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Genova – La Sampdoria fa parte anche della storia tecnico-tattica del calcio. Lo conferma, implicitamente, il famoso magazine inglese “Four Four Two” che ha dedicato un numero alla classifica dei 100 più grandi allenatori di sempre, primo posto per Alex Ferguson. Sono quattro, non pochi, quelli passati per la panchina blucerchiata: Claudio Ranieri, Fulvio Bernardini, Cesar Luis Menotti e Sven Goran Eriksson. E due quelli riconducibili, senza nessun dubbio, alla Samp: Roberto Mancini e Marcello Lippi.

Partendo dal fondo il primo che si incontra è proprio l’attuale ct della Nazionale, 97°. Vengono ricordati i suoi trofei, sei coppe nazionali e quattro titoli, incluso lo storico con il Manchester City.

 


Novantesimo ecco Ranieri, «a volte un risultato è sufficiente per plasmare una reputazione». Per l’attuale tecnico blucerchiato il biglietto per entrare nel Gotha degli allenatori è arrivato a 64 anni, dopo una trentina di stagioni vissute intensamente tra Premier, Serie A, Ligue francesi e Liga. «Il più incredibile trionfo a sorpresa nella storia del calcio moderno», il riferimento è chiaramente al successo con il Leicester nel campionato inglese. E la presenza di Ranieri in panchina porta oggi un interesse mediatico di stampo internazionale alle vicende della Sampdoria. I cui risultati vengono seguiti con curiosità e attenzione. Portare questa squadra a centrare l’obiettivo della salvezza in poche settimane non gli servirà probabilmente per scalare altre posizioni della classifica di “Four Four Two”, ma certamente sì in quella dei tifosi blucerchiati.

Risalendo il ranking, 82° c’è Bernardini che allenò la Sampdoria dal 1965 al 1971. E tornò poi come direttore generale dal 1977 al 1979. Il magazine inglese celebra i due scudetti conquistati con Bologna e Fiorentina. A Genova viene ricordato per le sue qualità umane e tecniche, per il suo “Fulviema”.

Numero 68 è Cesar Luis Menotti, intuizione di Enrico e Filippo Mantovani arrivò a Bogliasco nell’estate del 1997, per sostituire Eriksson. Non riuscì a affermarsi, la coppia d’attacco Klinsmann-Tovalieri non si trovò, e dopo 14 gare (e 8 sconfitte) tra campionato e coppa salutò tutti e rientrò a Baires. Fu sostituito da Boskov, un tecnico che in questa lista dei 100 manca e che invece ci sarebbe stato benissimo.

Si arriva a Eriksson, 52°. Celebrato per la sua carriera internazionale ma che anche nella Samp ha lasciato un segno profondo. Ha vinto poco, solo una Coppa Italia, con una squadra che avrebbe meritato lo scudetto. È stato probabilmente il primo a portare nel dna tattico blucerchiato quel respiro e quella visione calcistica europea, che negli anni Ottanta ebbe una costola forte proprio nella scuola portoghese.

E tredicesimo, ecco Lippi. Il Mondiale con l’Italia, i trionfi con la Juventus... tutto però partito dalla Samp. Dove si affermò come giocatore e dove poi iniziò la carriera di allenatore, nella Primavera. 

 (Secolo 1X2)

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