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Attilio Lombardo

Featured Replies

2 minuti fa, Claire ha scritto:

Attilio Lombardo: "Ho fatto solo il mio dovere"

Come si può non amarlo? ❤️

"La gente mi diceva grazie ma non si ringrazia uno della famiglia"

Attilio

Edited by Galway

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  • Oltre agli immensi meriti per quanto fatto nel periodo che va dal.1989 al 1995, Attilio ha in seguito assunto il ruolo di salvatore della Sampdoria Nek gennaio 2001 accorre per dare un aiuto concreto

  • Personalmente non mi entusiasmano nemmeno i post di Chiara ma lei è una ragazza e inoltre sta parlando di suo padre. L'altro è un uomo adulto che mi pare solo alla ricerca di qualche ospitata in più s

  • Pontex76
    Pontex76

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Ecco io mi porto avanti: I risultati parlano da se'.... Mi piacerebbe continuare con lui anche l'anno prossimo
Grazie Attilio, qualunque ruolo ti sia stato affidato durante gli anni, non ti sei mai tirato indietro per la Sampdoria, hai messo tutto te stesso e ci hai portato al traguardo
Grazie grazie grazie di cuore

27 minuti fa, darconio ha scritto:

Ecco io mi porto avanti: I risultati parlano da se'.... Mi piacerebbe continuare con lui anche l'anno prossimo
Grazie Attilio, qualunque ruolo ti sia stato affidato durante gli anni, non ti sei mai tirato indietro per la Sampdoria, hai messo tutto te stesso e ci hai portato al traguardo
Grazie grazie grazie di cuore

Quello che va evitato in questi momenti è appunto questo. Vale per Attilio ma vale per tutti i componenti della rosa e dello staff. Visto quanto è successo in questi ultimi anni occorre razionalità e niente emotività. Ci sono scelte da fare con un chiaro ed unico obiettivo e non le possono più sbagliare . Tey , Walker o chicchessia .

Edited by cillo2461

Esatto, ma se dovessero dire grazie e ciao a Lombardo - come gia fatto lo scorso anno- debbono prestare massima attenzione a non fare cagate come con Donati, perché se ripetesse lo stesso errore gli toccherà scappare da Genova e a prenderli a calci in culo ci sarebbe pure il sottoscritto

Lo so saranno scelte difficilissime, però se hai voluto la bicicletta ti tocca pedalare anche se la salita è lunga e dura

Edited by Erreci

Grazie grazie ed ancora grazie

Dentro di me non avevo dubbi sulla conquista della salvezza perché a questa squadra mancava un condottiero come te che facesse capire l'importanza di "essere Sampdoria"

A me piacerebbe continuare questa percorso anche perché credo, senza fare conti, che in queste 8-9 partite tu abbia la media punti migliori degli ultimi 3 anni

Ti sei preso anche il rischio di cambiare modulo, arma che reputo vincente

So che non sarà così, avremo un nuovo tecnico, ma spero che tu rimanga con un ruolo importante in società

Grande Attilio proprio uno di noi

Ciao Attilio, posso solo immaginare cosa ti è passato nella mente appena finita la partita con il Sud Tirol.

Alle fine della conferenza stampa hai fatto capire cosa vuol dire essere SAMPDORIANO.

Siete stati e sarete sempre un gruppo di amici veramente legati a questi colori.

Purtroppo se ne è andato troppo presto quello che avrebbe potuto rinverdire un sogno, ma mi accontento di averti avuto come allenatore nel momento del bisogno.

Sarai per sempre nel cuore dei SAMPDORIANI.

💙🤍❤️🖤🤍💙

Grazie Attilio ❤️, io spero che tu rimanga sulla panchina della Sampdoria anche l’anno prossimo , la conferenza stampa pre Reggiana-Sampdoria mi ha commosso.

P.S. I tagli dell’editing della conferenza stampa non mi sono piaciuti affatto

Cuore, amore, belle parole e TANTA SOSTANZA.

