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  1. Penso che a molti sia scesa qualche lacrima, tranne ovviamente ai duri e puri ..... che no sanno cosa si perdono ad emozionarsi consiglio per i duri e puri: contestualizzate la partecipazione di Vialli a questa avventura europea, contestualizzatela con questa vittoria e quella sconfitta e con quello che ha passato e sta vivendo Vialli e poi guardate quell'abbraccio con lacrime ..... magari chissà una lacrima vi spunta pure a voi se non vi spunta vi state perdendo il bello del calcio
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  2. Sono passati trent'anni Ne avevo 14 in quel marzo 91 e ricordo di averla sentita alla radio. Ero in camera mia e avevo una sorta di piccolo stereo /radio con duplicatore di cassetta. Lo avevo da qualche anno e alzando al massimo tutte le leve dell'equalizzatore si narrava che si potessero duplicare le cassette del commodore 64 senza problemi. Quella Domenica ero nervoso e credo di aver torturato una pallina di spugna con cui simulavo tiri e parate nei pomeriggi di studio. Ricordo Marco Fantasia, la voce di quei momenti, ricordo la gioia e l'esplosione al gol capolavoro di Mancini. Una cosa del tipo "E' l'anno buono! E' l'anno buono!" come un tifoso qualunque. Per me adolescente Superman Gesù Cristo Roberto Mancini quel giorno aveva semplicemente sancito che avrei dovuto amarlo e credere in lui sempre. Perchè lui era il ribelle redento e salvifico , era il figo che avrei voluto essere, era la Sampdoria che si andava a prendere l'impossibile. Quel giorno e il gol nel finale al Borussia Dortmund li ricorderò per sempre ,nella mia memoria, come i miracoli del mio unico idolo calcistico giovanile Da quel giorno a Napoli, dalla voce di Fantasia, da quell'1-4 visto sullo schermo a 90esimo minuto qualche ora dopo sono passati 30 anni. Molti vdm di questo forum saranno stati presenti al San Paolo e credo che abbiano rovinato le braghe dall'eiaculazione continua e ininterrotta. O , meno volgarmente, inumidito i fazzoletti per le lacrime. Amo la Sampdoria se possibile ancora più di allora. Perchè a quei tempi era facile farlo per chi come me era un ragazzino cresciuto con la Sampdoria di Paolo. E perchè adesso ho realizzato cosa voglia dire essere legato per sempre , nel bene e nel male, ad una squadra di calcio, la tua. Pandemia o meno, stadio o meno, vittorie o meno, trofei o meno. Perchè ogni volta che gioca la Sampdoria soffro e patisco come quel giorno contro i campioni d'Italia . E ogni volta che segna, fosse anche un gol di ginocchio o una facciata alla Franceschetti, godo esattamente nello stesso modo. Estasi piena. E poi risoffro due minuti dopo. Quanto sei bella UC SAMPDORIA!
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  3. Pensavo... che abbiamo cinicamente e giustamente sfruttato ancora una volta il peso che porta una compagine impegnata su più fronti Campionato e Coppe . La Sampdoria per anni ha pagato questo scotto, questa volta è toccato a noi goderne e siamo stati in grado di farlo. Bravi e grazie! Secondo: non mi ricordo periodo peggiore per la Samp Presidenza coinvolta in una bufera giudiziaria, prossima alla cessione (forse, probabilmente, chissà), orizzonti economici fragili ed oscuri, tifo organizzato in aperta rottura con il Presidente con dileggi e minacce, assenza di pubblico causa pandemia. Proprio vero, il Presidente conta quando piglia i giocatori giusti e paga loro lo stipendio, il pubblico supportando la società con gli abbonamenti e i biglietti, in qualche rara partita motivando i giocatori nel loro impegno agonistico. Ma noi pubblico non siamo il dodicesimo in campo, anche senza tifosi e pure senza presidente, una volta cominciato il gioco, contano solo loro, allenatore e giocatori. E nel bel mezzo della tormenta (come diceva Marzari) invece di arrivare il carro della rumenta, arrivano prestazioni come le ultime nelle quali team tecnico e calciatori per rispetto di loro stessi e del loro lavoro hanno dato il meglio. Ari-grazie!
    13 points
  4. Io, più che altro, vedo gli ebeti parenti che insultano medici ed infermieri, oppure quelli che fanno circolare ogni genere di illazione e calunnia spacciandosi per professionisti "della divulgazione medica", salvo non essere in grado di trovarsi il cazzo manco se gli dessi tre mani ed una torcia
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  5. Allora visto il momento che stiamo vivendo o meglio che ci stiamo predisponendo a vivere, ritengo che cazzate come quelle dette dal Sig. Massimo Ferrero siano intollerabili. Non sono un suo contestatore e nemmeno un suo fan, dal giorno in cui me lo trovai davanti nella hall dello Star Hotel di bianco vestito diciamo che non l'ho mai cagato: non ascolto ciò che dice, non faccio caso alle sue esternazioni, mi limito a seguire la Sampdoria, ogni tanto mi incazzo con i sandorioti che denigrano questo o quel giocatore, trovo inutili i VATTENE, scritto o cantati, inaccettabili le minacce. Ma la cazzate sul COVID no, quelle non le accetto e mi sento libero di dire al Sig. Ferrero, non al Presidente pro tempore dell'UC Sampdoria, ma al cittadino Ferrero, che è un idiota perchè ha detto un'idiozia e in questi momenti le idiozie su 'sto merda di virus non sono accettabili e debbono essere stigmatizzate sia che chi le proferisce sia il parroco, il comandante dei Vigili urbani o il primario eccelso e a maggior ragione se si è il Presidente dell'UC Sampdoria. E il tampone se lo può ficcare nel culo che magari gli fa bene alla prostata.
