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  1. 16 points
    VITA DA STADIO - il ritorno della macchinata della scienza (Galway, Pontex, Mamar) Memori dell'arrivo a Firenze in coppa Italia a fine primo tempo dello scorso inverno, partenza fissata alle ore 10 7 ore per raggiungere Bergamo sono sufficienti secondo i nostri calcoli tolemaici In chat la sera prima Mamar avvisa che potrebbe ritardare , si decide per la mezza Partenza effettiva ore 11 per ritardo del sottoscritto causa sveglia balorda e traditrice. Comunque siamo sereni, abbiamo tutto il tempo di arrivare in scioltezza, mangiare , bere e come al solito non scopare. Piccolo problema dopo Busalla: Mamar che non fidandosi della temperatura primaverile ha insistito per sedersi in auto con maglia, felpa e giubbotto realizza che sta per avere un malore Decide di togliere qualche strato seduto in auto ma la stazza e l'intelligenza non permettono una rimozione sicura del vestiario in eccesso. Nonostante l'aiuto di Pontex dalle retrovie rischia gomitata al conducente e probabile morte istantanea sulla A7. In ogni caso procediamo spediti, forti delle 6 ore di anticipo . Si discute amabilmente di opere Omeriche, dadaismo, lirica provenzale e meccanica razionale . Poi dobbiamo pisciare. Ma all'improvviso la solita maledizione : incidente. Auto ferme . A motore spento. Tragedia. Prostata che impazza. IIl navigatore che inizia a calcolare il ritardo. Autogrill chiuso ma utile per saltare 20 metri di coda, si riparte, autogrill aperto, panino, birra, pipì, simpatia, discorsi, parcheggio auto, saliamo sul pullman scortato dalla polizia, arrivo , coda al tornello....e anche questa volta entriamo alla fine delle formazioni dopo aver comunque salutato un concentrato Dj Smith e un sempre ottimo Razzo . Prendiamo posto, birrati, e si inizia. Zapata ci fa cagare addosso, è ancora più grosso da avversario ma Gioacchino Andersen lo tiene. Sdeeeeeng.Chi ha fatto palo? Zapata. Sdeeeeng chi ha scheggiato il palo? Gomez. Ma teniamo e punzecchiamo ogni tanto, sfiorando il vantaggio con la capocciata del sempre presente e citato Gioacchino. Il secondo tempo è un attimo: esce Zapata, entra uno che Mamar battezza con un profetico ed oscuro "questo è uno che dà fastidio" . Esce Caprari piuttosto da porchiddiischi ed entra Gaston che fa qualcosa di meglio, impegna il loro portiere e fa un paio di belle cose. Decidiamo che il male del calcio moderno è il retropassaggio al portiere con melina difensiva annessa e decidiamo di batterci per un futuro dove il gioco alla Zenga sia riconosciuto patrimonio dell' Unesco e i meali siano addirittura battuti dal difensore. Corner, un ragazzino davanti a me dice "tanto non segniamo mai sui corner" GOOOOOL TONELLI no dai adesso ci caghiamo addosso fino alla fine, annullatelo, VAR Ammonito Linetty, secondo Pontex perchè ha mostrato il cazzo al guardalinee dopo il gol, ma la cosa ci lascia dubbiosi considerando di comune accordo che i polacchi non sono così estroversi. Si soffre, si suda, Murru in nazionale, Tonelli in nazionale (ci va), tutti in nazionale. Serie di corner negli ultimi minuti, mi aspetto il solito boato al gol del pareggio nel recupero, quel cazzo di boato che accompagna buona parte della nostre partite del passato....e invece fischia! fischia la fine,!Gasperson suca, si festeggia con rispetto per i bergamaschi. Ritorniamo a casa tra commenti tecnici, tattici e mercato. Decidiamo di credere in un'operazione che portebbe il polacco pistolero rattide all'Empoli di passaggio e poi a noi a Settembre per creare una Sampolonia da antologia. La stanchezza, l' età e la fame hanno il sopravvento e iniziamo a confondere partite, squalifiche dei campi e finiamo a parlare del Pescara e di Rebonato (non chiedetemi il perchè) Ho visto la Sampdoria vincere in trasferta, la mia iazza è proverbiale. L' ultima volta c'era il governo Tambroni. DAI DORIA
  2. 15 points
    pensiero personale : lunedì saremo sulle prime pagine di tutta Italia, e purtroppo temo non in positivo i topi 43 minuti di rispettoso silenzio, e noi "lavali col fuoco" e "Napoli colera", due settimane dopo che tutta Italia si è stretta attorno a Genova meno male che siamo quelli che blateriamo contro "il carrozzone che si deve fermare" e "il business che non ha rispetto"... magari se per una volta fermiamo il nostro , di circo, facciamo una figura migliore Una volta, eh? confido nell'intelligenza di chi "guida" il tifo della gradinata sud, non su quella del sampdoriano medio ps: tra parentesi da quando abbiamo ricominciato con queste BUFFONATE, ci aprono sempre il culo forse sarebbe meglio tifare per il Doria, e magari fargli il culo noi
  3. 13 points
    Mi auguro che in caso di cessione della Società venga riconfermato in toto lo staff dell'area comunicazione: stanno producendo materiale video eccezionale e gestiscono cone meglio non si potrebbe i social ( nonostante gli idioti che scrivono cazzate e cattiverie gratuite sulla pagina Fb) L'ultimo video sul deby "sei fantastica " è .... fantastico
  4. 13 points
    Come sei bella amore Sorridi e lasciati andare Partita perfetta, atleticamente devastanti Sarò fatto male io ma sono riuscito a incazzarmi dopo una vittoria col milan e uma classifica da seghe per un coro. Per Luca Vialli. Che cantiamo per il Doria
  5. 13 points
    Si siamo sempre meno, sembra che FB sia più ricercato come stumento di discussione e poi qui facciamo selezione all'ingresso. Molti ritengono sia una forma di arroganza e prevaricazione e quindi veniamo snobbati. A noi però non ce ne frega un cazzo e sinchè riusciamo a metterci i soldini per pagare il server, noi qui rimaniamo. Alla faccia di FB
  6. 13 points
    A me non è mai piaciuto insultare i tifosi avversari. Lo trovo inutile o quantomeno incoerente: ho sempre cercato di comportarmi come se li avessi fisicamente vicini a me e non con 100 metri di prato in mezzo, o dall’altra parte di un vetro antiproiettile. E siccome non sono uno da pugni in faccia, mi comporto di conseguenza (peraltro da quando vado nei distinti la vicinanza è anche fisica, e molto istruttiva). Altra premessa: il “napoli colera”, per quanto inconfutabile affermazione di una verità storica, mi ha un po’ rotto i coglioni. Io lo eviterei anche perché, ad un certo punto, se proprio devo farmi guidare da qualcosa, quando sono allo stadio penso al bene della Sampdoria. E non sono certo che ricevere tutta questa attenzione per una stronzata come quella di ieri sia compatibile con questo fine. Ci sono modi migliori di farsi rispettare, e il primo sarebbe riempire lo stadio e fare un casino d’inferno. Siccome a volte succede e a volte no, a me piacerebbe da pare nostra anche un po’ di sana, sanissima autocritica. Abbiamo bisogno di insultare gli avversari per preservare la nostra dignità? Secondo me no, anche se si tratta solo di insulti e non di razzismo, come si vorrebbe ora far credere. A prescindere da chi abbiamo davanti, a prescindere da chi sia il nostro Presidente (che ieri, come l'arbitro, ha fatto quello che doveva: Gavillucci ha pure ammonito il merda che ci ha provocato). Detto questo, vorrei spendere qualche parola per i Discriminati. I Discriminati in trasferta non sono discriminati, ma ricevono – magari in modo più colorito – quello che ogni tifoseria riceve. Io lo eviterei, l’ho appena scritto, ma non credo debba essere vietato e contro di loro - solo contro di loro - invece lo è. Possiamo far finta di niente e sentirci pieni di dignità, o prenderne atto e fare una figura migliore. Peraltro insultare i Discriminati è vietato anche se sono una tifoseria ad altissimo tasso delinquenziale, che in casa e fuori si comporta, da sempre, peggio di chiunque altra: salvo qualche recentissima eccezione, per loro i divieti non esistono. I Discriminati infatti, in trasferta, nei settori misti si comportano senza nessun rispetto per la tifoseria locale. E’ così da sempre, lo è stato anche l’anno scorso dove ho avuto la sfortuna di stare un’ora e mezza con loro, cambiando posto quattro volte e trovando sempre lo stesso atteggiamento. I Discriminati poi, sul campo, rubano. Rubano come la juve, le fanno grosse grosse, soprattutto in casa loro. Però si lamentano e fanno sceneggiate, mettendo sempre in mezzo – loro sì – il fatto che venire dal Sud li svantaggia. I Discriminati infine sono gemellati con una tifoseria decadente che in piccolo vorrebbe essere come loro, ma non ci riesce, e il loro gemellaggio nasce da un illecito sportivo conclamato. Per tutto questo non accetto lezioni da nessuno, tanto meno dai Discriminati. Però nello stesso tempo mi aspetto di più dalla nostra tifoseria, molto di più. Anzitutto mi piacerebbe tanto smettere di insultare i Discriminati, proprio perché come tifoseria e società di calcio mi fanno schifo e credo che dovremmo prenderne atto, cominciando a ignorarli. E poi mi piacerebbe tanto che la rabbia di ieri la utilizzassimo – pensando un po’ ai cazzi nostri – per fare meglio come gradinata e tifoseria.
