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  1. 14 points
    posso dire una cosa molto terra terra? la dico A me i topi mi hanno sempre dato delle grandi facciate nel culo Anzi, a noi i topi ci hanno sempre dato delle grandi facciate nel culo, come dimostrano trofei, piazzamenti finali, derby, numeri allo stadio Nonostante ci fosse il farmacista che andava a Modena, anziché a vedere la finale di coppa Italia; nonostante Siri, De Andrè , Gianni Brera e tutti i belini che se li strangolano
  2. 14 points
    in una intervista ad un quotidiano locale, Marco Giampaolo ha detto cose incredibili ma quello che più mi piace lo voglio lasciare qui, sul nostro forum "..... La maglia della Samp respira fascino. È riconoscibile. È quella. Non si camuffa. Il fascino della Samp deriva anche da quella maglia, ha un senso di antico e di storico, la riconoscevi anche quando la tivù era in bianconero. Tutti la vogliono. Rappresentarla nel modo migliore… questo è il mio sentimento. E il sentimento è la prima cosa, senza non fai niente. La seconda cosa, non devi tradirlo. Tutte le considerazioni che possiamo fare in futuro saranno sempre legate da questo connubio, il sentimento e il non tradirlo. Se siamo in questa condizione, non esiste niente altro per me».
  3. 13 points
    A me non è mai piaciuto insultare i tifosi avversari. Lo trovo inutile o quantomeno incoerente: ho sempre cercato di comportarmi come se li avessi fisicamente vicini a me e non con 100 metri di prato in mezzo, o dall’altra parte di un vetro antiproiettile. E siccome non sono uno da pugni in faccia, mi comporto di conseguenza (peraltro da quando vado nei distinti la vicinanza è anche fisica, e molto istruttiva). Altra premessa: il “napoli colera”, per quanto inconfutabile affermazione di una verità storica, mi ha un po’ rotto i coglioni. Io lo eviterei anche perché, ad un certo punto, se proprio devo farmi guidare da qualcosa, quando sono allo stadio penso al bene della Sampdoria. E non sono certo che ricevere tutta questa attenzione per una stronzata come quella di ieri sia compatibile con questo fine. Ci sono modi migliori di farsi rispettare, e il primo sarebbe riempire lo stadio e fare un casino d’inferno. Siccome a volte succede e a volte no, a me piacerebbe da pare nostra anche un po’ di sana, sanissima autocritica. Abbiamo bisogno di insultare gli avversari per preservare la nostra dignità? Secondo me no, anche se si tratta solo di insulti e non di razzismo, come si vorrebbe ora far credere. A prescindere da chi abbiamo davanti, a prescindere da chi sia il nostro Presidente (che ieri, come l'arbitro, ha fatto quello che doveva: Gavillucci ha pure ammonito il merda che ci ha provocato). Detto questo, vorrei spendere qualche parola per i Discriminati. I Discriminati in trasferta non sono discriminati, ma ricevono – magari in modo più colorito – quello che ogni tifoseria riceve. Io lo eviterei, l’ho appena scritto, ma non credo debba essere vietato e contro di loro - solo contro di loro - invece lo è. Possiamo far finta di niente e sentirci pieni di dignità, o prenderne atto e fare una figura migliore. Peraltro insultare i Discriminati è vietato anche se sono una tifoseria ad altissimo tasso delinquenziale, che in casa e fuori si comporta, da sempre, peggio di chiunque altra: salvo qualche recentissima eccezione, per loro i divieti non esistono. I Discriminati infatti, in trasferta, nei settori misti si comportano senza nessun rispetto per la tifoseria locale. E’ così da sempre, lo è stato anche l’anno scorso dove ho avuto la sfortuna di stare un’ora e mezza con loro, cambiando posto quattro volte e trovando sempre lo stesso atteggiamento. I Discriminati poi, sul campo, rubano. Rubano come la juve, le fanno grosse grosse, soprattutto in casa loro. Però si lamentano e fanno sceneggiate, mettendo sempre in mezzo – loro sì – il fatto che venire dal Sud li svantaggia. I Discriminati infine sono gemellati con una tifoseria decadente che in piccolo vorrebbe essere come loro, ma non ci riesce, e il loro gemellaggio nasce da un illecito sportivo conclamato. Per tutto questo non accetto lezioni da nessuno, tanto meno dai Discriminati. Però nello stesso tempo mi aspetto di più dalla nostra tifoseria, molto di più. Anzitutto mi piacerebbe tanto smettere di insultare i Discriminati, proprio perché come tifoseria e società di calcio mi fanno schifo e credo che dovremmo prenderne atto, cominciando a ignorarli. E poi mi piacerebbe tanto che la rabbia di ieri la utilizzassimo – pensando un po’ ai cazzi nostri – per fare meglio come gradinata e tifoseria.