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  6. pare che come secondo portiere arrivi dal Chievo l'estremo difensore Semper a sto punto compriamo come terzo portiere uno che si chiami Memento così facciamo Memento Audero Semper
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  7. Finirà tra poche ore quest'anno di merda che rimarrà impresso indelebilmente nella nostra memoria. Gli auguri di un sereno e felice anno sono sinceri e sentiti come non mai, non so se saranno utili, ma di certo vi è che tutti noi abbiamo un gran bisogno di tempi migliori. Quel gran rompicoglioni di COVID 19 ci ha allontanato da parenti, amici, fidanzate, amanti e pure dalle troie, ma non è riuscito ad allontanarci dalla nostra eterna fidanzata che, sebbene gli anni passino,resta la gran fica di sempre, quella che ci ha fatto innamorare. Abbiano vissuto un qualcosa che mai e poi mai avremmo potuto immaginare: lasciar sola la nostra amata nel momento del bisogno, mentre si giocava la permanenza in serie A Lei era forzatamente sola, senza poter contare sull'apporto delle nostre gambe e dei nostri cuori. Tutto è bene ciò che finisce bene e la Sampdoria a mio avviso ne è uscita ancor a più forte, sapendo di poter contare anche sulle sue forze in attesa che tornino gambe e cuori dei tifosi tutti l, senza distinzione alcuna di settori o seggiolini. Buon 2021 utenti di questo spettabile Foro, auguri a voi ai vostri cari e all'UC Sampdoria PER GENOVA E PER SAMP DORIA
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  8. Ti ho insultato e ti ho odiato Come tutti quelli che potevano far male sportivamente alla mia Samp Più di altri Perché eri il più grande. E stasera, forse perché sto invecchiando, forse per la situazione contingente, mi sono scese due lacrime furtive davanti alla tv. Ho sempre provato più pena che biasimo per la tua vita privata. Un dio di cui tutti volevano un pezzettino. E a riflettori spenti ognuno sopravvive come può o riesce. Ciao Maradona
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  9. 11 points
  10. Veramente la divisione non è opera di Ferrero. Se si tratta di dividersi tra chi minaccia e commette reati per questioni di football (anche se qui contano anche l'autoaffermazione, l'accreditarsi col calcio) e le persone normali, a separare gli uni dagli altri ci pensano, in buon ordine: la ragione, il buon senso(se manca la prima), infine - e spero presto - la magistratura.
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  11. Caro Labbrodinovisad posso capire il tuo astio e la difesa della tua idea di Sampdoria, ma ti posso assicurare, giurare se vuoi, che per quanto riguarda Enrico Mantovani il perdono, p meglio la comprensione e la giustificazione che ne consegue,era già avvenuto nel lontano 2001. Enrico, posso chiamarlo ancora così amichevolmente anche son decenni che non lo vedo, disse a me e al fondatore di questo spettabile Foro poi o meno cosi che "Roberto è un bravo ragazzo, un generoso,istintivo e ingenuo, non dovete odiarlo, lui è veramente Sampdoriani, questa maglia ce l'ha nel cuore " Eravamo in via Berno, tutti quanti lì riuniti perché sapevamo che sarebbe venuto il Presidente, quando ci disse quelle parole erano presenti anche altri, due o tre, qualcuno forse che vedi ancora allo stadio. Ps: il Presidente era venuto a ringraziarci per tutto quanto fatto nel periodo della contestazione. Eh sì ancora una volta avevamo deciso di stare dalla parte della Sampdoria nell'unico modo in cui ne siamo (forse meglio dire ne sono) capaci
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  12. parassita, a voler essere precisi se il motivo è che lo ritenete un ladro, uno che "distrae i soldi" come ho letto da qualche parte, lo dovete provare; altrimenti rischiate pure che un avvocato vi faccia il culo, e lì non la risolvete a slogan, adesivi, o pattoni dati o minacciati. Anzi ps: se la risposta è che non incarna la storia e lo stile della Sampdoria, non posso che concordare. Ma neppure quelli del VATTENE incarnano la storia e lo stile della Sampdoria, e infatti noi abbiam sempre preso per il culo quegli altri per lo striscione intercambiabile. Ps: Scrivere "Fuori dalla Sampdoria" , per non scrivere "Vattene", mette poi una pietosa tenerezza
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  13. Che cos'è la normalità La normalità non è essere tornati sopra, né tantomeno aver rivinto il derby. La normalità non è neppure contare i punti che ci separano dai merdoni usando anche le dita degli amici o, per chi preferisce, quelle dei piedi. Domenica mattina Massimo si sveglierà con il ritmo del miocardio accelerato; tutto normale dirà tra sé e sé, <<ormai ci sono abituato>>. Domenica è il gran giorno.Come quel 23 maggio di 23 anni fa... più o meno.Alla stessa ora, presto, il suo compagno di gradinata è già al bar, non ha dormito tutta la notte; gli succede sempre prima dei grandi eventi. Prima di wembley non ha dormito per 5 giorni di fila. Poverino, si è anche dovuto dare malato al lavoro, perchè non si reggeva più in piedi. Ha letto a sbaffo tutti i quotidiani locali e nazionali due volte. Sa che tra poche ore sarà tutto finito, almeno per quest'anno. L'anno scorso hanno vissuto lazio-samp nello stesso bar, con altri ragazzi incontrati un pò per caso. C'era Paolo che ha un aneddoto per ogni finale, ricorda tutto come se fosse ieri. Chissà come farà, si chiede Massimo.... E poi suo cognato che non ha detto una parola, sarà stato anche molto timido... ma si capiva subito che è uno che soffre molto durante le partite. C'erano anche altri tizi in quel bar davanti alla TV. Uno in particolare, Mario, lo aveva incontrato già un'altra volta, ad una festa di beneficenza nell'89. Era la notte di Berna. Si erano appartati per seguire insieme la partita alla radio. Che coincidenza ritrovarlo dopo tanti anni.... di nuovo per l'occasione di una finale. Massimo ora sta chiamando il suo migliore amico, Giacomo. Devono fare la cabala. Ogni volta la stessa cosa. Ma se non la facessero e le cose dovessero andare male non se lo potrebbero mai perdonare..... Si incontrano in quel posto che solo loro conoscono. Scaldano