  7. 12 points
    La realtà è molto semplice ed anche un pò banale, e credo che noi tutti qua sopra la conosciamo. Quello che sta accadendo è una chiamata alle armi generale per mettere Ferrero in difficoltà, ed emarginarlo. Renderlo un uomo solo al comando. Tutto questo per tirare la volata a qualcuno che forse c'è , forse no, ma che sicuramente se ci fosse, e si prestasse a questi giochetti, se cercasse queste sponde per potersi palesare, tanto serio ed affidabile non sarebbe. Ed è purtroppo un film già visto, dove allora il salvatore della patria alla prova dei fatti non c'era o meglio c'era ma era un delinquente. E fa specie leggere certi nomi tra i tessitori di queste trame e di queste storie, nomi che allora erano dall'altra parte , erano quelli sotto attacco. Questo forum sapete tutti perchè nacque, ed allora era un'isola piccola in un mare in tempesta che teneva un minuscolo faro acceso , scorto da pochi. Poi ,quando la tempesta si placò, tutti a dire , "bravi, avevate visto giusto, avete mantenuto l'equilibrio". La piccola lanterna era diventata un faro enorme, ci leggevano tantissimi, ci chiamavano in tv , facevamo "tendenza". Poi poco a poco , tornati alla normalità il nostro essere uguali diventò "troppo" , e passammo di moda. Quello stesso giornalista che ha scritto quel pezzo ci definì con parole più gentili che non ricordo, in buona sostanza lecchini al soldo del "potere" dove con "potere" leggasi Dirigenti e Presidente della UC Sampdoria. Che per noi è sempre tale in qualsiasi modo si chiami, sia esso colto o ignorante, riservato o esuberante, dall'elogio forbito o grezzo nei modi e nelle parole. E siamo rimasti così, un pò ridotti di numero (ma questo per altre vicende) ma la pensiamo sempre così. Solo gli idioti non cambiano idea. Noi siamo idioti.
  8. 11 points
    "C’è qualche allenatore che sogna la panchina della Juventus, io quella della Samp". Il tutto detto senza mancar di rispetto a Giampaolo, per il quale spende belle parole. ❤️
  9. 11 points
    Devo essere sincero A tutto quello che avete scritto voi aggiungo che ogni anno ho l'insano desiderio di vincere lo scudetto se vinciamo le prime due. Poi di andare in Champions se pareggiamo la terza. Va bene la Uefa quando ne perdiamo due di fila. E poi mi fa incazzare quando sbrachiamo, quando molliamo tutto, quando non vedo garra. Però vedete credo sia normale. Per me non abbiamo limiti e se ci sono mi convinco che per miracolo potremmo superarli. Ma la cosa più incredibile è che come mi succede con mio figlio, quando la Samp mi fa incazzare, l'incazzatura dura cinque minuti. Poi son di nuovo pronto a difenderla e coccolarla. Come se niente fosse.
  10. 11 points
    Quel filo che mi porta dritto alla Sampdoria mi porta di conseguenza a te Superba. piango la catastrofe come se fossi la mia città. Spero che nessuno di voi amici miei abbia problemi con il crollo del ponte. Prego per chi ha incredibilmente perso la vita mi stringo a voi fratelli Genovesi
  11. 10 points
    Eh però. Deve essere stata una grande serata da genoani ieri.
  12. 10 points
    Dunque. Non capisco proprio come si possa preferire lottare per non retrocedere ad un campionato come quello fatto dalla Samp quest'anno , francamente il coltello fra i denti vorrei non doverlo mettere mai perchè non vorrei mai trovarmi nelle situazione o vinci o retrocedi. Preferisco di gran lunga ,"se vinco forse riesco ad entrate in Europa league , se perdo pazienza". Detto questo se abbiamo fatto le partite che abbiamo fatto significa che una base di qualità c'è. Non abbastanza da poter stare nell'olimpo delle prime 5/6 ma sufficente a giocarcela sino alla fine come del resto è stato. Se di contro abbiamo fatto figure non bellissime contro squadre ampiamente alla nostra portata significa che abbiamo dei limiti nei confronti di alcune delle nostre pari che hanno fatto meglio di noi , diciamo Fiorentina e Atalanta. Le altre invece, diciamo Torino,Bologna e magari cenua, ce le siamo ampiamente lasciate dietro. Quello che ci possiamo auspicare è che in società ,possibilmente di concerto con l'allenatore, lavorino per migliorere questi limiti. Insultare i calciatori che mai hanno fatto mancare il loro impegno, solo per i loro (eventuali) limiti caratteriali o tecnici è, scusate , una cazzata
  13. 9 points
    Va bene i colori, l'impegno, la bellezza della Sampdoria in sé, lo stadio, gli amici , ci saremo sempre e comunque, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai. E' scontato, soprattutto per chi scrive su questo forum da anni e anni e anni. Però quest'anno voglio l'Europa E me ne fotto se poi la pagheremo in campionato, se ci butteranno fuori subito, perchè quando ci qualificheremo inizierò a pensare che arriveremo in finale, così come penso di vincere lo scudetto ogni anno in cui facciamo due vittorie di fila Dai cazzo, un po' di entusiasmo Siamo forti. Abbiamo un allenatore capace, un capitano bomber, una squadra cazzuta, una rosa adeguata. Teniamoli sù, non lasciamo che ci mollino come gli altri anni, giochiamocela fino alla fine La mia impressione è che possiamo fare di più, anche alla domenica. Siamo sesti, dai belin dobbiamo crederci noi per primi Non accontentiamoci. Forza Samp portaci in Europa daiiiiiiiiiiiiiii.....
  14. 9 points
    Vedo la foto di una cena della Sampdoria 1990-91 Ovviamente , niente da dire, ci si inturgidisce il belino e ci inumidisce l'occhietto, a ripensare a quegli anni Passo anche sopra al fatto che RM è un merda, e che Pagliuca e Vierchowood siam lì. Passo sopra al fatto che lì in mezzo c'è chi ha dimostrato attaccamento vero (Lanna, Lombardo, Invernizzi...) ed altri che sostanzialmente se ne sono sempre battuti il belino, se non farsi vivi quando c'era da mendicare un posto o farsi pubblicità Ma il pensiero ulteriore è... non potevano alzare il culo ed essere presenti quando è morto Vujadin Boskov?
  15. 9 points
    L'ho letto bene, anche perchè di mestiere in pratica leggo documenti dal mattino alla sera. E' un riassunto più o meno puntuale dei capi di accusa contro Ferrero, quindi nulla di nuovo e nulla che non si sapesse da tempo. Anzi una cosa nuova c'è: i Gruppi in quel volantino chiedono A GRAN VOCE di sapere se qualcuno ritiene Ferrero degno di essere Presidente. E già che ci sono mi pregio di rispondere, però sommessamente, che: - trovo avventato ed ingiustificato fomentare divisioni all'interno della tifoseria su un simile argomento (chi vuole faccia la sua battaglia contro Ferrero, ma non vedo di cosa debba giustificarsi chi non vuole partecipare); - il sottoscritto, pur avendo una spiccatissima avversione per lo stile di comunicazione del Sig. Ferrero e per le sue scarpe, lo riterrà degno di essere Presidente finchè una sentenza passata in giudicato mi dirà che ha sottratto dei soldi dalla U.C. Sampdoria; - questa mia opinione personalissima non conta un emerito cazzo visto che il Presidente di una S.p.A. lo scelgono gli azionisti e non gli sfigati come me. Se a tua volta hai letto attentamente, avrai capito che non sono affatto contento che il Presidente della Sampdoria sia sotto processo per fatti di quel genere. Però trovo incredibile che siano i tifosi a dare patenti di dignità senza sapere nulla dei fatti, al di là delle veline passate dal giornalista di turno. Ultima cosa: Ferrero è sotto contestazione da tempo, anche se "ufficialmente" solo da giugno, e ben prima che uscisse la notizia del procedimento penale. E resto convinto che non gli si perdona la leggerezza con cui parla di temi che per noi tifosi (me compreso) sono sempre stati "sacri". E più ci penso, più mi convinco che su questo argomento abbia ragione lui.