  4. 11 points
    (Vecchio post di Rantegusu - a proposito: lo sa che abbiamo riaperto?- che è buona cosa riproporre) Loro ci odiano perchè................................................................................... Non ci hanno mai perdonato d'essere nati, di essere sopravvissuti e di averli sopravanzati. Soffrono della cosidetta sindrome di Caino, quella dei primogeniti invisi tanto a Dio come a loro stessi. Non ci hanno mai perdonato di essere inscindibilmente legati al tempo nuovo, quello della ricostruzione del Paese, del cambiamento, del mutamento sociale e antropologico delle città del Nord Italia a seguito dell'industrializzazione e dell'immigrazione. Non ci hanno mai perdonato d'essere comparsi insieme alla rinascita della libertà e dell'alternativa, quella che faceva dire allo scrittore Vittorio G. Rossi che dopo un ventennio nel quale, in ogni giorno della settimana, non vi era mai stata la possibilità della scelta, poiché uno solo era il Partito dell'adunata del sabato pomeriggio, una la Chiesa per la domenica mattina, una la squadra da seguire il pomeriggio della domenica, la Sampdoria a Genova aveva costituito una delle prime possibilità di scegliere, finalmente, qualcosa di diverso. Non ci hanno mai perdonato di essere colorati, in una città grigia, splendidamente grigia nei suoi tetti di ardesia, cupamente grigia nella vecchiaia dei suoi abitanti e nelle sue capacità di impresa. Non ci hanno mai perdonato di essere legati al nuovo, quello contro cui la classe dirigente cittadina, arroccata nei suoi privilegi dinastico-familiari, ha disperatamente lottato in ogni campo. Non ci hanno mai perdonato d'aver attratto molti “nuovi genovesi”, trasformandosi in razzisti opportunisti, dal momento che per loro un “foresto” bicolore è un po' meno “foresto”. Non ci hanno mai perdonato di essere intrinsecamente genovesi in quanto dotati nel nostro DNA di un carattere specifico appartenuto alla nostra comunità nei secoli d'oro: la capacità di accogliere ed integrare gli apporti culturali di tutti i popoli con i quali veniva a contatto, dal Maghreb alle Fiandre, per poi rielaborare questi contributi in modo unico ed originale. Non ci hanno mai perdonato d'aver rappresentato Genova nella massima serie calcistica per lunghi anni in splendida solitudine. Non ci hanno mai perdonato di essere cresciuti di numero variando sensibilmente i rapporti iniziali di forze tra le tifoserie, di aver contraddetto la loro speranza e cioè che non fossimo altro che un fenomeno estemporaneo, come un fiore in un bicchiere, ma o fiore in to gotto miracolosamente non è appassito, ha messo radici, e poi foglie e poi fiori ancora. Non ci hanno mai perdonato di essere diventati adulti perchè costretti a misurarci a lungo con la dura realtà, mentre loro, blanditi come piccoli lords dai servitori, hanno continuato a vivere un'eterna infanzia fatta di pensiero onnipotente, quello che fa credere al bambino che tutto il mondo ruoti intorno a lui e che una cosa possa essere vera o reale soltanto perchè lui la pensa. Non ci hanno mai perdonato d'aver vinto senza bisogno del loro aiuto, dell'aiuto dei loro politici e dei loro giornalisti, a dispetto delle loro cattiverie. Non ci hanno mai perdonato il fiorire delle maglie blucerchiate sui campetti di periferia. Là dove crescono ragazzi che da grandi, per lo più, non andranno ad occupare uffici e studi professionali paterni, odorosi di cuoio e legno incerato, né avranno agio di colazioni o aperitivi nei localini giusti della city, ma forse conosceranno meglio gli orari dei treni dei pendolari, quando non dovranno lasciare Genova per potersi affermare