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Paolo Mantovani

Featured Replies

La colpa è tua Paolo: ci hai portato in cima all'Europa e non abbiamo capito niente.

GRAZIE PRESIDENTE!

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  • Così Marino Bartoletti ricorda Paolo Mantovani ( consiglio di farne copia e conservarlo tra i ricordi più cari)   Io, nel mondo del calcio, un presidente così non l’avevo mai conosciuto. Né

  • per me queste sono le parole più belle, più vere e più sentite nel coro degli osanna e fa pensare che siano state dette da un giornalista non genovese e non dichiaratamente Sampdoriano. I primi nemici

  • La colpa è tua Paolo: ci hai portato in cima all'Europa e non abbiamo capito niente. GRAZIE PRESIDENTE!

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Grazie Paolo. Non tanto per le vittorie. Quanto per averci fatto essere ancora piu' orgogliosi della nostra Sampdoria. Dei suoi colori. Dei suoi valori. Spero sempre che il tuo ricordo ogni tanto illumini le menti di tanti che, abusando del tuo nome, razzolano malissimo. Come tu MAI avresti voluto. Ciao Paolo. Marco

Ciao Paolo, Ti ricordo con grande piacere...come in bellissimo sogno che ogni tanto torna in mente.

Continuo a pensare che se non avessimo vinto nulla, il tuo ricordo sarebbe ancora più forte. Tutti ci ricorderemo le tue parole, quello che volevi insegnare, quello che hai provato a trasmettere. 

Invece ci hai fatto vincere, e oggi si parla di te come di quello dello scudetto, dei gemelli del gol, della Sampdoro... Ma chissenefrega, tu mi hai fatto conoscere chi siamo, o meglio chi volevamo diventare. Troppa gente parla di te, quasi nessuno ti ricorda davvero. Ciao Paolo

Il 14/10/2019 at 20:40, Zippao dice:

Continuo a pensare che se non avessimo vinto nulla, il tuo ricordo sarebbe ancora più forte. Tutti ci ricorderemo le tue parole, quello che volevi insegnare, quello che hai provato a trasmettere. 

Sincero?
Credo che questo discorso possa valere per pochi, tra cui metto noi del forum.

  • 5 months later...

Così Marino Bartoletti ricorda Paolo Mantovani ( consiglio di farne copia e conservarlo tra i ricordi più cari)

 

Io, nel mondo del calcio, un presidente così non l’avevo mai conosciuto. Né l’avrei conosciuto più Paolo Mantovani, fra due giorni avrebbe compiuto 90 anni. Se n’è andato che ne aveva poco più di 60. Dubito che un altro dirigente nella storia del calcio mondiale abbia fatto in un arco di tempo (purtroppo così breve, poco più di una dozzina d’anni) quello che ha fatto lui. Se avesse vinto la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona (e poteva farcela, e lo meritava) persino la leggenda del Nottingham Forest sarebbe impallidita. Quando pensi alla classe pensi a lui; quando pensi alla correttezza pensi a lui; quando pensi alla capacità di esserti amico pensi a lui; quando pensi al dono di mantenere la parola data pensi a lui; quando pensi all’imprenditorialità del calcio applicata attraverso criteri (umani) unici pensi a lui; quando pensi alla durezza coniugata con lo stile pensi a lui (solo i grandi uomini sanno coltivare il piacere sottile e intenso di non voler piacere a tutti). Mantovani non è stato un presidente-padrone: è stato un presidente-padre. Chiedere per informazione a tutti i giocatori-figli che ha voluto, cresciuto e fatto diventare uomini. Era persino riuscito - caso rarissimo nel calcio italiano - ad educare i suoi ultras (che pure rispettava al punto da abbassare il prezzo dei biglietti se la squadra giocava male) Io da lui ho ricevuto prove di affetto irripetibili. Affetto che ho sempre ricambiato. Mi commosse, sette anni , il fatto che i suoi figli (che per me continuano ad essere quattro a dispetto della recente crudeltà del destino) chiesero a me di condurre la giornata che gli venne dedicata a Palazzo Ducale per il ventennale della sua scomparsa. I giocatori del Grande Miracolo vennero da tutte le parti (Vialli da Londra, Mancini da Istanbul…): mancava solo Boskov che ormai viveva nel mondo ovattato di un tramonto che non meritava. Potrei citare cento episodi della nostra amicizia. Ne cito uno solo: il giorno in cui la Sampdoria fece il passo decisivo per la conquista del campionato vincendo a San Siro contro l’Inter venne apposta a Milano per me che allora conducevo Pressing. Apposta! Partendo la sera da Genova. Nel senso che non era neanche stato alla partita. In diretta gli consegnai una maglia della Samp e uno scudetto, sfidando la scaramanzia: lui ce lo appiccicò sopra senza esitazioni. E sarebbe stato l’unico. E sarebbe stato l’ultimo: sia della Sampdoria che del calcio italiano a dimensione umana. Mantovani affermò il diritto di vincere anche dell’Altra Metà del Cielo. Mantovani è stato l’Uomo dei Sogni Realizzabili. E realizzati! Il giorno del suo funerale c’erano 40.000 persone. Per suo desiderio lo accompagnò un’orchestra jazz che lui aveva conosciuto ed amato a New Orleans, la “Heritage Hall Marching Band” che suonò “What a friend we have in Jesus”(“… Is there trouble anywhere?\We should never be discouraged”: C’è un problema da qualche parte? Non scoraggiamoci mai!) Io, nel mondo del calcio, un presidente così non l’avevo mai conosciuto. Né lo conoscerò mai più.

Marino Bartoletti fa parte di quei pochi giornalisti sportivi che io considero giornalisti. Non sapevo della sua conoscenza di Paolo Mantovani. È una lettura da brividi parola per parola, da incorniciare Sarà la vecchiaia, ma mi sto commuovendo anche io....e non poco.

 

E se prima eravate in due ad aver le lacrime agi occhi ....

..... adesso siamo in tre ad aver le lacrime agi occhi ....

😭

Con tanti sedicenti giornalisti sampdoriani concentrati su Ferrero e sul gossip ci voleva Bartoletti a scrivere righe piene di amore e rispetto

Splendido pezzo di Bartoletti. Da un giornalista di un calcio che non c' e' piu' per un Presidente che non c' e' piu'. E che non sara'MAI eguagliato o avvicinato. E il calcio dei suoi tempi non era certo, come ambiente, un calcio di puro sport e santerellini. Ma al paragone del calcio attuale mi sembra un soffio di aria pura. In tutte le sue componenti. Tifosi compresi. Orgoglioso e commosso di averlo visto e vissuto. E che si sia anche vinto e' stata la ciliegina sulla torta. 

  • 6 months later...

Grazie Paolo. Per sempre. Purtroppo quello che hai dato alla Sampdoria e ai Sampdoriani ha creato una mentalita'che ci ha regalato i sandorioti. Ma non e' "colpa" tua. Son loro che hanno tradito il tuo messaggio. 

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