  16. 9 points
    Con i Sampdoriani di Milano ho passato ore blucerchiate molto belle, che ricordo ancora adesso a distanza di anni. E grazie ad un Grande Sampdoriano di Milano, Volalozar, ho imparato a riflettere su una visione meno identitaria del tifo da stadio. Poi - e qui mi ricollego al tema della discussione - la nascita di mio figlio ha fatto il resto, stemperando molto l'intensità - non la passione - con la quale seguo le partite. Solo a questo punto ho cominciato, pur continuando a sentire un forte legame con i nostri Ultras, a condividere meno certi aspetti del loro modo di seguire la Sampdoria. E ora mi capita (ma lo dico senza giudicare nessuno, come lo si dice a un caro amico col quale si vorrebbe comunicare meglio) di percepire anche un po' di autereferenzialità e presunzione in certe prese di posizione, prima di tutte quella contro Ferrero. Quindi la voglio dire tutta: secondo me quello che dà veramente fastidio di Ferrero non è la parlata, non sono i trascorsi (cose che non fanno impazzire pure me), ma la totale irriverenza verso il calcio, e in parte verso la stessa Sampdoria. E a questo punto credo che dovremmo imparare - si, proprio da Ferrero, che ne è maestro - che la Sampdoria si può e si deve amare anche in modo più leggero, meno presuntuoso e prendendosi poco sul serio.
  17. 9 points
    Parlo a titolo personale, con enorme rispetto per tutte le persone che hanno scritto il comunicato, per i Gruppi e per la loro storia. Capisco l'urgenza di avere risposte, il tema è doloroso e importantissimo anche per me, come ho scritto poco sopra. Però mi pare chiaro che le risposte potremo averle solo dall'esito del processo, per cui l'ultimatum non ha alcun senso, è niente più di una condanna anticipata (o meglio a tempo differito). Tanto valeva scrivere direttamente "vattene", sarebbe stato molto più onesto.
  18. 9 points
    Gianluca, collega 🙂 Dai si guarisce. Il peggio lo hai gia superato. Poi controlli periodici
  19. 9 points
    Spezzo una lancia a favore di Ventoela... fu lo stesso Enrico Mantovani a comunicare la cosa più o meno in quei termini. Cosa che era brutalmente vera, insieme alla dichiaratissima voglia del giocatore di guadagnare anche solo qualche lira in più. Curiosamente il tutto fu preso come un affronto da una bella fetta della tifoseria - molti, me compreso lo ammetto, all'epoca non avevano in simpatia il modo di comunicare di Enrico - mentre il giocatore come sempre fece la figura della vergine (che non era affatto). Guardando la cosa con gli occhi dei giorni nostri, mi rendo conto che ad Enrico toccò un compito immane: era anni avanti nell'intuire come stava cambiando il calcio e cercò di farcelo capire comunicandoci le cose con schiettezza, come si usa tra amici. Solo che alcuni tra gli amici non lo capirono (me compreso), altri persino lo pugnalarono alla prima occasione perchè non gli perdonarono mai di dire la verità sulla reale dimensione della Sampdoria. Visto che persino oggi la maggior parte dei tifosi non ha capito il messaggio, mi rendo conto che non aveva nessuna possibilità di farcela, da gentiluomo quale è. E quindi viva Ferrero, che fa quello che si deve fare, lo fa bene e quando occorre tira dritto con i criticoni.
  20. 9 points
    dai vola, non diciamo cazzate, che ste robe le cantiamo (come si evince da uno dei coretti) da quando c'era Maradona, come tutta Italia del resto, da quando ste robe le hanno inventate i veronesi poi so anche io che si parla di minchiate da stadio, di provocazioni tra tifoserie, e che l'indignazione dei moralisti ce la possiamo attaccare al culo però: A) alla fine ad essere penalizzata finirebbe per essere la Sampdoria, ed i suoi tifosi. Se la sospendessero, anche momentaneamente, stavolta una squalifica non ce la toglierebbe nessuno B) dopo quanto avvenuto, sarebbe disgustoso evocare vesuvi e colera, e faremmo davvero una figura di merda, specie dopo che tutta Italia (e Napoli forse anche più tangibilmente di molte altre città) si è stretta attorno a Genova Ps: a voler aggiungere ancora una cosina, quattro dei morti del Ponte Morandi erano ragazzi napoletani che stavano andando in vacanza direi che la decenza di evitare, almeno questa volta..
  21. 9 points
    Comunque per dirla tutta a me non è mai riuscito di cantare certi cori , intendo tipo ai granata per superga , ai gobbi per heysel o ai napoletani lavali col fuoco ecc, così come non mi è mai riuscito di fare cori per i gemellati, che quando giocano contro di noi (e non solo) mi stanno sul cazzo come qualunque avversario. Mai cantato tanto ma sempre e solo per il Doria o solo urlato per insultare arbitri o calciatori particolarmente merde o per mandare a fare in culo le merde (quelle per antonomasia che ci ritroviamo di fronte un paio di volte all'anno sino a quando non torneranno dove dovrebbero stare )
  22. 9 points
    Io sono per natura un bicchieremezzopienista, e un convinto difensore della Sampdoria, criticavo chi attaccava Montella quando ci allenava e ho sperato fino all'ultimo che Cavasin ci salvasse . Pertanto teniamo quanto di buono fatto in questo campionato, che comunque vada è stato migliore di quello passato e mi auguro che Società e Tecnico riescano a risolvere i problemi che abbiamo palesato quest'anno è che ci hanno tarpato le ali sul più bello. Spero che ci sia una continuità nella guida tecnica e che Giampaolo riesca a garantire un passo costante per tutto il campionato. L'Atalanta ha fatto bella figura in Europa, è arrivato in semifinale di Coppa Italia e oggi dopo molte più partite disputate rispetto a noi è andata a prendere a pallonate una squadra che si gioca il terzo posto e che non più tardi di pochi giorni fa ce ne ha fatti quattro. Quindi non è impossibile correre per quaranta-cinquanta partite e stare concentrati e carichi per tutta la stagione, con ragionevoli e fisiologici cali di condizione che anche l'Atalanta ha subito.
  23. 8 points
    Robi non farla fuori dal bulacco che poi non sai come pulire! Hai preso una frase dai baci perugina fuori dal contesto e la utilizzi come vuoi tu. Un po' in stile giornalistico. Stai attento che ti faccio rispondere da CUV e poi non non vieni più fuori. Parla di quello che sai. Se anche parliamo "solo" di Sampdoria a volte, almeno io, divento cattivo a sentire leggere cose senza senso che vengono dai giornali. Qui siamo prezzolati quindi fedeli nei secoli che i carabinieri ci fanno una pippa a confronto. Non apro fb per non incazzarmi ma tu e i tuoi testi ispiratori non tirate troppo la corda perchè poi si spezza. (cit da un genovese doc ex Presidente dell'UC che ci ha umiliati più volte mentre il Viperetta ci ha salvati il culo entrando in campo a fanculeggiare 4 scappati di casa. Napoli merda) Tutti gli altri perdonino lo sfogo e vi giuro che mi sono trattenuto
  24. 8 points
    Il binario è lo stesso. La società ottiene buoni risultati sportivi ed economici , in quest'ordine. E si perchè il difficile sta nell'avere una squadra competitiva nei limiti delle proprie potenzialità mantenendo i conti in ordine. E la UC Sampdoria ci riesce perchè presieduta e guidata da Massimo Ferrero. Ora si da il caso che qualcuno, dichiarandosi indispettito dagli atteggiamenti istrionici del Presidente, lamentandone uno scarso attaccamento alle tradizioni ed alla storia blucerchiata, ne chiede a viva voce l'allontanamento, essendo incurante e non interessati ( a loro dire) ai risultati sportivi. O meglio di non voler barattare risultati economici e sportivi con il "sentimento", e per questo sono disposti a correre il rischio ddi un cambio di gestione. Rischio già corso quando Garrone cedette a Ferrero ma che fortunatamente non si è concretizzato. Io nutro qualche dubbio che chi chiede la testa di Ferrero sia animato da questi sani e disinteressati principi. A me sta bene come va ora e preferirei non rischiare, se poi ci sarà cambio di gestione , sarò sempre qui a parlare di Doria nello stesso modo. Come vedi c'è un binario solo e va in una sola direzione.
