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Attilio Lombardo

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  • Oltre agli immensi meriti per quanto fatto nel periodo che va dal.1989 al 1995, Attilio ha in seguito assunto il ruolo di salvatore della Sampdoria Nek gennaio 2001 accorre per dare un aiuto concreto

  • Personalmente non mi entusiasmano nemmeno i post di Chiara ma lei è una ragazza e inoltre sta parlando di suo padre. L'altro è un uomo adulto che mi pare solo alla ricerca di qualche ospitata in più s

  • Pontex76
    Pontex76

    Piccola osservazione su Attilio: trovo le sue interviste pre e post partita molto più interessanti di quelle di Gregucci. Non si limita a parlare di partite "serie" e attaccamento alla maglia ma spess

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Sorride. «Questa volta i capelli mi aiutano. Nel senso che mi dicono: sei sempre uguale. E sapete cosa rispondo? Per forza. Ero già vecchio da giovane». Scherza, Attilio Lombardo, sui 60 anni compiuti ieri, sull’età che avanza. Battuta che fa capire molto della persona, del suo approccio alla vita, «non mi pento di nulla, rifarei tutto quello che ho fatto, felice di ogni scelta», destino che ora lo ha riportato alla Sampdoria per la quarta volta, «sperando che sia l’ultima, nel senso che per me Sampdoria è casa e mi auguro di non andarmene via più. Lo dico sempre, io mi considero un privilegiato, perchè prima che calciatore e ora allenatore o dirigente, sono un tifoso, genovese nella pelle, blucerchiato nel cuore e non è da tutti portare in panchina, a bordocampo, la passione della Sud. Io trasmetto sampdorianità, mi chiedono di farlo e lo considero quasi una missione, faccio capire ai giocatori cosa significhi indossare questa maglia, la storia che c’è dietro. Per capire i miei sentimenti, basta vedere come vivo le partite. Ogni gara rischio l’infarto. E giuro: non c’è voglia di mettermi in mostra. Esibizionismo. E’ tutto spontaneo. Come le lacrime di qualche mese fa. Ho pianto due volte, di dolore a Castellammare di Stabia, eravamo retrocessi in serie C, e di felicità a Salerno, dopo aver vinto il play out, ottenuto la salvezza. Non mi vergogno dei miei sentimenti. Sono orgoglioso di mostrarli. In nome della Sampdoria. Che per me è e sarà sempre qualcosa di speciale».

Parliamo di lacrime. Ma lei è stato richiamato, dopo la positiva esperienza con Evani, per regalare entusiasmo non pianti.

«Certo. Ma infatti sulla mia faccia quasi sempre c’è il sorriso. Portatore di entusiasmo, trasmettitore di felicità, mi sta bene come definizione. Anche se penso che poi bisogna accostarne altre: aiuto prezioso per uno staff tecnico di prim’ordine, composto da amici, ma soprattutto da grandi professionisti, Gregucci, Foti, Pozzi, gente che si completa alla grande, trait d’union fra prima squadra e settore giovanile, punto di riferimento per la tifoseria. Sono tornato per l’ennesima volta perchè credo in questo progetto, mi piace, sono convinto che a gioco lungo la Sampdoria possa tornare protagonista e non solo in serie B, ma nella categoria che le compete per blasone e passione dei propri sostenitori. Si deve sognare. Prima però bisogna togliersi dai guai. Dal fango abbiamo tirato fuori appena i capelli. La strada è lunga. Manca ancora tutto il corpo. Guai a rilassarsi. A smettere di lottare».

Ha spiegato tutti i suoi ruoli. Non ha detto quello di salvagente fossero andate male le cose con Gregucci e Foti. Qualcuno all’inizio lo ha insinuato.

«Non lo ho detto, perchè non lo ho mai pensato. E non sono stato assolutamente preso per questo. Io do una mano, ma i responsabili tecnici sono loro, Gregucci, espertissimo, e Foti, vice ideale, uno che diventerà un grande allenatore. In più Pozzi, per me un sorpresa. Assorbe come una spugna all’ombra di quei due. Io ho lavorato con Mancini, Mihajlovic, Di Matteo, De Rossi. Capisco al volo su chi puoi scommettere. E, nel caso dei giovani, su chi può far carriera».

Già che li ha nominati. Una definizione per ogni suo compagno di viaggio. Gregucci.

«Calmo, sempre lucido e non impulsivo come me, intenditore, esperto di calcio. Sa entrare nella testa dei calciatori. Ha osservato la nostra sampdorianità e se ne è appropriato. Conquistato dall’ambiente. E dai colori».

Foti.

«Diventerà un ottimo allenatore. Vede al volo le mosse, sa leggere le partite. Ha avuto una fortuna: vice di Mourinho e prima di un maestro come Giampaolo. Da loro ha preso molto. E non mi sembra male come biglietto da visita. Se penso che è stato un mio giocatore quando allenavo gli Allievi nazionali. Cresciuto il ragazzo».

Pozzi.

«A lui dico sempre: lo sai che quando hai segnato a Varese, io ero in piazza alla Foce a festeggiare il ritorno in A? Già questo lo rende un grande. Però sono sincero: mamma mia come migliora in fretta. Ha grande personalità. Lo aiuta. Come lo agevola parlare la stessa lingua calcistica di Gregucci e Foti».