o, semplicemente, per trovare un'occupazione. Non ce l'hanno mai perdonato, né ce lo perdoneranno mai perchè questo contraddice la loro affermazione, chiave di volta del loro credo, d'essere la squadra del popolo. Non ci hanno mai perdonato PAOLO MANTOVANI , al quale, nel tempo in cui era un giovane broker romano dall'eleganza inappuntabile, venne consigliato di cambiare l'intero set di cravatte perchè troppo chiassose per il sobrio mondo d'affari genovese e che la sera dello scudetto, molti anni dopo, si presentò in televisione con un paio di squillanti pantaloni rossi che mi piace pensare siano stati indossati come estrema ed ulteriore rivincita. Né, soprattutto, hanno mai perdonato PAOLO per averci scelto...... Non ci hanno mai perdonato di aver avuto storicamente fra i nostri dirigenti sportivi ed amministrativi personaggi sobri e compassati mentre fra i loro sono prevalsi gli istrionici e i rumorosi, al punto da far sorgere la domanda : Ma allora, chi sono i “genovesi”, chi i “cacirri”? Non ci hanno mai perdonato di aver occupato spazi che ritenevano essere tradizionalmente loro, anche se da loro abbandonati, quali, l'interesse per l'educazione sportiva delle giovanissime generazioni, per il centro storico, cuore antico della città, nel quale per alcuni anni, addirittura, venne stabilita la nostra sede, e infine per il mondo anglosassone, quando portammo a Genova, noi e non loro, dopo decenni, calciatori britannici, proprio come quelli che li avevano fondati. Non ci hanno mai perdonato il fatto che la parte più calda e fedele della nostra tifoseria (gli Ultras insomma) sia cresciuta senza l'adulazione dei gazzettieri (ma con il rispetto degli avversari, basta cercare e léggere) e quindi sia abituata a coltivare il dubbio e l'insoddisfazione creativa intorno al proprio operato, condizione che aiuta ad essere migliori. Non ci hanno mai perdonato il fatto di NON avere tra noi alcuni vecchi malvissuti, seminatori d'odio, capaci di proferire con leggerezza parole che in altre situazioni o contesti sarebbero costate condanne penali. Non ci hanno mai perdonato il fatto di NON considerare fra le nostre vittorie anche le loro sconfitte. Insomma, non ci hanno mai perdonato di NON essere come loro o come essi vorrebbero che noi fossimo. E come anime dannate nello Stige dantesco (una specie di Bisagno in piena), più volte, sfruttando la vicinanza, hanno tentato di trarci nell'acqua limacciosa nella quale sono drammaticamente immersi. E infine non ci hanno mai perdonato d'avere ( la loro è così banale) la maglia più bella, unica e inconfondibile del mondo, una maglia che è poco meno che un arcobaleno che crea un legame emotivo sia con chi associa a quei colori memorie familiari e transgenerazionali, sia con chi l'ha scelta per profondo e personale trasporto come quando ci si innamora. Ma ogni punto di partenza ha pari dignità perchè la Sampdoria non è (solo) la rappresentante calcistica di una città, ma (soprattutto) una sorta di luogo dell'anima nel quale possono stare, con identici doveri e diritti, tutti quelli che lo vogliono
  5. 11 points
    Vita da stadio Equipaggio intelligente: Galway, Mamar, Pontex Partenza da piazza della Vittoria con appuntamento ore 13.30, partenza effettiva alle 14 causa birra con residuo fisso e galleggiante preoccupante in bar della zona(ma il barista ha assicurato che si trattasse di normali bollicine date dal fusto nuovo) Metto subito le cose in chiaro con i miei compagni di viaggio: sarà una trasferta violenta. Macchina anonima, abbigliamento casual e per scaldare gli animi contenitore tupperware con biscotti di Natale fatti da mio figlio a forma di