  25. 8 points
    Chi tace acconsente? e se invece tutti parlassero meno? Ricordate la vicenda Preziosi? Enrico Mantovani stanco delle voci destabilizzanti di Enrico Preziosi che un giorno si e l'altro pure millantava offerte di acquisto del Doria (e pure del Napoli) e della contestazione della tifoseria blucerchiata fece uscir fuori la norizia bomba della cessione a Preziosi, il quale preso in castagna fu costretto a smentire il tutto mi pare sotto la curva inferocita del como per poi sparire definitivamente Io non so cosa stia succedendo e cosa succederà so che domani gioca il Doria e vorrei che vincesse, poi venga Vialli o resti Ferrero è un di più
  26. 8 points
    eh già, se dobbiamo citare Enrico Mantovani, citiamolo per intero visto che ha speso parole sagge e sampdoriane nei confronti di tutti i suoi successori, Ferrero compreso viceversa mi pare che da Paolo Mantovani in poi vi sia chi ha spalato merda contro tutti i presidenti dell'Unione Calcio Sampdoria, che fossero sampdoriani appassionati o raziocinanti, genovesi o foresti, signorili o coatti. per tacere di certi pennivendoli che scassano il cazzo sul burino Ferrero, e sulle mancanze di rispetto, e ieri tiravano dei pompini in televisione o sul giornale per difendere un pezzo di merda come Cassano
  27. 8 points
    I Ferrero Boys, fra i quali mi tocca collocarmi, sono anche I Sampdoria Boys. Cioè quegli psicopatici che stanno dalla parte del Doria e di chi ne garantisce CONCRETAMENTE la sopravvivenza mettendo le firme in banca e pagando I conti. E che mai si sognerebbero di dire pubblicamente quello che ho sentito dire su un Presidente della Sampdoria in carica, tanto meno in tv, comunque si chiami, a meno che non " faccia qualcosa di penalmente rilevante ai danni del Doria" [cit.]
  28. 8 points
    Alt ferma tutto, calma e gesso. Qui non si tratta di essere migliori o peggiori. Qui si tratta di dare alle cose il loro nome ed essere coerenti, non dico con ciò che si pensava in passato perchè cambiare idea dicono sia adirittura sintomo di intelligenza, ma perlomeno con ciò che si dice e si rivendica ora per il presente. Un grandissimo esponente della Gradinata Sud, leader carismatico ed indiscusso leader per molti anni in passato degli Ultras Tito Cucchiaroni Paolo Mantovani, ha scritto su facebook un bel post che ricordava il sacrosanto ed innegabile diritto del tifoso a sognare. E se parliamo ,come stiamo facendo visto che questo è un forum blucerchiato, di Samp è del tutto ovvio che al momento attuale il sogno può iniziare solo dalle coppe, perchè certo converrai che augurarsi di andare in B per essre più coesi non lo si può definire certo un sogno. Bene ,se siamo d'accordo che sognare si può anzi si deve , ed io sicuramente lo sono , continuo sistematicamente a calcolare entro quanti anni potremo nuovamente fare la finale di Champions, perchè che prima o poi la faremo lo do come fatto assodato, allora dobbiamo parlare di quello che ci vogliamo attaccare ai sogni. Se il mio diritto a sognare lo lego al fatto che uno che mi sta sul cazzo se ne deve andare dalla Samp e se per ottenere questo risultato inizio una guerra senza esclusione di colpi , tirando dentro tutto quello che mi può servire per denigrare l'oggetto del mio odio , gusti sessuali, difetti fisici, ricchezza o povertà, conoscenza o meno dell'alber0 genealogico dei padri fondatori, supposta superficialità, supposta malversazione ecc ecc, beh allora vado un pò oltre al mio diritto di sognare. Questo è già accaduto nel passato con protagonista una parte consistente della tifoseria ed un'altra , molto più piccola, a difendere gli stessi principi che ora qui stiamo difendendo. La cosa che più mi dispiace non è che il tutto si ripeta ma il fatto che la parte consistente di allora ha ingrossato le sue fila perchè alcuni della parte più piccola sono trasbordati sulla riva opposta. E di qua siamo sempre meno, ma non per questo taceremo.
  29. 8 points
    Già... Se è vero che gli eroi son tutti giovani e belli per me lì rimangono, in quel preciso momento, idoli di un bambino e poi di un ragazzino innamorato che non poteva ancora comprendere la grandezza di quelle imprese. Dopo quegli anni rivedo foto, immagini, video di questi cinquantenni e non mi interessa più sapere perché e per come. Perché non mi appartengono più e non fanno più parte della mia vita e della Sampdoria. Quella del funerale di Boskov resterà una delle più grandi amarezze legate ai distinti signori di oggi.
  30. 8 points
    Una volta, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana... credo che una certa attitudine al confronto fisico fosse necessaria per poter seguire la propria squadra in tutti gli stadi, in particolare in quelli in cui - anche ben prima della nascita dei gruppi organizzati - l'accoglienza per i tifosi ospiti era particolarmente calorosa (perchè la violenza nel calcio è fenomeno ben anteriore all'epoca degli ultras). Poi col nascere dei gruppi organizzati lo scontro è diventato una questione istituzionalizzata, gestita a parte dai gruppi ultras ... E per un po' è andata avanti nella sostanziale indifferenza sia delle Forze dell'Ordine, sia dei tifosi "normali". Oggi l'accesso allo stadio è fortemente regolamentato, e non c'è più bisogno di menare le mani nemmeno per entrare a Roma o a Napoli (anzi la cosa è decisamente mal vista). Se volessimo applicare la logica quindi, al di là delle convinzioni personali, si potrebbe dire che la violenza associata al calcio è diventata letteralmente fine a sè stessa, anzi mi pare che ormai sia uno strumento di affermazione per principi che col seguire una squadra di calcio non c'entrano più un beneamato cazzo.
  31. 8 points
    per me da Sabato mette il ragazzino Viera al centro con Ekdal mezzo destro e Linetty a sinistra Praett e Jankto sono prezzi pregiati che non brillano quanto dovrebbero, e questo non ci permette di fare quel qualcosa in più davanti non possiamo permetterci di avere due riserve che quando entrano sono trasparenti e a Gennaio bisognerà valutare se darli entrambi in prestito poi magari Sabato col Bologna mette gli stessi che dopo il punticino di ieri si sentono rinfrancati e spaccano culi di qui fino alla fine del campionato, andiamo in ciempions, deciempioooooons, droga, alcol, mignotte, viva giampaolo, panchina d'oro, speciale del secoloxix dopo lo speciale su tutti i morti loro e quelli che non stanno bene, arriva Ibra, squirting e takwondo a manetta. Ale' Doria
  32. 8 points
    Voi dare un segnale che Genova è viva e va oltre anche i disagi e vuole rialzarsi? bene polemiche zero, tutti in treno autobus metropolitana e a piedi, si riempie lo stadio si tifa Sampdoria e casomai si manda a fare in culo la lega. Non si può rimanere prigionieri delle proprie posizioni.
  33. 8 points
    E io aggiungo: non ho mai amato le passerelle in campo, da parte di nessuno. Però domenica sera ho applaudito il Presidente e ho capito come doveva sentirsi. Tutto questo livore ogni volta che apre bocca, tutte le critiche che prende per ogni cosa che fa... anche se è stata solo una partita di inizio campionato e vuol dire poco (come la sconfitta di Udine), deve essere stata una bella rivincita per lui. Un Presidente che fino ad oggi ha dalla sua moltissimi fatti ma viene giudicato solo per le parole.
  34. 8 points
    Io darei un bel 10 alla Sud, anzi a tutti i sampdoriani presenti. Una grande prestazione senza cadere nelle provocazioni dei partenopei, grande vittoria anche del nostro pubblico!!!
  35. 8 points
    Io però vorrei capire una cosa, e non sto rispondendo direttamente a te Robi ma è una considerazione generale che mi sorge spontanea leggendo quello che si legge ovunque in questi giorni. Ma a voi risulta che quando la Juve ha ceduto Pogba lo abbia sostiuito con un Pogba bis ? A voi risulta che il Napoli , ceduto Iguain avesse in animo di trovare un Iguan bis ? Belin ma ogni calciatore ha le sue caratteristiche i suoi punti di forza ed i suoi punti deboli. Uno garantirà qualcosa di più da una parte ed un altro qualcosa di più da un'altra. Torreira è Torreira, è bravissimo (non credo comunque infallibile o insostituibile) ed al suo posto verrà un'altro magari meno bravo , magari più bravo ma sicuramente non è possibile che arrivi uno uguale a Torreira. I calciatori non sono automobili, trovi il modello vincente e lo riproduci in catena di montaggio nella quantità voluta.
