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Settanta mi dà tanto

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  • labbrodinovisad
    labbrodinovisad

  • Storia. "L'infinito sta nei calzettoni. Nelle strisce bianche e blu che abbiamo ereditato dai nonni nobili, quelli dell'Andrea Doria, e che gli insopportabili stilisti del calcio ci hanno scippat

  • Il mio più amato di sempre Tanti auguri Gian ovunque tu sia

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  • 1 month later...
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58 minuti fa, luigi60 dice:

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minchia che foto

la foto presa dal basso, con migliaia di ragazzini con le croci rossoblù, resta una delle più belle foto della Sud che io abbia

(e testimonia ahimè anche l'età media di allora, e di Genova, e della gradinata sud di allora)

Il 2/12/2017 at 16:45, labbrodinovisad dice:

c'è solo un Chiorri Alviero

 

chiorrituffo.jpg

Pure di testa era buono, ma belin se ci penso ancora adesso  :testata:

  • 1 month later...
  • 4 weeks later...
  • 3 weeks later...
Il 23/3/2018 at 17:51, labbrodinovisad dice:

Settanta? Ottanta?

 

Comunque il blucerchiato è blucerchiato anche in bianco e nero

sudbianconero.jpg

Anche in bianco e nero:

SIAMO TROPPO BELLI

 

Storia.

"L'infinito sta nei calzettoni. Nelle strisce bianche e blu che abbiamo ereditato dai nonni nobili, quelli dell'Andrea Doria, e che gli insopportabili stilisti del calcio ci hanno scippato: ma un giorno le cose torneranno a posto, proprio come è successo quel giorno là. Era il 17 marzo del 1974. Mancavano tre secondi alla fine del derby e l'arbitro aveva già il fischietto in bocca e le gote gonfie come quelle di una rana.
I bibini stavano vincendo per uno a zero. Gol di Derlin, capite. Uno può anche prendere tre pere da Milito e farsene una ragione, è la legge dello sport: ma da Derlin. Comunque i bibini stavano vincendo e facevano la ruota, come si conviene ai tacchini tout court e a quelli rossi e blu in particolare: glu, glu, glu. Pioveva. Faceva freddo. Fu allora che Dio prese le sembianze di Mario Maraschi.
Maraschi aveva 34 anni ed era quasi calvo, aveva un accenno di pancetta, le gambe storte e le borse sotto gli occhi. Era al centro dell'area, a tre secondi dalla fine, perché facendo finta di niente si stava avvicinando agli spogliatoi che allora avevano l'ingresso sotto la gradinata Sud: a casa, confidò più tardi agli intimi, la moglie gli aveva preparato gli ossibuchi. Non vedeva l'ora di sedersi a tavola.
L'ultimo traversone della partita lo intuì. O forse scivolò. O magari qualcuno lo avvertì con un urlaccio, non si è mai saputo di preciso e lui ha sempre preferito restare sul vago. Fatto sta che i calzettoni a strisce bianche e blu di Mario Maraschi si trovarono all'improvviso perfettamente paralleli al terreno di gioco, e al termine dei calzettoni c'erano un paio di scarpini da calcio e il pallone planò esattamente lì. Glu glu glu, facevano i bibini. Glu glu glu.
Maraschi levitò come un medium in trance e ai giornalisti sportivi che più tardi azzardarono la domanda intelligente, «ci racconta l'azione?», provò a spiegare. Che a suggerirgli la rovesciata era stata la tribuna quasi tutta rossoblù, il potere a Genova si è sempre vestito a quarti ma 35 anni fa figuratevi. Il sindaco, il cardinale, il presidente degli industriali, i professionisti, i capataz dell'aristocrazia operaia che già minavano il futuro del porto e delle grandi fabbriche a partecipazione statale. Tutti con il biglietto omaggio e la cravatta scura, anche se era domenica. Con le mogli a casa e le mamme anziane a passeggiare in Castelletto, il turbante in testa e il bastone brandito per pura cattiveria contro gli stinchi dei ragazzini.
Maraschi disse che non aveva mirato il palo opposto ma la spocchia della genovesità, autoreferenziale e mistificatoria. Quella che pretende di avere scoperto l'America e l'acqua calda, che è avara di sé prima ancora che del suo denaro, che si ammira allo specchio perché cosìè più facile guardare indietro, e non bisogna fare la fatica di rimettersi in gioco.
Maraschi colpì di collo e urlò ai 55.772 spettatori che la più antica squadra di calcio italiana era la Pro Vercelli 1892, come testimoniano i documenti e il sito internet, che il Genoa aveva esordito con la maglia bianca per passare a quella biancoceleste della Lazio e poi aveva cambiato i colori sociali altre due volte, e addirittura il nome, vergogna!, in omaggio al Fascio; che il suo stadio era a Ponte Carrega perché a Marassi giocava l'Andrea Doria e anzi sotto la Nord c'era la mitica Cajenna, che nell'albo d'oro della Lega Calcio il primo scudetto è assegnato al Torino perché il Genoa ha vinto semplicemente la coppa Duca degli Abruzzi e non il titolo nazionale, che Gianni Brera tifava «per le squadre milanesi, naturalmente», come confessò in una memorabile intervista a Prima Comunicazione; e che non ci sono mai state le cinque finali Genoa-Bologna perché la finale fu Bologna-Roma, due a zero e quattro a zero?
Osò tanto, Maraschi? Infierì, aggiungendo che finalmente i genovesi potevano guarire dal complesso di Edipo, prendendo a calci il padre rossoblù con il suo razzismo scambiato per sfottò, «il vostro derby è col Palermo», «benvenuti in Liguria», «Uno scudetto non basta / o doriano terrone?»
Pareggio, fu. Uno a uno, e i Lupi di Mare intuirono allora che sarebbero arrivati Vialli & Mancini e il tricolore, e il record blucerchiato di presenze allo stadio (quanti erano i bibini, con il Lille? Diciassettemila?) mentre tutta la retorica genoana si sarebbe dissolta come la serie A dopo la storia della valigetta. I Lupi di Mare rotolarono sul prato, al gol di Maraschi, mentre stormi di aironi si levavano in volo e in cielo si stagliava il profilo del filosofo cinese Lao Tse: «Quello che per il bibino è la fine del mondo - disse Lao Tse - per il resto del mondo è la Sampdoria». E adesso ridateci i calzettoni a strisce bianche e blu".
Paolo Crecchi