un pò di fumo, la solita merda che Massimo si fa rifilare in quel vicoletto dove va lui. Poi, dopo i primi tiri, i sensi iniziano lievemente a intorpidirsi e la tensione si allenta quel poco che serve per scherzarci sopra. Beh, scherzarci è una parola grossa. Una finale è una finale. Mancano ancora diverse ore alle 15, gi stomaci sono tutti ingolfati da scarse colazioni. Di pranzare non se ne parla nemmeno. Scende giù solo una birra dietro l'altra. Sarà molto utile per mantenere il battito cardiaco su livelli accettabili. Massimo ride; ormai l'alcol e la chimica hanno fatto il loro dovere. Si guardano tra di loro. Sono pronti. E' tutto organizzato, 2 pacchetti di sigarette pieni, il tavolo più vicino alla tv del solito posto prenotato, i loro inseparabili amici li hanno già raggiunti. Giacomo sembra più rilassato, scherza con Paolo che è a passo dall'infarto fulminante. Sono tutti a posto con la coscienza, le cabale sono state tutte ultimate. Arriva anche Mario, come al solito per ultimo. Sono anni che la mena con sto mistero della sua cabala, una cosa pazzesca che proprio non potrebbero credersi.... <<costa una faticaccia portarla a compimento, però per una finale questo e altro>>, dice sempre Mario... In realtà la sua cabala consiste solo nell'arrivare per ultimo, non l'ha mai rivelato a nessuno; forse è questo il motivo per cui si presenta sempre con un sorrisetto beffardo, con mezz'ora di ritardo. Il tragitto dalla piazzetta in cui sono soliti ritrovarsi fino al bar è lunghissimo, ma tutte le volte che vanno in finale, sono state tante in questi anni, lo compiono a piedi. Incrociano sguardi, i loro sono annebbiati, tesi. Come se fossero in trasferta, vicini allo stadio. Cercano di riconoscere nella scarsa calca domenicale, altri come loro. Altri ragazzi che vanno in finale. Ecco la porta del bar. Sono arrivati. Manca ancora un'ora. Come al solito sono arrivati troppo presto. La tensione è enorme. E' sempre così. Le unghie ormai sono terminate, lo sbuffo del deodorante spray applicato la mattina stessa non fa più effetto. Sarà anche la birra che inizia a trasudare, ma dentro quella saletta c'è più puzza che dentro un treno locale, uno qualsiasi. Sky apre il collegamento. Il primo zoom è per lo spicchio di curva blucerchiata. E' il segnale. Il gruppetto di amici, Massimo in testa, inizia a fischiare, a bestemmiare e ad ululare. Le giacche ormai appoggiate sugli schienali delle sedie non coprono più le magliette blu e rosse di cui fanno bella mostra i ragazzi. Inizia la loro vera domenica. L'ennesima finale da vivere con passione. La finale degli altri. Ecco che cos'è la normalità.
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  14. Volevo segnalare che come da tradizione consolidata Kurtic contro di noi è destinato a prenderselo nel culo (te lo ricordi Varese sottomerda ?)
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  15. Come penso sia evidente ultimamente scrivo e leggo poco, causa una serie di sfighe su cui sorvoliamo, quindi solo ora vedo gli auguri di Erreci a cui mi associo. Come disse qualcuno "quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare". E grazie a voi di esserci.
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  16. nel frattempo la Sampdoria, con una rappresentanza formata da presidente, mister e Quagliarella, ha omaggiato Maradona in quella sorta di "sacrario" realizzato nei quartieri Spagnoli. Sicuramente ci saranno diversi sampdoriani che avranno da ridire, e qualche giornalista ironizzerà malamente, ma le persone intelligenti converranno che si tratta di un gesto da Unione Calcio Sampdoria
    10 points
  17. Minchia ragazzi, mi tocco veramente se ci sono. Io invece godo come un suino E se gliene davano dieci e i viola segnavano all'undicesimo, godevo ancora di più
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  18. Sarà banale ma rivedere i gol della vittoria in tutte le salse mi strappa un sorriso e una mezza lacrimuccia. Stasera è così. Teniamo duro, seguiamo le regole senza leggerezze, non stanchiamoci delle precauzioni. Stiamo convivendo con questa merda, tra timori e speranze, e quando sarà tutto finito ci sarà un posto speciale anche per la nostra Sampdoria. La Sampdoria dal vivo. Vi abbraccio Sampdoriani
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  19. Adesso violo volutamente e consciamente il regolamento: tu sei scemo, veramente molto scemo
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  20. A me lo stadio non manca e di anni di stadio quest'anno ne farei 52 anni veri, fatti da adolescente e non da bambino con le braghe corte che manco sa dive cazzo è se non quanto sia bello stare con papà. Anzi ad essere più preciso non mi manca la gradinata perché non non mi mancano le espressioni e gli atteggiamenti da duri, non mi mancano quelli che sbandierano mentre il Doria sta battendo un corner sotto la Sud, non mi mancano le provocazioni, non mi manca il fumo di sigarette spiritose, non mi mancano quelli ubriachi già prima, durante e dopo, non mi manca l'impossibilità di esprimere un pensiero compiuto o di fare un discorso semiserio senza essere interrotto o che qualcuno ti parli sopra buttando tutto in vacca (e chi mi conosce sa bene che tutto sono tranne un serio pedante e menoso). Non mi manca di sentire insultare o denigrare i giocatori del Doria e vi assicuro che in gradinata è più frequente che nei distinti vicino a me. E gli amici? Bé quelli di sempre non rientrano tra quelli che frequentano lo stadio e quei pochi pochissimi conosciuti per fede calcistica li vedo o li sento anche senza andare allo stadio e cmq li considero tali anche se non li vedo mai o quasi mai. Mi piacciono i film ma li posso vedere anche in tv, mi piace la musica classica e pure quella buona, ma posso ascoltarla anche con lo stereo, mi piace da impazzire il rugby ma tranne rare volte son costretto a vederlo in tv, mi piace il calcio e lo stadio ne è la giusta cornice. Sono innamorato della Sampdoria ma se debbo scegliere tra Lei e lo stadio non ho difficoltà a scegliere Lei perché sono un tifoso del Doria non dello stadio e perché a me piace veder giocare a calcio.