  36. 8 points
    Mi hai preceduto di poco, volevo esprimere lo stesso concetto. Secondo me Ferrero è rimasto più incazzato per gli striscioni che per i cori e ha detto queste parole che non condivido. Più in generale è stata una brutta serata che ha ingiustamente chiuso una stagione per tanti versi positiva e a tratti anche esaltante. Non voglio essere cerchiobottista, ma seconde me tutte le componente hanno le loro ragioni e una parte di torto, parlo ovviamente delle componenti sampdoriane, dei napoletani, dell'arbitro e dei media non mi interessa. La Gradinata ha reagito di pancia, ma poi per me ha sbagliato a insistere, si poteva prenderli per il culo, sedersi tutti e stare muti fino alla fine, girarsi di spalle, insomma siamo capaci di fare cose fuori dagli schemi senza perdere la faccia, come in parte è successo domenica. Ferrero ha fatto bene a scendere in campo, capisco che sia incazzato per le offese, ma le dichiarazioni post partita poteva evitarle, ho trovato di cattivo gusto tirare in ballo i Garrone e prendersela per gli striscioni, anche perché poi penso che gli autori si riferissero più alla squadra che alla Società. Nessuno può mettere in dubbio quanto di buono stia facendo Ferrero e penso che tra qualche anno si raccoglieranno i frutti di questo lavoro, ma purtroppo è evidente che molti sampdoriani (secondo me sbagliando) sono prevenuti nei suoi confronti, come è innegabile che non abbia il carisma per colmare questo gap, e penso che lui ci soffra, è un tipo istrionico e gli piaceva da matti andare sotto la Sud come faceva i primi tempi. Per il bene della Sampdoria mi piacerebbe un riavvicinamento tra la Gradinata e Ferrero, anche se gli episodi di domenica vanno in senso opposto. Direi che l'unico che in questi giorni si è dimostrato saggio è Giampaolo che ha minimizzato la faccenda dei cori, e che ha centrato il problema della delusione della gente per il mancato accesso in Europa. Ci vuole chiarezza sugli obiettivi, anche se nel calcio poi è difficile che le cose vadano poi come si è preventivato. Per esempio siamo arrivati a giocarci le partite decisive senza Quagliarella e Zapata (27 gol in due), sono cose che capitano e che non si possono programmare, nel senso che una squadra come la Sampdoria non può permettersi quattro punte tutte da doppia cifra di reti...
  37. 8 points
    guarda io gli anni di Paolo li ho vissuti molto meno di altri nel 91 ad esemprio avevo 14 anni, la gradinata la frequentavo da tifoso non legato a gruppi, ero abbonato nella Nord non ne sapevo un cazzo, non c'era internet, non conoscevo le dinamiche . Più di Paolo nel mio caso ha fatto un certo sito di un certo gruppo che adesso non c'è più e che tu conoscevi bene. Lì ho imparato e fatto mio quello che già pensavo e sentivo. Lì ho trovato altri sampdoriani come me. Quei sampdoriani oggi si sentono probabilmente come me. Buona parte di loro almeno, ne sono sicuro. Io parto sempre dal presupposto che vado allo stadio per la Sampdoria Per le birrette, le cagate tra amici, etc etc ma soprattutto perchè amo la Sampdoria. E preferisco vedere Sampdoria Monti Pallidi che Real Barcellona. Non mi piace scrivere cose melensi. Ma ieri mio figlio, di 5 anni, prima che io uscissi mi ha detto"papà quando sento Ma il Cielo è sempre più blu e vedo le maglie della Sampdoria mi viene da piangere" Ecco, io, come te ,come altri, quando vedo le maglie della Sampdoria mi placo e mi agito contemporaneamente ma penso soprattutto a due cose: oggi vinciamo e oggi cantiamo forte in modo che si senta anche in campo. A me di cantare napoli colera fondamentalmente non me ne frega un cazzo Son dei pezzi di merda, glielo ricordo, sono scorretti, lagnosi e presuntuosi e glielo ricordo do due botte di Napoli Napoli vaffanculo , insulto Reina e Insigne e poi penso a quello di cui mi frega davvero La Sampdoria E se qualcuno insulta la Sampdoria, esulta sotto la Sud e nessuno dei nostri lo prende per il collo, ogni volta che quel qualcuno tocca palla lo fischio. Ma intanto canto per la Sampdoria Siete più contenti quando fanno vedere la Sud che domina con bandiere e cori o quando ci sono scene come quelle di ieri?
  38. 8 points
    Adesso che tutto è finito posso dirlo: non ho mai creduto allingresso in EL e sinceramente nemmeno mi auguravo di arrivare sesto in modo tale da dover giocare i preliminari. Di buono c'è che per mal che vada finiremo ottavi e quindi non dovremo giocare i turni di qualificazione della Coppa Italia ( è così vero?) Mi accontento di aver disputato un buon campionato, di aver visto belle partite e entusiasmanti vittorie, di aver goduto di un bellissimo calcio come da tempo non vedevo Il prossimo anno mi basterebe non vedere più certe imbarcate e di vincerne qualcuna in più con le squadre di bassa classifica. Giampaolo va o resta?Torreira? Praet? Risponderò dicendo che ho visto partire Vialli e andar via Mancini ......
  39. 7 points
    qui un grosso attore interpreta Francesco Giuseppe a colloquio con Rasputin. I particolari danno profondità al personaggio e delineano la straordinarietà dell'attore
  40. 7 points
    ho trovato questo ricordo dove, oltre a spiegare certi atteggiamenti, parla un nostro idolo di un altro idolo "Settimane prima del derby nella stagione che ci ha riportato in Serie A, negli spogliatoi non parlavamo d'altro che della "Magliettina" anti Sampdoria di carparelli della stagione precedente. Dopo giorni di discorsi arrivò Mirko Conte che stufo di queste parole ci disse "Posso dirvi una cosa?Carparelli datelo a me ci penso io!" Noi conoscevamo Mirko, uno che non si risparmiava mai e che qualche calcio ben dato lo dava. "Mirko non farti buttare fuori mi raccomando, non fare cagate!" Noi ci giocavamo la Serie A , il Genoa la C. Prima della partita, il mister Novellino invitò Mirko a non esagerare, la partita andò bene 2 a 1 e all'80 in una azione di gioco carparelli partì sulla fascia e Mirko lo buttò dietro ai cartelloni pubblicitari con una scivolata urlandogli "Adesso la magliettina non la metti più !" "Questo era il calcio anni fà, persone legate alla maglia che rappresentavano i tifosi in campo !" Francesco Flachi su Mirko Conte
  41. 7 points
    A me non interessa se si fa per marketing, se a qualcuno la maglia non piace, se il calcio è cambiato. A me piace, interessa e commuove che domani la maglia della Sampierdarenese rigiocherà in serie A, a Marassi, a quasi 73 anni dall’ultima volta. In onore di tutte le persone che l’hanno onorata tantissimi anni fa e alle quali tutti noi dobbiamo qualcosa. È vero che la Sampdoria onora la sua genitrice ogni volta che scende in campo, ma per me domani sarà una cosa davvero speciale
  42. 7 points
    Io non so capacitarmi veramente di cosa stia succedendo. Robi, scusa prendo te come riferimento perchè qui sopra porti le istanze di quello che si legge molto più chiaramente altrove. Dite tutto ed il contrario di tutto. A Non contano i risultati sportivi che un Presidente rende possibili conta il senso di appartenenza - B però quando c'era lui e si vinceva allora lo stadio era pieno A Ferrero è un pupazzo e non ci rappresenta - B un fondo new yorkese invece si A ci vuole passione e non si deve pensare solo alla finanza - B tiriamo la volata al fondo che della finanza se ne fotte e pensa solo alla passione A la società comunque sino ad ora ha lavorato bene - B Ferrero è una merda e se ne deve andare A (sempre della serie i soldi non contano conta la passione) Ferrero non ha una lira - B Il fondo garantisce solidità patromoniale, tanti soldi da investire ( che non contano). Almeno fossero sinceri e dicessero : vogliamo i campioni, vogliamo vincere, vogliamo lo scudetto, vogliamo CR7. Cazzo che palle però.