14 punti in 9 partite, media 1,55 a partita, che proiettato su un'intera stagione farebbero 59 punti. Quest'anno avrebbe voluto dire 5° posto...

Ma quanto sarebbe bello se l'ormai celebre Algoritmo sputasse fuori al primo posto ATTILIO LOMBARDO? 😀

Un ruolo alla Ranieri? consigliere di Fredberg, visto il buon rapporto che Lombardo più volte ha dichiarato?

Team Manager? un po' riduttivo

Vice Presidente? eh magari o qualcosa di simile

sta di fatto che ha ancora due anni di contratto e quindi dovranno proporgli qualcosa oppure rassegnarsi a pagarlo per non fare un cazzo

3 ore fa, Erreci ha scritto:

Un ruolo alla Ranieri? consigliere di Fredberg, visto il buon rapporto che Lombardo più volte ha dichiarato?

Team Manager? un po' riduttivo

Vice Presidente? eh magari o qualcosa di simile

sta di fatto che ha ancora due anni di contratto e quindi dovranno proporgli qualcosa oppure rassegnarsi a pagarlo per non fare un cazzo

A mio parere un ruolo lo avrà al 99%. Se fosse quello di Mister mi aspetto anche deciso ritocco dei termini del contratto in essere

3 ore fa, Erreci ha scritto:

sta di fatto che ha ancora due anni di contratto e quindi dovranno proporgli qualcosa oppure rassegnarsi a pagarlo per non fare un cazzo

Anche perché, nella remotissima e pressoché impossibile ipotesi che l'algoritmo sbagli, sarebbe meglio averlo a disposizione per la panchina.

Attilio sei letteralmente il professionista che negli anni ha dimostrato più attaccamento e devozione a questa maglia e questi colori. Più di chiunque altro nella storia.
In onore di questo, ti prego, ti scongiuro, fai smettere tua figlia di tirare bordate social, è una cosa che fa male a te come professionista ed alla Sampdoria come società in primis, ed in secundis fa male a tutti i tifosi che hanno a cuore, come te, le sorti del blubiancorossonerobiancoblu

Chiara-Lombardo-563x1024.jpeg

Non mi sembrano "bordate" ma solo un elenco di buone qualità.

Disattese da qualcuno.

Se le rose fioriranno tutto finirà nel dimenticatoio.

Edited by orso
Non mi sembrano "bordate"

Finirà tutto nel dimenticatoio anche se non saranno rose, ma:

  1. non è la prima volta che la ragazza usa i social per difendere il padre (aveva attaccato i giocatori in passato), che se è comprensibile umanamente, non è accettabile professionalmente;

  2. a prescindere da chi noi pensiamo abbia ragione in questa facenda, non puoi minimizzare la faccenda e dire che è un elenco di buone qualità. È un attacco diretto ai dirigenti che non hanno confermato Attilio sulla panchina (tra l'altro lo ha praticamente ufficializzato lei con questo post);

  3. se ha ancora un senso dire che dobbiamo "difendere" la Sampdoria, sono proprio queste le cose che dovremmo condannare, nonostante faccia male come rimproverare un componente della nostra famiglia.

Che bello quando una volta esistevano solo uffici stampa e interviste dei diretti intervistati.

Questo vale nello sport, in politica etc.

Capisco l'amarezza e la buona fede della ragazza ma non serve e non fa bene a nessuno.

Chiara Lombardo è una ragazzina che difende il suo papà e per farlo utilizza gli strumenti usati dai suoi coetanei

Va bene così, è giusto così

Cmq la potete incontrare in Sud, parlatene dal vivo

Quindi 1000 persone che parlano con la figlia, dicendole cosa ne pensano.....