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  21. Aveva detto andandosene: "Un giorno parlerò" facendo presagire scottanti rivelazioni e polemiche rivendicazioni. E poi era stato zitto. Ha parlato finalmente nella notte del SUO trionfo avendo la Nazione ai suoi piedi , ha elegantemente evitato di ricordare a qualche suo tardo estimatore d'essere stato martorizzato come giocatore della Samp, per 15 anni, con giudizi quali "immaturo", "bizzoso", "promessa mai mantenuta" (salvo essere celebrato nei suoi 3 anni alla Lazio come uno dei massimi artisti del calcio). Ha usato le parole del ricordo (e dell'implicita riconoscenza). Per me dovrebbe finire qua. Roberto Mancini è un gigante nella storia della nostra Sampdoria, anche dal freddo esame dei dati statistici. Non so perchè, ma dopo decenni (complice forse lo staff che aveva voluto intorno a sè) nel corso di questo campionato, ho ripreso a seguirlo con affetto, ho voglia di continuare a farlo. Stiamo diventando tutti vecchi, loro giocatori e noi spettatori di un tempo...e fragili. Come dimostrano le recenti vicende dell'adorato LV9 ❤️ e l'abbraccio straziante fra i "gemelli" della scorsa notte. 25 anni fa la ragione non era equamente divisa, ma dopo tanti anni è assolutamente sterile disquisire. Per me, Roberto è tornato a casa.
    9 points
  22. Volalozar è molto granitico, dogmatico, direi molto cattolico. Amintore, che appunto si chiama Amintore è molto democristiano e pure saggio. Io non ho vissuto le esperienze del giovanissimo Amintore o meglio le ho vissute in epoche in cui ancora non c'era nessuno ancora di così grande da dover essere odiato e quindi mi sono evitato almeno quel tipo di indottrinamenti. All'epoca in cui accaddero i fatti a cui si allude ero già sufficientemente adulto e fuori dai giochi per poter provare sentimenti in autonomia e sulla base di ciò che potevo vedere,capire,sentire. Per cui non l'ho mai odiato , l'odio se mai riuscissi a provarlo lo userei per cose più definitive, ma sicuramente ero molto molto incazzato, molto molto deluso. Perchè quello che era stato un lungo magnifico sogno stava finendo e quello che sentivo era che stava finendo per colpa sua. Vedevo il mio simbolo, l'eroe di tante vittorie , voltare le spalle , arrendersi , tradire l'erede di Paolo Mantovani. Era come se ci fosse stato un patto di sangue e questo patto fosse stato rinnegato. Poi gli anni passano, le incazzature si stemperano, certi dettagli si dimenticano e certe prospettive mai considerate fanno capolino a dare , se non una giustificazione a certe azioni, almeno una spiegazione logica, umana. Per cui poco a poco mi sono ritrovato a ricordare più nitidamente le gioie di quella epopea calcistica che non le miserie che ne accompagnarono la fine. E di quella epopea i due condottieri erano stati Luca Vialli e Bobby Goal e tali rimarranno per me per sempre. Ps. quando li ho visti piangere ed abbracciarsi, mi vergogno un pò, ma ho pianto anch'io.
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  23. Personalmente l'avevo già perdonato con la chiamata di Gianluca Vialli nella delegazione della Nazionale: un gesto che denota una grande sensibilità e l'umanità di un vero Uomo oltreche di un vero amico. L'abbraccio con lacrime di ieri sera e poi le parole in conferenza stampa ne sono una conferma. Per me è Bobbygol
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  24. VID-20210712-WA0020.mp4 VID-20210712-WA0020.mp4 Queste parole di Mancini non erano scontate e sinceramente mi hanno fatto piacere Grazie, nonostante tutto.
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  25. Certo che arriva il tecnico della Macedonia. Siamo alla frutta.
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  26. I firmatari resteranno tra i migliori gruppi di Tifosi della Sampdoria. Sebbene oggi estinti per vicissitudini varie, resta vivo in alcuni di essi lo spirito che li animó allora e che altro non è che lo spirito di codesto spettabilissimo Foro
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  27. Io e mio figlio purtroppo iniziamo con un ooooooooo venti metri prima. Poi cori a volontà all'altezza del casello
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  28. Il parere di un cretino: la stagione prossima avrà non meno incognite delle ultime due. Fossi il presidente, mi terrei un timoniere esperto come il sor Claudio
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  29. Ogni tanto sciuscia e sciurbì se peu
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  30. Anziano sei Oggigiorno le assemblee si gestiscono così: al tavolo siedono i sette/otto rappresentanti delle altrettante parrocchiette Però parlano in due massimo tre: gli altri sono già ingrassati a sedersi al tavolo dei potenti Chi parla espone "la linea". Applausi dal pubblico (4 su 5 già nel giro delle suddette parrocchiette). Dal tavolo si invita a intervenire. Intervengono, di solito, un invasato sotto effetto di alcol e/o stupefacenti che incita alla lotta (grandi applausi dal pubblico) e un ignaro logorroico capitato quasi per caso (risatine dal pubblico). Qualunque altro intervento è scoraggiato dagli sguardi e dalla fama di torvi lanzi grifagni sempre a guardia di una fede. Si conclude dal tavolo con un paio di banalissime bestemmie (ovazioni dal pubblico). L'andate in pace sarà preceduto da ulteriori alla lotta senza quartiere (il quartiere che manca, cosa ve lo dico a fare, è San Fruttuoso) Assente giustificatissima, da tantissimi anni ormai, quella grànfiga della Sampdoria Dalla Chiamata è tutto, a voi Foro
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  31. Ho la netta impressione che il "ruolo" dell'ultras ribelle, al di fuori degli schemi, "contro" per definizione stia diventando una gabbia, sempre più stretta. Un partito preso senza reali motivazioni e vera convinzione. Quasi un personaggio da recitare più che un affascinante anarchico, un idealista, un Don Chisciotte. Certamente, in questi termini, autodistruttivo.