  43. 7 points
    comunque: A) il pezzo INDECENTE di Primocanale sarei molto curioso di sapere di chi è. Un sospetto ce l'ho, però B) Mettiamolo nella apposita discussione dei C1ornalai di merda C) quel PEZZENTE di Maurizio ROssi, politicante da tre balle ed una palanca, vada a farsi campagna elettorale altrove. RUMENTA DI UNA RUMENTA D) Se i Doriani, anche persone che scrivono qui sopra, scrivono delle idiozie alla prima partita persa male dopo mesi, che cazzo volete che scrivono quelle sottomerde di Primocanale? ps: quando Carige si inguaiava per salvare il culo ai pezzenti amici loro, Primocanile era ben ben muta Mi aspetta che la società Sampdoria li mandi a fanculo e li metta alla porta
  44. 7 points
    Prendo spunto da queste parole che condivido totalmente, per citare con alcuni esempi quanto sia cambiato il mio modo di vivere la Sampdoria negli ultimi anni e soprattutto quanto abbia inciso il mio trasferimento nei dustinti. 1 esempio: amici di stadio mi han chiesto cosa ne pensassi dello/ degli striscioni apparsi sabato in sud .... quali striscioni? Ah si ce ne era uno di incoraggiamento per qualcuno malato , ogni domenica ce n'è uno per malati nati morti.... . Ma sei scemo? Ma non hai capito pet chi era? .... no e nessuno dei tanti accanto a me si è posto il problema di capire, manco ci abbiamo fatto caso 2 esempio: il mio posto è nel primo anello deu distinti perfettamente al centro, poco sopra l'ingresso in campo dei giocatori. Da questa posizione vi posso assicurare che con tifoserie numerose - tipo sabato con i milanisti- i cori si sentono con effetto stereo: senti i nostri, senti i loro . Sto fatto , che le prime partite mi ha lasciato molto perplesso, mi ha indotto a pensare che quelli in campo se non sono nella metà campo sud ebbé sentono pure gli ospiti anzi mi sa che sabato lato nord sentissero di piu i meneghini 3 esempio: i tifosi dei distinti non cantano ma sono caldissimi, vivono la partita on modo molto passionale, i criticoni nel mio settore son pochissimi, e dai critcic sento cose che sentivo pure prima in sud. E sono pure molto litigiosi, più anziani sono e piu piantano casino con tifosi ospiti; sabato gli steward sono intervenuti più e più volte Perché questi esempi banali? Perché la sud non è il tempio del tifo, perché di tante cose che accadono in gradinata il resto dello stadio non ha alcuna percezione, perché bon esistono sampdoriani più sampdoriani di altri anche se non tutti siamo fatti allo stesso modo ( per fortuna) e quindi per dirla come Liam "la Sampdoria si può e si deve amare anche in modo più leggero, meno presuntuoso e prendendosi poco sul serio."
  45. 7 points
    Mi raccomando Applaudiamo Ronaldo a Genova. Quando farà uno dei suoi numeri. Tanto aver zittito il settore non conta. Come non contavano le porcate di Totti da mafiosetto. Meglio applaudire una sua giocata. E poi fischiamo Sala che è grammo. Indossa la maglia blucerchiata ma è grammo. E tra poco rientra Regini, dai! Se il calcio è sempre lo stesso, non cambia, le grandi trovano nuove soluzioni per farla sempre franca allora sarebbe bello che questi squadroni a Genova prendessero tanti tanti calci. E il fenomeno di sportività, il dio del calcio e degli addominali finisse ogni tanto col muso a terra. Intanto giocando bene e pulito più di tanto non ti lasciano fare.
  46. 7 points
    Stasera è successo qualcosa di emblematico Al 95’ si è visto perché bisognerebbe che tutti smettessimo di partecipare a questa farsa indegna Al 99’ si è visto perché, nonostante tutto, continuiamo a partecipare Maledetti laziali e maledetto massa, cenuano di merda, andatevelo a prendere nel culo branco di bastardi
  47. 7 points
    Proverò a spiegare il mio modo di vivere la Sampdoria e di conseguenza il momento attuale con alcuni esempi Un tossicodipendente così come un consumatore occasionale di stupefacenti, anche se cittadino credente nei valori giustizia onestà e lotta alla criminalità organizzata, non si pone nessun problema nel mentre acquista e consuma droghe: lo fa perché gli piace, perché non ne può fare a meno, perché ne trae godimento Ci si può innamorare di una troia, si può amare una donna pur sapendo che in mezzo a quelle gambe son passate schiere di cazzi a pagamento, ma si sa l'amore e soprattutto la passione rendono ciechi anche il più razionale degli uomini Ecco io sono tossicodipendente del Doria e sono infatuato cronico di questi colori: tutto sommato non ho mai badato molto a chi fosse Presidente ( per Enrico ho avuto una particolare attenzione per l'ingiusto trattamento che subì), non ho mai concesso fiducia a chi non conosco profondamente, sono stato grato a chi mi ha regalato giornate di gioia, ma nulla più, anche nei confronti della tifoseria ho badato più ai rapporti personali che non a tamburi cori e striscioni Detto ciò delle vicende giudiziarie di Ferrero non me ne fotte un cazzo, cosi come abbia fottuto qualche milione al Doria, ciò che mi importa è che io possa continuare a soddusfare la mia passione e la mia dipendenza Eh lo so con tossici e innamorati è inutile discutere ( anche perché a ben vedere non ho nessuna intenzione di discutere)
  48. 7 points
    Il guardiano del Paradiso (Rantegusu) U Aldu de Sampedaenn-a era il socio dello stadio di mio nonno, vi era fra loro quello speciale rapporto di amicizia che nasce dalla condivisione di forti emozioni per anni ed anni ed arriva alla fratellanza. Erano quasi coetanei e si conoscevano dall'anteguerra, quando, per seguire i loro “Lupi”, avevano preso a frequentare, prima, il campo di Villa Scassi, poi, il Littorio di Cornigliano. Con la nascita della Sampdoria avevano riversato il loro amore su quella, che nei loro discorsi, era “a figgetta”, la ragazzina. E se la Samp dei tempi di Ravano era effettivamente una ragazza, io ero addirittura un frugolino dalla salute cagionevole, cui non era concesso di frequentare ancora Marassi. Il sabato pomeriggio, però, se il clima lo consentiva, con il nonno e con l'Aldo, seguivamo la Sampdoria sul vecchio campo di Cornigliano dove si disputavano le partite del campionato riserve. U Aldu arrivava a piedi da Sampierdarena. Noi lo aspettavamo all'inizio del ponte sul Polcevera. Era alto, elegante, indossava sempre il gipponetto (come per altro il nonno) e dalle sue tasche tracimavano caramelle Baratti dalla carta fregiata di stemmi sabaudi e dai sapori antichi e desueti come rabarbaro e genziana, e poi una paccottiglia di ravatti da vecchio fanciullo: figurine di calciatori, biglie, spaghi, bustine di polvere grattarola e, soprattutto, petardi che l'Aldo si divertiva a far esplodere, con diabolica indifferenza, nei pressi di qualche coetanea signora, salvo poi indicare il primo ignaro ragazzotto all'ira e alle contumelie della malcapitata, e riderne successivamente per ore insieme al nonno. U Aldu, con un vezzo d'eleganza d'altri tempi, portava spesso all'occhiello della giacca una margherita (una consuetudine iniziata da giovinotto) solo molti anni dopo venni a sapere che quella non era solo una civetteria ma stava anche a ricordo di una prima fidanzata che portava il nome del fiore e che era morta di tisi in giovanissima età. Una margherita, quella dell'Aldo, che, in occasione delle partite, colorava la sua corolla di blucerchiato. Per me bimbo di tre, quattro anni quel fiore dai petali di quattro colori pareva una vera e propria inspiegabile magia. E quando chiedevo all'Aldo: “Ma è vera?” “Certo che è vera!” rispondeva lui. Così mentre era impegnato col nonno a seguire le evoluzioni dei calciatori sul rettangolo di gioco spelacchiato del campo di Cornigliano (destinato a diventare, da lì a due anni, una rimessa dell'AMT) io tendevo la mano verso il bavero della sua giacca per sincerarmi della natura di quella margherita blucerchiata. Beh! Non vi era volta che l'Aldo non se ne avvedesse e mi allontanasse la mano, ammonendomi: “Non si può toccare se no si sciupa!” Nonno, di fronte al mio ingenuo stupore, in separata sede, mi diceva: “Non ti accorgi che Aldo sta scherzando? E' solo un fiore di plastica con i petali colorati a tempera.” Ma a me tutto questo non quadrava: “Come un fiore di plastica?” - pensavo. Di plastica è fatta la concolina moderna col timbro Moplen (La signora guardi ben che sia fatta di Moplen!), il pettine azzurro o il portasaponette con la testa di papero. Già i miei soldatini non si potevano dire fatti di plastica, per esempio, se qualcuno di loro rimaneva, di