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Riccardo "Duccio" Garrone


ventoela
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Buongiorno Duccio!

Un Presidente, schivo e scontroso, sicuramente di poche parole, parole che ogni tanto seguivano percorsi strani. Spesso non simpatico, ma che ha avuto il grande merito indiscusso di far tornare a ballare la nostra splendida ballerina.

Come diceva: "La Samp era una ballerina bellissima e bravissima. Poi si è ammalata gravemente, aveva bisogno di cure urgenti. Siamo riusciti a guarirla. Ora contiamo di farla tornare la ballerina bellissima e bravissima di qualche tempo fa. Passo dopo passo, ci stiamo provando."

 

Per questo voglio bene anche a te.

Ricordo quando ti ho conosciuto nel maggio del 2004 al Meeting dei Sampdoriani a Piunta Vagno e sempre a maggio, ma di 3 anni dopo a Bressanone, prima della sfortunata (e condizionata da un arbitraggio vergognoso) finale Primavera (giusto l'anno precedente la vittoria di Chieti).

 

 

 

Edited by Gianla
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  • 3 months later...
2 ore fa, Solosampnelcuore dice:

Da cinquant’anni, dopo Paolo, nessuno ci ha portato così in alto in alto e ripetutamente in Europa come lui. Grazie infinite a divinis!

E pensare che c'era chi lo criticava perché non con lui il nostro calciomercato era poco scoppiettante... dimenticando che se comprava poco era perché vendeva poco...

E certe partite di Europa League venivano anche snobbate da parte di alcuni pseudo-tifoso che invece oggi l'Europa la invocano a gran voce 

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11 ore fa, Pontex76 dice:

E pensare che c'era chi lo criticava perché non con lui il nostro calciomercato era poco scoppiettante... dimenticando che se comprava poco era perché vendeva poco...

E certe partite di Europa League venivano anche snobbate da parte di alcuni pseudo-tifoso che invece oggi l'Europa la invocano a gran voce 

e son gli stessi che cagano il cazzo adesso

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53 minuti fa, labbrodinovisad dice:

e son gli stessi che cagano il cazzo adesso

Caro Labbro, anche io vorrei che gli imbecilli tifassero solo per quelli col piccione sulla bandiera,

ma il calcolo delle probabilità PURTROPPO dice chiaramente che una fetta di belinoni doveva toccare anche a noi.

AMEN

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  • 3 months later...

Allora riassumendo: 

Il palasport rientra tea le opete del water front disegnato da Piano Renzo, alcune di queste hanno già avuto inizio con la demolizione dell'edificio ex Nira e della conseguente apertura del canale che porterà il mare tutto attorno all'ex area fieristica.  Il palasport è stato venduto mi pare per una cifra attorno si 20-25 milioni o giù di lì; la società acquirente nonostante sia stato presentato un ricorso - il primo è già stato rigettato- ha presentato al Comune il progetto con le varie destinazioni d'uso ( specificando metrature destinate alle varie attività) La parte sportiva- arena- sarà data in gestione al Coni o alle federazioni e sono in corso accordi per partecipazione ai  lavori da parte del CONI nell'ambito della designazione di Genova capitale eurpea   dello sport 2024. Sotto il palasport verrà realizzato un parcheggio sotterraneo.

Insomma pare che chinha sganciato 20 milioni di euro lo abbia fatto a ragion  veduta e non per fare della beneficenza 

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Lo stadio sarebbe stato panacea di tutti i mali di quell' area nel senso che tramite lui si sarebbero realizzate tutte quelle attività che oggi fanno discutere , inorridire o approvare , ma l' estabilishment genovese si rilevato per quello che è... e poi a me manca Duccio che ci diceva che faceva lo stadio dopo ogni sconfitta.

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1 mai fu fatta un'offerta al Comune e cmq Garrone non intendeva sborsare una cifra simile 

2 in quell'area- tutta l'area fietistica tranne il padiglione Nouvel- è stata ceduta e verrà radicalmente trasformata con edificazione di nuove strutture,edifici abitativi compresi = waterfront di Renzo Piano

3 Lo stadio ci starebbe come cavoli a merenda ( e per realizzarlo i Garrone avrebbero dovuto garantire nuovi accessi stradali 

4 abito non molto  distante dalla Foce e mi avrebbe fatto comodo andare allo stadio facendo una passeggiata di poco meno di mezz'ora 

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Nah , anche il progetto fiera fu di Duccio Garrone

Da repubblica.it

Alla fine ammette: il sondaggio ha confermato quello che va ripetendo da anni e anni. Allora, stavolta è vero, stadio della

 
Sampdoria in Fiera? Riccardo Garrone conferma: "È un'ipotesi che va approfondita, e che può essere un contributo rilevante per tutta l'area ".

Qual è la condizione principale? "Si deve creare una rete espositiva e commerciale di un certo respiro, perché se non si arriva a un giro di affari ben strutturato, così come previsto dalla legge, nulla si fa. Comunque è il Comune che ha l'ultima parola per quel che riguarda le scelte urbanistiche ". Come sarà il nuovo stadio secondo il progetto ancora top secret? Riccardo "Duccio" Garrone non lo svela, ma lo racconta. L'area interessata è quella d'ingresso della Fiera, dalle biglietterie in avanti; comprende il Palasport e il padiglione C, oltre a tutta la zona intermedia.

Il presidente della Samp schizza con la biro il luogo dove sorgerebbe il campo vero e proprio: è un rettangolo che assorbe il Palasport, anticipato da "una serie di parcheggi sotterranei ". Ma lo stadio non sarebbe troppo piccolo? Quanta gente potrebbe ospitare? Garrone: "Gli impianti per una squadra come la Sampdoria possono essere tarati sui 30-35 mila posti e qui ci sono. L'importante è che gli azionisti della Fiera, vale a dire Comune, Regione, Camera di Commercio siano d'accordo e che si possa realizzare, da parte del Comune, la necessaria variante del Puc, il piano urbanistico".

Presidente Garrone, nel sondaggio si diceva sì a un nuovo stadio, no a due stadi in una città come questa. Troppi. È d'accordo? "Oggi, e lo dico da tempo, serve uno stadio di proprietà per sfruttare al massimo tutte le potenzialità che queste nuove sedi sportive fanno nascere. Del resto, basta guardare a quello che accade in Europa". Il nuovo stadio Samp, dunque, avrà circa 35 mila posti, prevede l'abbattimento del Palasport e del padiglione C, la creazione di parcheggi sotterranei, di negozi e spazi espositivi da far funzionare. Poi c'è il resto: la Sampdoria come squadra, il calcio, campioni che vengono e vengono. E qualcuno che, nel bene o nel male, resta nel cuore. Come Antonio Cassano. Che ancora gli telefona, annuisce il presidente. E gli fa venire il sorriso.

(22 novembre 2012)

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A prescindere dal dove e dal come uno dei pochi uomini del calcio italiano che aveva saputo guardare fuori da casa sua traendone le giuste intuizioni. Fosse riuscito a fare quello che aveva progettato saremmo stata la seconda squadra di Serie A ad avere lo stadio di proprieta

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