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  32. Questa sera la Nazionale di calcio targata Roberto Mancini scende in campo circondata da tanto entusiasmo e tanta fiducia (diciamo che c'è il clima ideale per prenderselo nel culo). Roberto Mancini oltre che aver fatto sin qui molto bene, ha voluto con se i suoi storici collaboratori tutti di marca blucerchiata, ma,soprattutto a mio parere ha fatto qualcosa nei confronti di Vialli che supera tutti gli assist che gli ha fornito durante la sua carriera: un gesto di un amico vero, quello di un fratello e questo per me è il gesto di una persona per bene e quindi - rullo di tamburi- per quanto mi riguarda è venuto il momento di "perdonare" il Mancio,non dimenticando, ma perdonando. Tiferò questa NazionalDoria, tiferò per gli 11 in campo e per Mancini, Vialli, Lombardo, Salsano e Chicco Evani, augurando loro di vincere qualcosa nel nome della Sampdoria
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  33. Che poi un magnate ammerikano è finito in b un altro si ritroverà con Tiago Mottaallenatore un altro è finito dietro a noi due anni di fila e si venderà il suo pezzo migliore, poi c'è un cinese che ha appena vinto il campionato e ha annunciato che.... venderà qualche pezzo di pregio .....Belin ma cosa vi credete che via Ferrero torna Paolo Mantovani dall'aldilá? SVEGLIAAAAAA
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  34. ED ECCO L'ALLENATORE (loro ce l'hanno già e non poteva essere altro che lui)
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  35. Lasciando stare il dramma dei pazienti nei reparti di terapia intensiva, storie che stanno ad anni luce di distanza per importanza , dalla nostra dolce passione (storie strazianti e meravigliose nelle quali il personale ospedaliero si fa temporanea famiglia intorno al malato costretto all’isolamento)…. quest’anno possiamo ben dire che la nostra Amica, causa COVID, quella che qualcuno chiamava la Ballerina Malata, giocoforza, l’abbiamo dovuta lasciare da sola, ma alla fine è stata benissimo. Questo mi fa meditare su noi tifosi...siamo davvero il 12° uomo in campo o molesti (dai! non sempre) rompicoglioni? Non mi piace specchiarmi in quegli ineducati parenti che si affollano in ospedale, al capezzale del malato, discutendo di terapie con i medici, intortando le belle infermiere e parlando sempre ad alta voce . Vorrei essere il fedele Amico silente, ma non estraneo, che traguarda la finestra della Sua stanza in attesa di buone novelle.
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  36. mercato web dice che tra i papabili potrebbe esserci il ct della Macedonia, Angelovski alla fine della fiera arriverà ANgelovski Palomboski
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  37. Molto probabilmente caro Ale quelli che hanno già iniziato a rompere il belino sono gli stessi che fino a ieri dicevano che Ranieri è un pezzo da museo e che se ne doveva andare Gentaglia, amebe senza cervello
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  38. No loro godono, perchè hanno una società solida , attenta ai tifosi ed alle tradizioni. Con uno staff dirigenziale di cenoani purosangue che guardano al calcio in modo romantico e passionale. Inoltre hanno sempre obiettivi chiari che perseguono con scrupolo, calciatori di proprietà entusiasti del progetto, settore giovanile che sforna nuovi campioncini per la prima squadra garantendo ricambio generazionale nel solco del senso di appartenenza. Per non dimenticare i risultati sportivi che arrivano puntuali ogni anno a dar lustro sempre maggiore al marchio "GENOAMERDA"
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  39. Una multipla grigia nella pioggia (vecchio racconto di Rantegusu) C'è una pellicola che rappresenta bene la società italiana uscita dalle miserie della guerra e non ancora entrata nel pieno del boom economico, si tratta di “Poveri ma belli” di Dino Risi. Anche la Sampdoria è stata povera ma bella, parlo della Sampdoria ventenne di Fulvio Bernardini e poi di Heriberto Herrera, Vincenzi e Corsini. Anche noi blucerchiati, per la proprietà transitiva, fummo altrettanto belli ed ingenui. Quegli anni corrispondono al periodo compreso tra la fine della mia infanzia ed il pieno della mia adolescenza. Così, tutte le volte che le giornate si fanno buie e piovose, mi viene in mente che... ...partivamo da piazza Mario Conti verso le 12 e 30, d'inverno. Zio era un grande intenditore d'auto ma possedeva anche una Multipla grigia alla quale era molto affezionato, era un'auto abbastanza buffa , per dirne una, la ruota di scorta stava sotto il cruscotto sul lato passeggero, ma rivoluzionaria nelle linee e nella concezione (fu il primo monovolume) quando comparve sul mercato alla metà degli anni '50. Pioveva (eh sì! perché nei miei ricordi, quei viaggi verso lo stadio, sono sempre accompagnati dal freddo e dalla pioggia) ed i tergicristalli battevano ritmicamente lamentandosi. Dopo esserci lasciati alle spalle i gasometri e le torri rugginose dell'Italsider attraversavamo lentamente mezza città che non ostentava i “grattacieli” della Fiumara o di via di Francia, ma l'ancor fresca ferita del crollo di via Digione. Rasentavamo l'allora grigio Palazzo S.Giorgio che fronteggiava un porto recintato e cupo come una fabbrica, privo delle scatole colorate dei containers, sovrapposti come mattoncini del Lego, senza Bighi, né locali della movida o multisale cinematografiche. La formazione da stadio era sempre la stessa io, il nonno, lo zio e mio cugino, possessore di una Mini rossa sulla quale si viaggiava più velocemente ma non con maggiore comodità. Io, comunque, preferivo la Multipla che nei primi anni '70 era utilizzata dagli spegazzini quale capiente furgoncino, ma grigia era ancora in dotazione alla........beh! questa ve la racconto. Una domenica (credo per un Samp-Inter) rinunciamo al pranzo domenicale ed anticipiamo l'orario della partenza. A metà strada dallo stadio, zio vede un panificio-pasticceria aperto e propone: “Ce la mangiamo un po' di focaccia alla veloce?” Detto, fatto, “inchioda” la Multipla di fronte al negozio e scendiamo in quattro, impermeabili S.Giorgio blu e marroncini, cravattini scuri del dì della festa (io seppur ragazzino ero lungagnone e, soprattutto, con l'ombra della barba a segnare il volto). Zio, occhialini tondi e coppola di tela cerata dell'impermeabile calzata fino alle orecchie, ordina: “Otto etti di focaccia, per piacere!” Colgo lo sguardo smarrito della negoziante che balbetta: “Ma...