notte, fuori dello scatolone si lamentava ed ero costretto ad alzarmi dal letto per dargli compagnia oppure cowboys ed indiani, nordisti e sudisti, garibaldini e borbonici litigavano da una scatola all'altra ed io dovevo metter pace. E se i soldatini non erano proprio di plastica come poteva esserlo un fiore? Ma questa non era l'unica particolarità du Aldu de Sampedaenn-a, egli nutriva, inoltre, una vera e propria idiosincrasia per il rosso e ed il blu, o meglio, per i due colori ravvicinati. Non appena li vedeva accostati, provvedeva ad allontanarli, fossero stati due sottobicchieri di cartone al bar, due fogli di carta, due innocui manifesti pubblicitari, teneva in taschini separati persino le biro di quei colori. “Perché – mi spiegava – quando il rosso ed il blu si toccano, ti capitano sempre delle grane!” Immaginatevi che cosa accadde quando ricevetti in regalo, da una delle mie zie, una maglietta bianca a maniche lunghe (roba fina comprata da Serra in via Luccoli) che aveva però il difetto di avere sui polsini elasticizzati due sottili righine rosse e blu. Io le avevo notate subito ed avevo fatto una smorfia, ma come si faceva a rifiutare un regalo della zia per così poco? Mamma ci aveva messo del bello e del buono per convincermi: “Non si vedono quasi. Sono così sottili...anche un po' staccate. Non vedi che in mezzo c'è una righina bianca?” “No!” “Ma sì! Guarda bene....” Alla fine mi feci convincere e la indossai, ma non avevo fatto i conti con l'Aldo di Sampierdarena. Mi bastò tendergli la mano perchè lui se ne avvedesse e scontrosamente ritirasse la sua destra: “Ehi! ma tu non sei Mario!” “Eh sì che sono io!” “Ah no che non sei il nipote del mio amico! Lui è un grande sampdoriano e invece tu ci hai addosso quei brutti colori!” “No! No! Sono io!” “E allora dimostramelo, perchè se sei genuano, nel ripetere la formazione del nostro Doria, ti si secca la lingua!” Avevo provato l'angoscia di quei soldati statunitensi dispersi nelle Ardenne che, facendo rientro nelle linee amiche, erano stati costretti, per non esser scambiati per spie, a dimostrare la loro americanicità rispondendo a domande del tipo “Qual è il titolo dell'ultimo film di Betty Grable?” oppure “Come si chiama il primo lanciatore degli Yankees?” Alla fine snocciolai la formazione: “Rosin, Vincenzi, Marocchi; Bergamaschi, Bernasconi, Vicini; Lojodice, Ockwirk, Brighenti, Skoglund, Cucchiaroni”, ma, da quel giorno, la maglietta finì in fondo ad un cassetto. Quale peggior disgrazia sarebbe potuta capitare ad un sampdoriano così intransigente se non quella di sposare una genuana? E u Aldu de Sampedaenn-a, per l'appunto, aveva una moglie bicolore. In realtà a scià Alda non era poi così genuana, era un'anziana signora, molto miope, che portava i grigi capelli raccolti in uno chignon e che proveniva da una famiglia benestante di Castelletto (il padre sì, era stato socio finanziatore del Cricket) ed aveva perso la testa per l'Aldo fino al punto di sposarlo contro il volere dei genitori. Abitavano in un vecchio palazzo prospiciente la ferrovia, in una grande casa buia e silenziosa se non fosse stato per i gatti, di dimensioni leonine, che spuntavano da ogni stanza, alcuni di loro portavano i nomi dei bambini che non erano arrivati alla coppia. I gatti si dividevano in due schiere, quelli dell'Aldo (e quindi sampdoriani) e quelli della scià Alda (diperciostesso genuani), tra le fazioni si scatenavano improvvise risse o venivano stimolati interminabili derbies alla caccia di un gomitolo, ai quali, u Aldu, partecipava incitando i suoi “Dai Bassetto piggilu!” (Bassetto era un maschio bianco tigrato di circa 10 chili, dal molle incedere e dalla zampata potente). A scià Alda, di solito, mentre il marito partecipava alla sfida, impegnandosi in una serie di finte e dribblings fino a portarsi via il gomitolo ed essere inseguito per tutta la casa dalla masnada dei gatti, scivolava silenziosa in cucina per servirmi su di un cabaret, coperto da un centrino merlettato, la bottiglia panciuta dell'aranciata Lagomarsino ed il Ciocorì che probabilmente comprava apposta per me. Alla fine del “primo tempo”, u Aldu si sedeva spossato e sorridente sulla sua poltrona dove veniva raggiunto dalla sua micia preferita, Sampetta, che era il classico mignin genovese, raccolto, molti anni prima, nei pressi delle macerie di un palazzo dopo un bombardamento. Quel nome aveva una doppia valenza, richiamava alla mente sia la Sampierdarenese (poi la Sampdoria) sia le misure ridottissime della bestiola, nera come il carbone e dagli occhi di un verde smeraldo inquietante che ne palesavano il carattere di acciaio. Non a caso quella “zampa corta” era la capa del gruppo dei gatti, la prima a mangiare, la prima a raggiungere le ginocchia del suo “dio” dalle quali lanciava sguardi solforosi. Non vi era volta che a scià Alda non scuotesse il capo lamentandosi con mio nonno del marito: “Sapesse la vita che mi fa fare quell'uomo lì! L'altro giorno ho dovuto ritirare su mezzo bucato già steso perchè la tovaglia a quadri rossi era vicina alla mia camicia blu!” “Ti veddi a genuana! - interveniva allora lui, tra il serio e il faceto – Ma aspetta almeno che io non ci sia più per imbandierare la casa!” In realtà la loro abitazione non era particolarmente allegra, dall'atrio partiva un lungo e buio corridoio sul quale si aprivano una decina di stanze. Ma Aldo e Alda, in effetti, non erano completamente soli, con loro abitava u Rensu, il fratello fantino dell'Aldo, un uomo enigmatico che lavorava in un ufficio del comune ed usciva dalla stanza rare volte, per lo più per prepararsi il caffè e salutava noi estranei con un silenzioso inchino. E poi, in un'altra camera, viveva l'Anita, un'amica d'infanzia della Alda, rimasta, dopo la guerra, vedova e senza casa e che Aldo aveva generosamente accolto. L'Anita, secca e vestita di nero, mi faceva addirittura paura; per non disturbare, si aggirava per casa quasi senza toccare terra con i piedi e te la trovavi davanti all'improvviso come fosse stata un fantasma. In ragione della presenza di questi “personaggi”, in fondo al buio corridoio, nella toilette, troneggiava una turca, in luogo della più comoda tazza: “Nu g'ò geniu de assettame unde ghe sun staeti in tanti primma de mi!” precisava l'Aldo. Sarà stato per vincere la triste atmosfera che aleggiava nella sua casa, ma u Aldu de Sampedaenn-a amava organizzare scherzi agli amici e conoscenti, in casa nostra, per esempio, telefonava facendo voci sempre diverse, quella del prevosto di Campomorone, del ragioniere dell'ufficio delle tasse, una volta, addirittura, disse a mia nonna di essere il cantante Rabagliati e si mise a cantarle “Ba ba baciami piccina...” Ma la vittima preferita era la moglie. Si narrava che dopo un derby perso tre a zero dalla Samp (nel '48) avesse riempito il talamo nuziale di petardi e tricchetracche, collegati in sequenza, cui aveva dato fuoco nel cuore della notte provocando il terrore nella povera Alda e nel popolo dei gatti, che avevano iniziato una specie di sabba infernale, mentre lui dal fondo del corridoio, la fida Sampetta sulla spalla, per un po' aveva osservato tutto soffocando le risate nella strozza, fino a quando non era sbottato in: “A genuana! oggi hai goduto. Stanotte patisci!” Un'altra volta, di ritorno da Marassi dopo una bella vittoria della Samp, si era fermato a festeggiare al bar con gli amici e lì, tra un brandy e l'altro, aveva macchinato la beffa più atroce. Aveva inviato a casa sua un tizio, anche lui disinibito dall'alcol, che si era presentato alla Alda, arrivata a schiudergli l'uscio, come messaggero di tristi notizie: “L'Aldo...purtroppo...proprio uscendo dalla stazione...lì di fronte a piazza Settembrini...purtroppo... attraversando la strada...sa come succede...una macchina troppo veloce...l'ha investito...per cui...sa...forza e coraggio...purtroppo...l'Aldo, ormai...però senza soffrire!...” E quando la Alda si era accasciata su di una sedia della cucina lanciando un urlo straziante, lui era entrato in casa piazzandosi sotto lo stipite della cucina in una posa plastica: la bandiera del Doria, portata su dal bar, tesa sopra la testa, l'espressione ineffabile disegnata dal brandy, che pareva il Cristo risorto di Piero della Francesca. E mentre l'Alda gli tempestava il petto di pugni urlandogli: “Questa non te la perdono!”, lui aveva placidamente commentato: “Non è mica uno scherzo. Io ero morto ed il Doria mi ha ridato la vita!” Ogni volta che