abeti, pupazzi, palline e stelle. Ad eventuali assalti a pietrate risponderemo con burro in quantità industriale La prostata regge fino a Serravalle Pistoiese, poi ci dopiamo di biscotti e birrette. “Mettiamo il navigatore?” “Ma no tanto siamo in anticipo e allo stadio ci arriviamo facile” Infatti parlando di Bitcoin, Bosone e buco nell'ozono perdiamo la deviazione per Roma con uscita comoda allo stadio ed entriamo in città, trovando un traffico da antologia Inizia la partita, mancano 10 km all’arrivo ma per fortuna entriamo in clima match con il gol di Babacar, per non farci mancare nulla nel rosario di bestemmie del momento Arriviamo intorno al 40esimo nel parcheggio del settore ospiti deserto, in un clima surreale. Passiamo il primo prefiltraggio e a circa 100 metri dallo stadio sentiamo un boato Cazzo han raddoppiato. Ma dalla radio della polizia o dei vigili si sente nettamente “Barreto” Pareggio,abbiam pareggiato, il boato era nostro, cazzo ma allora siamo tanti. Entriamo, vediamo finire il primo tempo, siamo un centinaio, si sventola, si canta, si birreggia. Viola pochi, complice l’orario, tra Fiesole e tribuna. Teniamo bene il campo, poi gli episodi e una sensazione di squadra molto stanca e infortunata nel finale con Fiorentina pronta a saltare la difesa e a infilarci in velocità. Episodi, porchidischi, perplessità sui mancati rinvii gridando Portalagonna di Puggioni con relativi mancamenti per dribbling in area piccola del nostro portiere (ecco Mr magari questi patemi risparmiamoceli e spariamola via) Ce la siamo giocata, alcune riserve non sono state forse all’altezza, abbiamo avuto sfiga, siamo stati polli, etc etc…ma abbiamo onorato l’impegno. Murru, Regini, Zenoni, Balleri…ma sticazzi non rompete i coglioni, siamo una bella squadra. A Gennaio cercheremo di migliorare il migliorabile, se possibile, altrimenti va bene va bene così… Postilla: alla fine non era così freddo ma vista l’età e lo stato fisico del gruppo questo era il preventivo abbigliamento anti gelo così composto: Galway: abbigliamento alla paninaro di San Babila anni 80, ci mancava solo la compilation di schiaffazzi e le cuffie di un walkman. Mamar: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galosce, carte topografiche e trombone da brigante calabrese Pontex: spavaldo maglione pesante su camicia impiegatizia azzurrina e pelata al vento in segno di sfida al governo e ai matusa W la Sampdoria, w i biscotti di Natale
  6. 10 points
    Dunque. Non capisco proprio come si possa preferire lottare per non retrocedere ad un campionato come quello fatto dalla Samp quest'anno , francamente il coltello fra i denti vorrei non doverlo mettere mai perchè non vorrei mai trovarmi nelle situazione o vinci o retrocedi. Preferisco di gran lunga ,"se vinco forse riesco ad entrate in Europa league , se perdo pazienza". Detto questo se abbiamo fatto le partite che abbiamo fatto significa che una base di qualità c'è. Non abbastanza da poter stare nell'olimpo delle prime 5/6 ma sufficente a giocarcela sino alla fine come del resto è stato. Se di contro abbiamo fatto figure non bellissime contro squadre ampiamente alla nostra portata significa che abbiamo dei limiti nei confronti di alcune delle nostre pari che hanno fatto meglio di noi , diciamo Fiorentina e Atalanta. Le altre invece, diciamo Torino,Bologna e magari cenua, ce le siamo ampiamente lasciate dietro. Quello che ci possiamo auspicare è che in società ,possibilmente di concerto con l'allenatore, lavorino per migliorere questi limiti. Insultare i calciatori che mai hanno fatto mancare il loro impegno, solo per i loro (eventuali) limiti caratteriali o tecnici è, scusate , una cazzata