è di ieri...forse è un po' secca!” “Megiu- risponde lo zio – secca ci piace di più” La signora scansa la commessa, fa due tagli a croce sulla focaccia nella teglia e la pesa: “Beh! E' più di un chilo, mi son sbagliata, pazienza, colpa mia – e fa per ridere – paghi solo gli otto etti – dice, riuscendo a cavare un sorriso tirato – Prendano magari anche due pezzi di pizza che invece è bella calda. Li assaggino. Glieli offro io!” Zio, facile a perdere la pazienza, stranamente si contiene e ribatte secco: “Mi dia solo otto etti di focaccia. La pizza non la voglio.” Non aveva ancora finito di parlare che la signora si era già precipitata verso i pasticcini: “E' domenica, si prendano due paste da portare a casa. Gliele offro di cuore...” A quel punto lo zio: “Mi darebbe PER FAVORE otto belin di etti di FOCACCIA, SCIGNUA!” e quella, rivolgendosi a mio cugino: “Perché mi fate i cattivi? Glielo dica lei al maresciallo!”...Insomma: quattro uomini, impermeabili, cravattino scuro, Multipla grigia...ci aveva presi per la TRIBUTARIA. Una volta arrivati in corso Sardegna, zio, di solito, iniziava a cercare parcheggio, ma prima di entrare allo stadio vi era il rito dell'ammazzacaffè, grappino o brandy a seconda degli umori. Mano a mano che ci si avvicinava, l'emozione cominciava a crescere nello stomaco, ci si inseriva nella fiumana bella dei tifosi e, anche senza vederlo, lo stadio lo sentivi, perché risuonava di trombe e tamburi (quel suono naturale commisurabile allo scroscio della cascata o al sibilo del vento, quel suono scomparso dallo stadio moderno, ma che ritorna nei ricordi e nei sogni di chi lo ha ascoltato). Eravamo tutti abbonati nei Distinti, luogo di misticanza di classi e tifoserie, settore, per dirla con Govi, “mezzo nobile e mezzo ignobile”. Salendo le scalette che portavano alle gradinate, ti capitava di vedere i giocatori fare riscaldamento in quella specie di intercapedine compresa tra il muro di recinzione ed i fondi della struttura, segno inequivocabile di una certa “povertà”, ma noi eravamo orgogliosi del nostro Stadio, amavamo il verde smagliante del rettangolo di gioco dall'evidente schiena d'asino, i posti popolari a gradinate (e non curve) che ne datavano le linee e ne sottolineavano l'uso esclusivo. Marassi era una sorta di antico tempio dedicato alla remota divinità Duballùn, una cattedrale del calcio che la domenica si vestiva dei nostri “paramenti” e colori (gli striscioni confezionati nelle cucine, le enormi sciarpe di lana “Gatto” sferruzzate dalle mamme e dalle nonne). Era una cattedrale e al tempo stesso un teatro, e quando pioveva si aprivano i paracqua neri, mentre la gente cantava sotto gli ombrelli come in un gigantesco musical. Talvolta il maltempo arrivava improvviso e i più previdenti tiravano fuori dalle tasche le buste con il “Senonpiovepioverà”, l'impermeabile di plastica trasparente col cappuccio, oggettino che usavano i più eleganti e moderni rispetto a quelli che infilavano direttamente sulla testa, alla garibaldina, i sacchetti della SMA o del macellaio. Era il tempo degli “Atti degli Apostoli” del tifo doriano. Dopo quasi vent’anni di imprese della giovane squadra, senza una forte guida come quella del presidente Ravano, noi blucerchiati ci eravamo dovuti arrangiare, organizzare come le prime comunità cristiane (e a ben pensare vi era qualcosa di evangelico, a fine partita, nel lento movimento di raccolta degli striscioni madidi di pioggia, salpati faticosamente come reti oltre le ringhiere o i muretti, manco si fosse stati su di una barca nel lago di Tiberiade). E gli “apostoli del tifo” in quegli anni erano in mezzo a noi....Beppe Andreotti con il suo megafono, Caterina Mura, il tamburino Damiano, Gloriano Mugnaini (il medico dei poveri, che riassumeva nella sua maschera dolente le caratteristiche del tifoso di allora che non si divertiva se non soffriva). Gli Ultras Tito, poi, erano “bambini” ma i loro simboli ed il loro linguaggio (così diverso da “Olio, petrolio ed acqua minerale, per batter la Sampdoria ci vuol la Nazionale”) prefiguravano già un modo “differente” di vivere il tifo ed il tempo nuovo di un decennio arrabbiato. Nei Distinti, in quegli anni, ci si conosceva tutti, in quanto facenti parte della medesima grande famiglia anche se, forse, nessuno si era mai presentato. Talvolta, soprattutto in queste giornate di pioggia che stimolano i ricordi mi chiedo dove siano finiti alcuni di loro, come la coppia (mamma e figlia) sempre presenti e dall'abbigliamento inappuntabile. Della giovinotta più che ventenne, una morona fuori portata per un ragazzino come io ero allora, conservo, però, ancora l'indelebile immagine in mini cappotto rosa confetto e stivaloni neri lucenti alla moschettiera. E dove sei finito “esperto” che avevi ingoiato il manuale con le regole del giuoco del calcio e ad ogni controversia nel corso della gara, citavi, dirimevi, disquisivi a voce alta, tanto da meritarti il soprannome di “avvocato” (o lo eri davvero?). E dove sei tu, posizionato sui gradoni più bassi e vicini alla Sud, che contestavi ogni decisione arbitrale a nostro sfavore, che davi del criminale a tutti i giocatori avversari. Il tuo era un sostegno acritico e