Ogni Sampdoriano dovrebbe non dico imparare a memoria i concetti base di questo scritto, ma almeno essere convinto della verità di quanto scritto. Che io e i vecchi del Forum come me possono senza esitazione confermare. E ci sarebbe anche dell'altro. 

E un molto bravo a Luigi che lo ha postato. Me lo inquadretto e me lo appendo.  

Aggiungo: notate, e lo dico senza tema di smentite, la purezza, la nitidezza di quanto scritto senza l'ombra di roboante retorica e invenzioni come siamo abituati a leggere quando si mettono a scrivere e a parlare quelli là.  

Scusa, Luis, da dove lo hai tratto? 

Edited by doriastuart

13 ore fa, doriastuart dice:

Ogni Sampdoriano dovrebbe non dico imparare a memoria i concetti base di questo scritto, ma almeno essere convinto della verità di quanto scritto. Che io e i vecchi del Forum come me possono senza esitazione confermare. E ci sarebbe anche dell'altro. 

E un molto bravo a Luigi che lo ha postato. Me lo inquadretto e me lo appendo.  

Aggiungo: notate, e lo dico senza tema di smentite, la purezza, la nitidezza di quanto scritto senza l'ombra di roboante retorica e invenzioni come siamo abituati a leggere quando si mettono a scrivere e a parlare quelli là.  

Scusa, Luis, da dove lo hai tratto? 

su FB pagina di Paolo Crecchi

  • 2 weeks later...
8 ore fa, labbrodinovisad dice:

Fresca fresca

FB_IMG_1525251401241.jpg

Auguri grande Luisito. Oggi compie 83 anni uno degli ultimi signori campioni del calcio. :sciarpa:

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