lo andavo a trovare non mancavo mai di chiedergli di mostrarmi le sue margherite blucerchiate ed ogni volta lui mi indicava un vaso di comuni margherite bianche o, dall'alto della finestra del salotto, un'ombrosa aiola a pianoterra, dalla terra asfittica, nella quale alcuni indefinibili cespugli facevano capolino in mezzo alle carte bisunte lasciate dalle muè di gatti. “Ma sono margherite bianche! - osservavo io – Non ci sono quelle blucerchiate?” “Eh no. Non è ancora la stagione.” “E quand'è che arriva la stagione?” incalzavo io. “Quando meno te lo aspetti” concludeva lui sibillino. Gli anni passavano ed in concomitanza del mio sesto compleanno e dell'assenza dei miei, in visita ai parenti con la sorellina che mi era nata da poco, io riuscii a convincere il nonno a portarmi allo stadio per vedere finalmente la prima squadra della Sampdoria ed il forte attaccante brasiliano di cui sentivo parlare e che conoscevo solo attraverso le figurine, quel Da Silva dallo sguardo tenebroso e severo che sembrava poter sostituire nelle fantasie dei tifosi il “vecchio” Brighenti. C'era voluto del bello e del buono per convincere il nonno, fargli, non solo sfidare il veto dei miei genitori, ma quello ancor più terribile della nonna (che avversava non tanto la Sampdoria quanto l'intero mondo del calcio che le aveva sottratto, ogni domenica, il marito per decenni, prima come giocatore, poi come spettatore). In gran segreto, dunque, e ben felice perchè diversamente avrebbe perso la partita, il nonno mi portò a Marassi. Di tutto non ho che un vago ricordo, a cominciare dall'avversario dalle maglie verdi (il Venezia suppongo), ma questo fu giustificato da quanto accadde. So solo che l'Aldo ci attendeva allo stadio sull'ultimo gradino di un interminabile scalone in cemento che salii a fatica, incespicando in mezzo ad una moltitudine di persone che facevano il nostro stesso percorso. Ricordo la mano dell'Aldo che stringeva la mia nel momento in cui mi introduceva allo stadio, mentre all'occhiello della sua giacca spiccava la margherita blucerchiata. Ricordo la luce quasi abbacinante intorno al rettangolo di gioco, l'irreale silenzio e poi, all'improvviso, come se mi fossi tolto i tappi dalle orecchie, un rumore assordante, la discesa in campo delle due squadre, la carnagione olivastra di Da Silva, il verde del rettangolo di gioco che sembrava dipinto e poi a poco a poco, mentre la partita procedeva, un freddo intenso che mi faceva battere i denti, i boati per i goals, quell'abbracciarsi come fra parenti, io che mi stringevo al nonno, il suo soprabito sulle mie spalle che mi chiudeva in una specie di tenda. E poi la fine del primo tempo e l'inizio del secondo, seguito da un'altra posizione, forse un po' più in alto rispetto alla prima. Ricordo il volto sorridente del proprietario del negozio di pasta fresca che mi lanciava il suo “Forza Doria!” esattamente come quando entravo nella sua bottega insieme alla nonna. Peccato che in quel negozio, adesso, ci fosse un altro signore. Oppure il nostro vecchio amministratore del condominio, che lì era un po' più giovane rispetto a come me lo ricordavo, che mi salutava facendomi il segno di V della vittoria ( E poi nei mesi successivi tutti a dirmi non è possibile che li hai visti poverini ed io no no li ho visti belli allegri. Non è possibile te li sarai sognati!) E mentre l'Aldo mi teneva una mano sulla spalla (o forse mi sospingeva all'indietro?), un professore fastidioso, mi palpava il collo e mi appoggiava un fonendoscopio gelato sulla schiena... la partita era davvero interminabile e la margherita blucerchiata brillava tenuemente come un'abat-jour su di un comodino...In certi momenti mi sembrava di essere seduto sui gradoni di cemento, altre volte sulle ginocchia del nonno quando non percepivo il morbido contatto di un cuscino. E poi la partita all'improvviso finì ed io, aprendo gli occhi, sorpreso che fossero chiusi, mi ritrovai sotto le coperte nel lettone dei miei genitori. Papà, con giacca e cravatta, stava disteso al mio fianco e mi teneva la mano. Pare che le mie prime parole siano state: “abbiamo vinto” seguite da “ho fame”. Dal giorno successivo (e ne erano passati tre dalla domenica), cominciarono le visite dei parenti e degli amici. Ciascuno portava un dono ed io mi sentivo come Gesù Bambino. Nonna vigilava su quella processione alternando, nel suo oscuro patois alpino, tenere parole rivolte a me, a terribili anatemi indirizzati al mondo del calcio ed al nonno in particolare, corruttore della mia giovane mente e della mia salute. Vennero anche l'Aldo e la Alda con una fisarmonichina argentata. U Aldu, abbracciandomi, mi sussurrò all'orecchio, indicandomi lo strumento poggiato sulla mia coperta blu: “Ti dico solo una cosa: la Alda voleva comprartela rossa!” Mi ristabilii, nell'ottobre di quell'anno cominciai anche ad andare a scuola ed in virtù dei risultati scolastici a pretendere di tornare allo Stadio, cosa che riuscii ad ottenere con l'obbligo, però, di indossare tutte le volte il passamontagna (così che sembravo un pericoloso huligano di sei anni). E poi... l'ultima volta che vidi u Aldu de Sampedaenn-a si festeggiava il primo ritorno in serie A della Sampdoria, in piazza Vittorio Veneto di fronte al bar Roma, un nuovo idolo si affacciava nelle nostre fantasie di tifosi, il “Corvo” Francesconi. Ricordo l'Aldo con il naso all'insù ad ammirare la grande A immanente sulla piazza o forse a ricacciare in gola certe lacrimucce dettate dall'emozione di uomo che toccava ormai la settantina. Lui non vide più riiniziare il campionato, se ne andò via due settimane prima che cominciasse. Fui al suo funerale, la bara di fronte all'altare della chiesa della Cella, a scià Alda con il volto piegato verso il basso. Per un po' rimasi ad attendere che lui facesse capolino dalla sacrestia con un bandierone in mano come quella volta o che una serie di petardi scoppiasse all'improvviso sotto le navate seminando scompiglio. E invece quella era la beffa perfetta, perchè tutto era maledettamente reale. Io avrei preso il suo posto allo stadio, accanto al nonno, per tutti gli anni che sarebbero seguiti. Lui, invece, lassù, con il suo occhio infallibile, avrebbe valutato, chissà, un giorno, il mio buon diritto ad entrare in quello stadio di luce che forse avevo già intravvisto. Finita la funzione mi avvicinai alla bara, qualcuno aveva intrecciato lo stelo di una margherita blucerchiata ai bracci del crocifisso. Tesi la mano, fra me e me ripetendo il mantra della grande formazione, in modo tale che, quell'anima sdegnosa sampdoriana, mi riconoscesse e non avesse a temere un contatto profano, poi, il mio indice si avvicinò pian piano a quella margherita dai quattro colori. E finalmente la toccai. Sorrisi. Lo avevo sempre saputo. Era …..vera.
  49. 7 points
    mi meraviglia che Casaccia si presti all'ipocrisia di queste rumente, che parlano ripetutamente di cori razzisti i napoletani sono forse di un'altra razza? quando i vostri beniamini blurossi ci danno dei terroni ("noi nordici, voi sudici"; "negri in campo calabresi sugli spalti"; il marinaio che dice "menghia" ed altra merda del genere) , quello è razzismo, goliardia, tifo da stadio, o che cosa, sacchi di merda?
  50. 7 points
    E' diventato un campionato di merda per chi è passato alle aspirazioni di andare in Europa (giustamente, data la nostra posizione) e per chi alla fine ha sempre qualcosa da ridire. Io mi sono goduto una bella Sampdoria all'inizio e mi sono un po' annoiato alla fine. Ma un campionato del genere è un gran campionato, per me. Se questo periodo di stanchezza lo avessimo incontrato a Novembre ed avessimo finito come giocavamo in quel periodo avremmo parlato di cavalcata trionfale. Detto questo: nonostante io sia tifoso, per cui abbastanza irrazionale, ed avrei voluto andare in Europa League, credo che per dire la nostra seriamente in certi contesti senza subire debacle in campionato, sia meglio arrivarci quando le basi saranno gettate a dovere, con infrastrutture e struttura societaria rodate e consolidate. Ora come ora tante risorse sono impegnate nella costruzione del nuovo Bogliasco e nel prossimo futuro lo saranno per lo stadio, per cui è in vigore un certo tipo di politica societaria che impone certe scelte; credo che una volta gettate queste basi ci saranno più possibilità di una crescita sicura (magari potendo via via rinunciare a qualche cessione).
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