Vediamo come evolve la situazione, poi trarremo le somme magari a metà giugno.

una, nessuna, centomila ... chissà

e cmq una ragazzina che difende il proprio papà merita comprensione e rispetto, come verso chiunque che esprime il proprio pensiero

o no?

ea proposito Ivano Bonetti, che non è un ragazzino, ma un uomo maturo, la tocca piano piano .... ehhh ... quando pensi di far del bene e invece fai del male


Ma sapete chi siamo?? Non vi vergognate neanche un pó???lettera aperta alla dirigenza della Samp:Esistono momenti, nella vita di una società calcistica, in cui i risultati non bastano più a nascondere i limiti di una gestione.Perché oltre la classifica esiste qualcosa di ancora più importante: la credibilità.Ed è proprio sul piano della credibilità che oggi la Sampdoria sta consumando la sua crisi più grave.Negli ultimi anni si è ripetuto uno schema ormai impossibile da ignorare.Ogni volta che il club precipita nella confusione tecnica, emotiva e ambientale, la dirigenza si affida a uomini che incarnano realmente la cultura sampdoriana. Figure che conoscono il peso della maglia, la sensibilità dell’ambiente e la responsabilità di rappresentare una storia calcistica che va ben oltre il semplice risultato sportivo.Tra queste figure, Attilio Lombardo ha dimostrato ancora una volta — con i fatti e non con le dichiarazioni — di possedere competenza, equilibrio e autorevolezza nei momenti di massima emergenza.Ed è qui che emerge la contraddizione più evidente dell’attuale gestione societaria.Se una figura viene ritenuta adeguata per salvare la Sampdoria nel momento più delicato della sua storia recente, risulta difficile comprendere per quale ragione quella stessa figura non venga considerata adeguata per partecipare alla ricostruzione tecnica e progettuale del club.Questa incoerenza, ormai reiterata, non può più essere liquidata come semplice scelta tecnica.Perché le scelte tecniche seguono una linea strategica riconoscibile.Qui, invece, la percezione esterna è quella di una governance priva di continuità, di identità e soprattutto di una visione calcistica chiara.Ed è esattamente questo il nodo centrale.Una società può attraversare difficoltà economiche, errori sportivi o stagioni complicate. Fa parte della storia di qualsiasi club.Ciò che preoccupa realmente è quando manca la capacità di trasformare le esperienze vissute in cultura gestionale.Alla Sampdoria, invece, sembra accadere il contrario: gli errori si ripetono, le dinamiche si riproducono identiche e le decisioni appaiono spesso scollegate tanto dal merito quanto dalla realtà emotiva e tecnica del club.Questo genera una progressiva frattura con l’ambiente.Perché il tifoso può accettare la sofferenza sportiva.Può accettare una stagione difficile.Può persino accettare la sconfitta.Quello che non può accettare è la sensazione di assistere a una gestione che non riesce a trasmettere né stabilità né direzione.La Sampdoria non può diventare un luogo dove le figure storiche vengono richiamate esclusivamente per tamponare le emergenze e poi sistematicamente escluse nel momento in cui si pianifica il futuro.Questo meccanismo, oltre a essere incomprensibile sul piano sportivo, finisce inevitabilmente per indebolire la credibilità dell’intera struttura societaria.Perché una dirigenza forte si riconosce dalla capacità di dare continuità alle proprie scelte.Non dall’utilizzo occasionale delle persone nei momenti di crisi.Oggi il punto non è più discutere il nome di un allenatore o di un collaboratore.Il punto è chiedersi quale idea di Sampdoria esista realmente dietro questa gestione.Quale identità.Quale cultura sportiva.Quale progetto.Perché senza risposte chiare a queste domande, il rischio è che il club continui a vivere in una perenne emergenza, affidandosi ciclicamente agli uomini della propria storia senza mai avere il coraggio — o la lucidità — di costruire davvero con loro.Ed è forse questa la riflessione più amara.Perché una società perde davvero il proprio equilibrio non quando sbaglia una decisione, ma quando smette di riconoscere il valore delle persone che nei momenti più difficili le hanno restituito dignità.