  7. 10 points
    Scrivere dei propri figli è una cosa difficile, come sanno i mille cantanti che hanno prodotto canzoni orrende e piene di retorica sull’argomento. Il calcio però è un “ritorno settimanale all’infanzia”, per cui ... Mio figlio ha compiuto 6 anni proprio ieri e da quasi due anni insiste molto per venire allo stadio con me. Fino a ieri mi sono chiesto seriamente perché lo faccia, visto che non segue neppure tutta la partita. Io stesso mi sono chiesto tante volte perché continuo ad andarci. Ieri, come sempre a metà settimana, mi ha chiesto se saremmo andati a vedere la partita domenica. Rispetto ad altre volte me lo ha chiesto con un po’ di apprensione, perché ha captato che questa volta il papà era un po’ arrabbiato con la Sampdoria, proprio come i criticoni che fanno lo tanto arrabbiare allo stadio. E poi mi ha detto proprio così: “io non sono arrabbiato con la Sampdoria, ci voglio andare”. Quindi la ragione è questa: lui ci vuole andare e basta. Lo vuole perché gli piace stare lì con i grandi e col suo papà, perché gli piacciono tanto i colori delle maglie dei giocatori, gli piace disegnare su un foglio quello che vede sul campo. Gli piace che un giocatore provi a segnare e ci riesca dopo molti tentativi, o in modo buffo perché il portiere ha fatto una stupidaggine. O un autogol, gli autogol lo fanno ridere moltissimo. Gli piacciono tantissimo i cori, il fatto che allo stadio gli adulti facciano cose che per loro sono stranissime, ma che per un bambino sono assolutamente normali: saltare e cantare in pubblico, battere le mani, stupirsi e gioire per cose apparentemente insignificanti. Gli piace anche vincere, e tanto, ma ha imparato anche a non piangere per una sconfitta, perché dopo c’è comunque qualcosa di speciale da raccontarsi, e perché tutte le altre cose che gli piacciono tanto succedono anche quando si perde. Io credo che abbia proprio ragione e domenica mi farò portare allo stadio da lui.
  8. 10 points
    Curioso, Ieri sera pensavo che , incidentalmente sono decenni che vedo il T'oro e lo ritrovo sempre più o meno eguale, maMco esistesse il DNA anche per le squadre di calcio. Compagini per lo più muscolari, corridore, fallose e...piagnone. Talvolta hanno in rosa qualche elemento agile e tecnico ma sempre contornato da una solida base di fabbri ferrai. Vengono a Genova a condurre partite esagitate, mettendola sul piano fisico e poi quasi sistematicamente si lamentano degli arbitri (notoriamente il Doria gode da sempre di arbitraggi casalinghi palesemente favorevoli Gli venisse un po' di bene! abbiamo visto più furti a Marassi che i piccioni dei giardini di fronte alla stazione di Milano Centrale) E gli allenatori? dai tempi di Giagnoni credo abbiano collezionato tutti i più refiosi del calcio italiano, alcuni di loro tra i migliori ad allenare tifoserie. Può essere un caso?! Non so, e poco mi interessa sapere se siano ancora gemellati con quelli là, forse sì forse no forse boh, la loro tifoseria non è "cartonata" e merita rispetto (più di quarantanni fa c'era anche amicizia fra noi), ma nel corso di questo mezzo secolo si è tragicamente bibinizzata. Stesso culto egizio dei morti e delle glorie passate, stesso codazzo di giornalisti/supporter fanatici ed isterici nelle vittorie e nelle sconfitte, stessa pretesa di accreditarsi come rappresentanti unici e nativi della loro città , anche quando storia e composizione sociale delle tifoserie non confermano precisamente le loro affermazioni apodittiche (cioè "è così" perchè "è così"). Dimenticavo! hanno avuto anche Scoglio come allenatore! Allora non può proprio essere una casualità!