viscerale che non teneva conto della realtà dei fatti. Eri in grado di negare l'evidenza se questa cozzava con l'interesse della Sampdoria. Grande “Bastian contrario”, in quanto capace, in occasione di un fallo “solare”, subìto da uno dei nostri nell'area avversaria, di alzarti, mentre l'intero stadio ribolliva di sdegno per il rigore non concesso, e, girandoti a destra e a manca, ripetere, mentre il povero blucerchiato rantolava con il calzettone insanguinato: “No! Diciamo la verità, si è buttato!” Proprio tu che ci avevi sfranto le gonadi per campionati interi, nel momento in cui era evidente il torto e che avresti avuto finalmente ragione da vendere, ripetevi con un faccino sussiegoso: “No! Figgieu dimmu a veitè, u nu l'à tuccou”! Dove sei straordinario “Bastian contrario”? fulcro di tutti i miei racconti di stadio negli anni successivi. E dove siete insultatori professionisti, capaci di una tempistica da cecchini per cogliere l'attimo di silenzio totale di uno stadio, per emettere un “A MERDAAA!!!” della stessa potenza del “Vincerò” pavarottiano che scuoteva dalle fondamenta la vecchia struttura, lasciando quasi un sentore di ozono come dopo la caduta di un fulmine. E dove sei orgoglioso antifascista che eri solito apostrofare l'arbitro con un'offesa d'antan, quel “Figgiu de unn-a Petacci!!!” indissolubilmente legato agli umori dell'allora non troppo lontano dopoguerra. E poi, dove sei tu, ombroso giovanotto dai voluminosi bicipiti, tu che ti aggiravi per i gradoni rabbioso e silente come una tigre, tu che non urlavi, non imprecavi, ma, in caso di rissa, eri il primo a precipitarti nel mezzo per stendere i malcapitati con pugni tirati da vero professionista. Ricordo che, dopo una trasferta in Veneto (Verona, Vicenza, chissà?), ti presentasti a Marassi con un vistoso cerotto sullo zigomo. Occhi gelidi, espressione tosta con quel cerotto ostentato come avrebbe fatto uno studente prussiano con la cicatrice della Mensur (il duello rituale finalizzato a dimostrare il proprio coraggio) ti muovevi tra la folla seguito dall'aura di racconti leggendari sugli scontri ingaggiati in quelle lontane province: “Ean vinti e lè u se ghe asbriòu da sulu!” E voi carabinierotti di leva dove siete finiti? Voi che prendevate posto nel parterre dei distinti a ridosso della griglia, accolti dai fischi, per quell'armamentario antisommossa così incongruo: fucile, tascapane, maschera antigas, ma che, sotto la visiera, mostravate occhi da ragazzini. Fra voi c'erano quelli con baffi e sopracciglia unite, proprio come tanti Tiberio Murgia (l'attore che incarnava lo stereotipo del siciliano in tanti filmetti d'epoca) ed altri che avevano facce da bambini e sguardi cerulei ed innocenti come l'innamorato veneto di Gina Lollobrigida in “Pane , amore e fantasia”. Di tanto in tanto, ricordo, vi guardavate intorno stupiti, forse un po' spaventati, come quello che, per bloccare un maturo signore che, con radiolina a pile a tracolla con filo ed auricolare bianco regolamentare, si avvicinava imprecando al guardalinee, tolse il fucile di spalla e glielo puntò contro. Ricordo gli attimi di tensione che seguirono e poi l'uomo con la radio che sbottava in un “Bambin! Nu sta a rumpì u belìn!” seguito da una manata sulla canna del fucile che si alzò come la sbarra di un passaggio a livello, consentendo all'uomo di arrivare a farsi ben ascoltare dal tizio con la bandierina, mentre il ragazzo in divisa, con quel ferrovecchio in mano, non sapeva più dove nascondersi. E dove siete voi quattro playboys dei Distinti che indossavate attillati completi blu o crema e, a seconda delle stagioni, cravattone colorate dal nodo enorme o camicia aperta sul petto per lasciare in vista la catenazza d'oro, ray ban, stivaletti, voi dall'espressione vissuta e malandrina, equamente divisi nel vostro interesse per il rettangolo di gioco e gli spalti, setacciati alla ricerca di belle figliole. A me ragazzino facevate sognare le libertà dell'età adulta, la cabrio che certamente vi attendeva per partire alla volta delle Riviere, i whiskacci consumati in peccaminose atmosfere da night. A voi mi riconduce uno dei ricordi più recenti relativo a quel periodo. Era il 10 febbraio 1974 e la Samp (che navigava sempre nelle parti basse della classifica) incontrava la Lazio campione d'Italia, segnò Maraschi e, contro tutte le previsioni, vincemmo. Al termine della partita, nel bel mezzo del tripudio generale, i quattro discesero nel parterre con schiuma, rasoio ed asciugamano ed il barbuto del gruppo sciolse il proprio voto facendosi radere completamente. Chi potrebbe, oggi, entrare tranquillamente in uno stadio non dico con un rasoio ma con una bomboletta?! (O vi sarebbe qualche problema anche per l'asciugamano?) Ed è un ricordo questo che conclude anche un'epoca, quella ingenua della "domenica della brava gente" e della mia età dell'innocenza che sbocciò nella vita adulta e nel mio arrivo in quella Sud di fine anni settanta percorsa da umori ricchi ma anche solforosi. Per questo, quando cade la pioggia, penso alla Multipla grigia e mi chiedo innanzitutto dove lei sia finita. Se, dopo lo sfasciacarrozze, ha avuto il karma positivo delle lamiere ed oggi si nasconde lietamente nei ricchi fianchi di una Mercedes (forse che la Sampdoria coeva non si è rigenerata due decenni dopo in una fuoriserie?) oppure continua simbolicamente il suo percorso verso quello stadio che non c'è più ma che risuona di trombe e di tamburi e brilla di bandiere e striscioni. Uno stadio che assomiglia all' Isola che non c'è, nel quale, però, noi ci siamo proprio tutti: quelli presenti allora, nessuno escluso, come in un affresco rinascimentale che riunisce la folla di un'intera città, nobili e popolani, vecchi e giovani, intorno ad una scena mistica che, nel nostro caso, rappresenta quel gioco e quei colori che ci hanno fatto innamorare.