2 ore fa, Erreci ha scritto:

ea proposito Ivano Bonetti, che non è un ragazzino, ma un uomo maturo, la tocca piano piano .... ehhh ... quando pensi di far del bene e invece fai del male


Ma sapete chi siamo?? Non vi vergognate neanche un pó???lettera aperta alla dirigenza della Samp:Esistono momenti, nella vita di una società calcistica, in cui i risultati non bastano più a nascondere i limiti di una gestione.Perché oltre la classifica esiste qualcosa di ancora più importante: la credibilità.Ed è proprio sul piano della credibilità che oggi la Sampdoria sta consumando la sua crisi più grave.Negli ultimi anni si è ripetuto uno schema ormai impossibile da ignorare.Ogni volta che il club precipita nella confusione tecnica, emotiva e ambientale, la dirigenza si affida a uomini che incarnano realmente la cultura sampdoriana. Figure che conoscono il peso della maglia, la sensibilità dell’ambiente e la responsabilità di rappresentare una storia calcistica che va ben oltre il semplice risultato sportivo.Tra queste figure, Attilio Lombardo ha dimostrato ancora una volta — con i fatti e non con le dichiarazioni — di possedere competenza, equilibrio e autorevolezza nei momenti di massima emergenza.Ed è qui che emerge la contraddizione più evidente dell’attuale gestione societaria.Se una figura viene ritenuta adeguata per salvare la Sampdoria nel momento più delicato della sua storia recente, risulta difficile comprendere per quale ragione quella stessa figura non venga considerata adeguata per partecipare alla ricostruzione tecnica e progettuale del club.Questa incoerenza, ormai reiterata, non può più essere liquidata come semplice scelta tecnica.Perché le scelte tecniche seguono una linea strategica riconoscibile.Qui, invece, la percezione esterna è quella di una governance priva di continuità, di identità e soprattutto di una visione calcistica chiara.Ed è esattamente questo il nodo centrale.Una società può attraversare difficoltà economiche, errori sportivi o stagioni complicate. Fa parte della storia di qualsiasi club.Ciò che preoccupa realmente è quando manca la capacità di trasformare le esperienze vissute in cultura gestionale.Alla Sampdoria, invece, sembra accadere il contrario: gli errori si ripetono, le dinamiche si riproducono identiche e le decisioni appaiono spesso scollegate tanto dal merito quanto dalla realtà emotiva e tecnica del club.Questo genera una progressiva frattura con l’ambiente.Perché il tifoso può accettare la sofferenza sportiva.Può accettare una stagione difficile.Può persino accettare la sconfitta.Quello che non può accettare è la sensazione di assistere a una gestione che non riesce a trasmettere né stabilità né direzione.La Sampdoria non può diventare un luogo dove le figure storiche vengono richiamate esclusivamente per tamponare le emergenze e poi sistematicamente escluse nel momento in cui si pianifica il futuro.Questo meccanismo, oltre a essere incomprensibile sul piano sportivo, finisce inevitabilmente per indebolire la credibilità dell’intera struttura societaria.Perché una dirigenza forte si riconosce dalla capacità di dare continuità alle proprie scelte.Non dall’utilizzo occasionale delle persone nei momenti di crisi.Oggi il punto non è più discutere il nome di un allenatore o di un collaboratore.Il punto è chiedersi quale idea di Sampdoria esista realmente dietro questa gestione.Quale identità.Quale cultura sportiva.Quale progetto.Perché senza risposte chiare a queste domande, il rischio è che il club continui a vivere in una perenne emergenza, affidandosi ciclicamente agli uomini della propria storia senza mai avere il coraggio — o la lucidità — di costruire davvero con loro.Ed è forse questa la riflessione più amara.Perché una società perde davvero il proprio equilibrio non quando sbaglia una decisione, ma quando smette di riconoscere il valore delle persone che nei momenti più difficili le hanno restituito dignità.

Sicuramente non ha scritto lui, è un Italiano troppo corretto

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