mantenere equilibri consolidati e non era scontato. Non ci tu trauma e fu sempre bravo a valorizzare il gruppo a disposizione. Il motivo lo ha spiegato, con la solita lucidità, ancora Seedorf: «Era davvero molto simpatico, riusciva a dare il giusto peso alle cose. Incarnava lo spirito del club, era l’erede ideale di Vujadin Boskov». Sven, con l’aumentare dell’esperienza, aveva saputo evolversi. Arrivato in Italia con l’etichetta di tattico con un approccio severo, è riuscito a diventare anche un eccellente gestore grazie al suo carattere gentile, ma determinato. La sua bravura è stata convincere i campioni a osservare le sue regole e i suoi principi di gioco, il segreto di ogni grande tecnico, allenare, prima di tutto, la “testa” dei suoi ragazzi e creare empatia. L' autorevolezza nasceva anche da una profonda conoscenza del mestiere, che si esaltava nella capacità di gestire molto bene la preparazione della gara. Il calcio stava cominciando a cambiare dopo l’arrivo di Sacchi, ma Sven cercava di valorizzare le qualità del singolo giocatore all’interno della sua filosofia di gioco. Al centro c’era sempre il calciatore e le sue qualità, che sapeva esaltare, anche cambiando il ruolo in campo ai protagonisti, come è capitato, ad esempio, con Sinisa Mihajlovic, che è poi diventato uno dei “suoi” giocatori. Non ha mai avuto problemi nella gestione dei gruppi e nemmeno con singoli giocatori di grande personalità. La sua strategia l’ha spiegata Attilio Lombardo, in occasione del ritorno per il commovente saluto a Sven contro la Reggiana, voluto dal presidente Matteo Manfredi: «Ha sempre messo il gruppo al primo posto. Era bravissimo a insegnare a giocatori, anche importanti, a mettere prima il “noi” e poi “l’io”. Non è facile, ma riusciva a conquistare tutti con i suoi modi e la sua competenza». Lo scudetto del 2000, conquistato con la Lazio, fece contenta mezza Italia, che aspettava il giusto riconoscimento per un tecnico, talvolta definito, non senza un’inutile cattiveria: “perdente di successo”. Sarebbe stato meglio definirlo un “vincente con classe”. A Genova dimostrò il suo amore per il gioco, che poi lo spinse, in seguito, a insegnare ovunque nel mondo e trasmettere a tutti questo suo approccio di genuina riconoscenza verso il pallone, di consapevolezza di essere un privilegiato. Era un innamorato, in generale, dello sport, in particolare del tennis. Erano interminabili le sue partite, in cui finiva per irretire anche avversari di maggior classe. Piace ricordare il suo classico intercalare: “Tutto bene”, a volte una domanda, spesso uno stato d’animo di un uomo e un tecnico che vedeva soluzioni e non problemi. “Tack Sven”. (Lorenzo Mangini su Repubblica.it)
August 26, 20241 yr Tecnicamente tatticamente a mio parere il migliore. Umanamente di esempio per tutti
August 26, 20241 yr Per quanto fosse conosciuta la sua malattia e le condizioni recenti di Sven, leggere della morte del Mister mi ha lasciato dentro una tristezza che non ero assolutamente pronto. Tack Sven, Rip. 💔
August 26, 20241 yr Anche l'uscita di scena e' stata indiscutibilmente in grande stile. Buon viaggio Mister
August 26, 20241 yr Un uomo da Sampdoria che non a caso è stato con noi tanti anni, ripartendo spesso da zero,ma trovando comunque sempre il bandolo della matassa,sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. Ciao Sven Göran Eriksson, Rettore di Torsby, gigante del calcio
August 27, 20241 yr Passare da un centravanti come Chiesa a uno come Montella e adattare il gioco a due diversissimi è cosa da grande allenatore
Join the conversation
You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.