  9. 10 points
    Non riguarda la partita in se stessa (ma in fondo la riguarda) non si sa perchè (non si sa, ma si sa! ouh!) il commento pre e post partita oltre che la cronaca che vede la Sampdoria impegnata contro romane o strisciate finisca per essere generalmente urticante.La Sampdoria viene trattata come una squadra "straniera". Dopo duecento anni ci hanno mica restituito i confini della Repubblica di Genova? Te lo puoi aspettare da Teleroma o Telemilano ma mi chiedo se non è sgradevole che la RAI ed altre emittenti nazionali, vedano la partita solo nell'ottica della squadra, per così dire, a più alto bacino d'utenza. Immotivata mestizia se perde, incongruo e provinciale fervore durante la cronaca quando attacca. La Sampdoria ridotta a molesto ostacolo che si frappone alla realizzazione dei desideri dell'altra. Sarò un vecchio Sampdoriano vittimista ma ricordo ancora l'apertura di un "Processo del lunedì" dell'82 (la Sampdoria di Ulivieri era in testa e tutte le cosidette grandi, in quel turno, avevano perso) la valletta Jenny Tamburi (ci vogliono gli innocenti per dire la verità , anche se, fuori del Calcio, proprio "innocente" la Tamburi non lo era) esordì: "Domenica è stata una domenica triste per il nostro Calcio" Mamco se fosse stata eliminata la Nazionale dai Campionati del Mondo! Nè mi dimentico il trattamento mediatico riservatoci alla finale di Coppa Italia del 2009 (riferitomi perchè ero allo stadio e in parte verificato in tempi successivi), pensare che il WEB è pieno di bellissime, spettacolari immagini della Curva Sampdoriana, mentre durante la cronaca fummo "cancellati", lasciatemi dire una parola difficile, scotomizzati Ecco! per usare, invece, una parola semplice, questa gente mi mette anguscia...
  10. 9 points
    Comunque per dirla tutta a me non è mai riuscito di cantare certi cori , intendo tipo ai granata per superga , ai gobbi per heysel o ai napoletani lavali col fuoco ecc, così come non mi è mai riuscito di fare cori per i gemellati, che quando giocano contro di noi (e non solo) mi stanno sul cazzo come qualunque avversario. Mai cantato tanto ma sempre e solo per il Doria o solo urlato per insultare arbitri o calciatori particolarmente merde o per mandare a fare in culo le merde (quelle per antonomasia che ci ritroviamo di fronte un paio di volte all'anno sino a quando non torneranno dove dovrebbero stare )
  11. 9 points
    Io sono per natura un bicchieremezzopienista, e un convinto difensore della Sampdoria, criticavo chi attaccava Montella quando ci allenava e ho sperato fino all'ultimo che Cavasin ci salvasse . Pertanto teniamo quanto di buono fatto in questo campionato, che comunque vada è stato migliore di quello passato e mi auguro che Società e Tecnico riescano a risolvere i problemi che abbiamo palesato quest'anno è che ci hanno tarpato le ali sul più bello. Spero che ci sia una continuità nella guida tecnica e che Giampaolo riesca a garantire un passo costante per tutto il campionato. L'Atalanta ha fatto bella figura in Europa, è arrivato in semifinale di Coppa Italia e oggi dopo molte più partite disputate rispetto a noi è andata a prendere a pallonate una squadra che si gioca il terzo posto e che non più tardi di pochi giorni fa ce ne ha fatti quattro. Quindi non è impossibile correre per quaranta-cinquanta partite e stare concentrati e carichi per tutta la stagione, con ragionevoli e fisiologici cali di condizione che anche l'Atalanta ha subito.