I nuovi arrivati.

«Devono calarsi subito nella parte, in una realtà affascinante, ma in questo momento difficile. E devono darci una grossa mano. Nelle ultime 6 partite abbiamo fatto 10 punti, siamo cresciuti fisicamente, messi bene in campo, ma serve ancora di più. E loro devono agevolare il salto di qualità. Esposito lo conosco bene, glielo ho detto: da te la gente si aspetta moltissimo. Brunori è intelligente e forte, ci servirà, aiuterà Coda. Begic è uno che strappa, ci mancava uno con queste caratteristiche. Questi acquisti sono forti. Se arriveranno altri colpi così, meglio ancora».

I tifosi però contestano.

«Un loro diritto. Sempre. Anche su questo i sampdoriani hanno una storia che parla per loro. La cosa fondamentale è non trascendere mai. Certi episodi non devono appartenerci».

Disapprovano, ma tifano pure. Durante la partita è un incitamento continuo.

«Giusto sottolinearlo. L’anno scorso se ci siamo salvati il merito è soprattutto della nostra gente. Ogni gara 25 mila allo stadio. Raddoppiano le energie. Ma dove la trovi una piazza così?»

Lo pensava anche Vialli.

"Tre anni fa ho perso un fratello. Nella Sampdoria avrebbe potuto fare tutto, sarebbe stato anche un grande presidente, oltre che un magnifico bomber. Ma non c’è più davvero? Perchè noi ne parliamo tutti al presente. Luca è immortale"

  • 4 weeks later...
  • 1 month later...

Oltre agli immensi meriti per quanto fatto nel periodo che va dal.1989 al 1995, Attilio ha in seguito assunto il ruolo di salvatore della Sampdoria

Nek gennaio 2001 accorre per dare un aiuto concreto alla squadra in momento di difficoltà: la Sampdoria raggiunge una tranquilla salvezza

Sul finire del campionato 2024-25 rieccolo al capezzale di una Sampdoria morente: come vice allenatore di Chicco Evani conquista la salvezza in un drammatico doppio scontro con la Salernitana

Ed ora rieccolo ancora chiamato a salvare la Sampdoria e lui come sempre pronto a rispondere PRESENTE

Dirò- o meglio scriverò- parole che rarissimamente ho dedicato ad un giocatore TI VOGLIO BENE ATTILIO E CMQ VADA GRAZIE DI ❤️

nessuno mi ha hai definito ESILIO

la genialità dell'utente Galway (e del suo correttore automatico)😄

1 ora fa, Galway ha scritto:

Concordo con l'esilio Erreci.

Grazie Attilio , ti vogliamo bene.

Forza

1 ora fa, Erreci ha scritto:

nessuno mi ha hai definito ESILIO

la genialità dell'utente Galway (e del suo correttore automatico)😄

Sig. Napoleone Bonaparte 😂😂😂

Ci sono sempre stati, lui e Marco Lanna guarda caso, in due diversi momenti vitali per la Sampdoria.

Oggi mi pare ancora più importante sottolinearlo, guarda caso dopo 20 anni dal 2002.

Si ma in un ipotetico 3-5-4 dove prendiamo i 4 attaccanti? Coda è anche infortunato... Io proverei un 3-5-3-1 magari mettendo pafundi e begic sulla stessa fascia

Buona la prima.

Ottima gestione del gruppo, molto bene il recupero di Ferrari che potrebbe ridare spazio ad Abilgard a centrocampo.

🔵🔴🔵

La squadra rientra dell'intervallo con un piglio diverso e gioca un buon secondo tempo. Buon segno, significa che il Mister sa comunicare efficacemente ai giocatori gli accorgimenti da mettere in pratica

Dopo un primo tempo di sofferenza ma ben difeso un secondo dove si è cercato, compatibilmente con la forza dell'avversario, di rendersi anche pericolosi

Ottimo punto

Avanti così

'Penso che questa squadra abbia tutti i requisiti per fare bene, sempre ed esclusivamente se non si adagia sulla prestazione di oggi'

Le parole più importanti di tutta l'intervista.

Bravo Attilio.

Io cerco di essere spietatamente obiettivo partendo dal presupposto che al di là dell'allenatore la chiave di volta sono i giocatori. Il primo tempo di ieri non lasciava spazio a molte illusioni, completamente annichiliti dal Venezia , senza riuscire a proporre nulla, potevamo tranquillamente prenderne un paio. (postilla a me piu che una partita di calcio sembrava un incontro di lotta libera, ma non ero lucidissimo).La luce si è riaccesa nel secondo tempo dove pur continuando a soffrire abbiamo tenuto botta ed abbiamo provato a replicare. È probabile che Attilio nell'intervallo abbia toccato i tasti giusti e quindi speriamo...

3 minuti fa, cillo2461 ha scritto:

Io cerco di essere spietatamente obiettivo partendo dal presupposto che al di là dell'allenatore la chiave di volta sono i giocatori

essendo un appassionato di fotografia, sono egualmente obiettivo, diciamo tanto quanto uno Zeiss Istagon 35 mm f/1,4. Quindi se i giocatori in forza alla Sampdoria giocheranno come sanno e come è nelle loro qualità tecniche NO PROBLEM

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