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  40. Dunque il Genua da quando è arrivato Ballardini ha cambiato non solo passo ma , per quel poco che capisco, è diventata davvero una squadra rognosa. Ho visto un po' di loro partite, non sono così male come si poteva pensare mesi fa. Corrono, si muovono compatti, difendono in 10 (Bergamo ad esempio) e hanno sempre due o tre occasioni da gol. Il merda in porta sta parando. Hanno anche un gran culo ma alla lunga il culo non può essere l'unica cosa che ti fa fare punti. Ballardini li fa ruotare quasi tutti e riesce ad ottenere il massimo. Secondo me il più forte che hanno davanti è l'uzbeko. Strootman era un signor giocatore, Zappacosta pure. Non è il Genua che ci ha sbattuto fuori dalla Coppa o pareggiato all'andata. E' molto, molto meglio. E' una squadra che anche se non fosse un derby è difficile da affrontare. NON SI ACCETTANO ROBE DEL TIPO "ABBIAMO SBAGLIATO L' APPROCCIO" Questi giocano belli uniti e raddoppiano sempre, quindi sveglia e poche musse. VI RICORDIAMO CHE SIAMO IN PANDEMIA DA UN ANNO, ABBIAMO TUTTI IL BELINO GIRATO, LA MUSSA E' UN APOSTROFO ROSA TRA LE PAROLE "MI SEGO" E ABBIAMO ANCORA IN MENTE IL DERBY DI LUGLIO E DI COPPA ITALIA. FORZA SAMPDORIA
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  41. io sarò fatto male ... anzi molto male .... ma con lui alcune volte sono uscito dallo stadio contento anche se avevamo perso.
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  42. Grazie a tutti ragazzi. E' un brutto periodo ma non potete immaginare quanto questo luogo riesca a darmi conforto. Un abbraccio a tutti, che speriamo presto possa smettere di essere solo virtuale
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  43. Io davvero non li capisco o meglio è la stressa partita vista mille volte. Fai impresa con Inter arrivi malissimo, prendi gol pareggi alla grande inizi e vedi che troppe cose non vanno. Mr cazzo! Candreva e poi dasmgaard non ne avevano più. Keita provalo con quaglia e poi ae mai lo togli ma in tempo. Cazzo serve cambiare tutti al 72esimo e al 86esimo. Avevi in panca anche gente possibile titolare. Palle alte a campanile. Perché? Pochi contrasti vinti Dietro da horror Ma cosa cazzo vi succede sempre. Dovevate avere il cazzo così duro da rompere le noci. Avete tre partita alla portata per mettervi tranquilli e la prima la giocate così? Volete mandarmi al manicomio
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  44. No solo quello chissà perchè cazzo l'ho salvato. Comunque non mi fa star bene , mi fa pensare ad un periodo della mia vita di tifoso nella quale tutto era o sembrava diverso da ora. E mi fa pensare che rispetto a quanti si era le persone a cui sono rimasto legato e che condividono ancora quei sentimenti si contano sulle dita delle mani (forse solo di una)
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  45. La Sampdoria, anche in un anno del genere, è riuscita a farmi star male e magnificamente come sempre. In presenza o meno, una vittoria o una sconfitta hanno cambiato le mie settimane, anche nei momenti più duri di questo anno difficile per tanti motivi. Sarà ancora più bello e non scontato ritrovarsi qualche ora prima della partita con gli amici di sempre o anche solo con quelli di stadio. Quell'oasi indispensabile per staccare da tutto, come dice il mio fratello Pontex. Sarà bellissimo rivivere la Sampdoria dal vivo, spero presto o comunque quando sarà ritenuto fattibile. Io vi abbraccio tutti perché Sampdoria per me è anche sapere di avere questo fortino, nella buona e cattiva sorte. Sapere di trovarvi qui. Sempre e comunque. Buon 2021 marinai del forum. Alé Doria.
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  46. Signori c'è poco da dire Figura di merda contro una squadra che ha fatto cinque punti di cui tre col crotone e uno con noi. Partita da gestire con un gol per tempo. Cambi pronti per gestirla :Gabbiadini Ramirez candreva damsgard ekdal Uno scempio E io li difendo sempre. Ma questa volta mi hanno messo le mani nel sangue. Tutti
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  47. Mi autoproclamo "coglione onirico" in quanto ho sognato Labbro vestito da prete che su un pulman per la Guardia, dove stavamo andando a mangiare le lumache, intonava "Canto per Cristo perchè anche lui è un ultrà etc..etc.." insieme ad un gruppo di cinesi. giuro che è vero... Credo che il problema sia che ho smesso di bere.
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  48. Lo sky box è ormai una necessità. La pandemia ha confermato che si sta come d'autunno Palombo a centrocampo. Pretendo quindi di sputtanarmi qualche soldo lontano dalla troppo scomoda gradinata e avere i servizi che merito. Alla fine di questa merda solo il meglio, e se il catering non ci piace lo facciamo venire da fuori. Labbro, quei dollaroni che guadagni li devi bruciare non in libri, cinema e cultura ma in sky box deluxe al grido di " affanculo i congiuntivi solo sky box finché siamo vivi!" E dieci trasferte, altro che i tuoi mix domenicali Rolli days e fica. Sky Box, prenditi ciò che meriti.
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  49. Ciò che divide è il comportamento di taluni sampdoriani Dire che è il presidente a dividere è come dire che la colpa dell'alcoolismo è la bottiglia e che le gravidanze non volute sono colpa del cazzo e non della testa di cazzo che non si è messo il gondone Se uno è un delinquente non si è autorizzati a comportarsi come lui. Ma tu pensi davvero che minacce, striscioni,urla e insulti servano a convincerlo ad andarsene? E poi chi al suo posto? C'è qualcuno disposto a comprare? Si ? Chi? Lo hanno sottomano gli striscionisti, insultatori, minacciosi?
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