  12. 9 points
    un'ultima cosa: se io avessi mai dovuto sperare in una vittoria dei bibini per togliere punti al milan in modo da rimanere sesti, beh sarebbe una cosa che va al di fuori di ogni pensiero. le merde sono merde e più perdono e più mi fa piacere, e se il milan arriva davanti a noi è perchè se lo deve meritare facendo più punti di noi. e se lo fa battendo le merde.... bene, dovremo batterle anche noi
  13. 9 points
    Ho come l'impressione di non riuscire a far arrivare il mio pensiero. Che non riguarda il piazzamento della squadra, attuale e finale, che non riguarda il raggiungimento o no di El o chissà che altro. E che non riguarda nemmeno un risultato singolo ma riguarda una prestazione singola e cioè quella del secondo tempo di Benevento. Io credo che tra di noi si possa, e si debba , discutere di questo ed io lo faccio a prescindere dal risultato. So benissimo, e l'ho sempre sostenuto, che puoi vincere o perdere con chiunque, Benevento compreso, e se succede non mi scandalizzo ne mi strappo le vesti. La differenza la fa il come perdi ed a volte anche il come vinci. La sconfitta di Benevento è preoccupante nell'analisi del come hai perso e non mi pare preoccupi solo me , mi pare preoccupi anche Giampaolo, anche Pradè anche Ferrero. Giampaolo ha parlato di "fiducia tradita" e di "stress da alta classifica" , Pradè di "motivazioni e di ambizioni". Ferrero non so cosa ha detto , so solo che negli spogliatoi era moderatamente incazzato. Io di questo sto parlando, non del fatto che hai preso tre goal dal Benevento e belin non si possono prendere tre goal dal Benevento. Io sto parlando del fatto che nel secondo tempo è entrata in campo una squadra che sembrava avere il fumetto sulla testa con scritto "dai finiamo sta partita, non danniamoci l'anima tanto questi son grammi dove cazzo vuoi che vadano". E questo è un atteggiamento non sbagliato, di più e vorrei che chi può ,spiegasse ai nostri calciatori che non se lo possono permettere mai. Anche perchè c'è tutto un girone di ritorno da giocare e sarebbe bello farlo come abbiamo fatto quello d'andata, come spirito intendo non necessariamente come risultati.
  14. 9 points
    Riescono a rubare anche perdendo Ps: allegri dice che non si capacita di come stessero perdendo 3 a.0. Te lo spiego io belina: perché nel secondo tempo vi abbiamo fatto vedere come si gioca a pallone
  15. 9 points
    Questo è più cretino di Icardi Solo un cretino può rilasciare dichiarazioni simili
  16. 8 points
    Mi hai preceduto di poco, volevo esprimere lo stesso concetto. Secondo me Ferrero è rimasto più incazzato per gli striscioni che per i cori e ha detto queste parole che non condivido. Più in generale è stata una brutta serata che ha ingiustamente chiuso una stagione per tanti versi positiva e a tratti anche esaltante. Non voglio essere cerchiobottista, ma seconde me tutte le componente hanno le loro ragioni e una parte di torto, parlo ovviamente delle componenti sampdoriane, dei napoletani, dell'arbitro e dei media non mi interessa. La Gradinata ha reagito di pancia, ma poi per me ha sbagliato a insistere, si poteva prenderli per il culo, sedersi tutti e stare muti fino alla fine, girarsi di spalle, insomma siamo capaci di fare cose fuori dagli schemi senza perdere la faccia, come in parte è successo domenica. Ferrero ha fatto bene a scendere in campo, capisco che sia incazzato per le offese, ma le dichiarazioni post partita poteva evitarle, ho trovato di cattivo gusto tirare in ballo i Garrone e prendersela per gli striscioni, anche perché poi penso che gli autori si riferissero più alla squadra che alla Società. Nessuno può mettere in dubbio quanto di buono stia facendo Ferrero e penso che tra qualche anno si raccoglieranno i frutti di questo lavoro, ma purtroppo è evidente che molti sampdoriani (secondo me sbagliando) sono prevenuti nei suoi confronti, come è innegabile che non abbia il carisma per colmare questo gap, e penso che lui ci soffra, è un tipo istrionico e gli piaceva da matti andare sotto la Sud come faceva i primi tempi. Per il bene della Sampdoria mi piacerebbe un riavvicinamento tra la Gradinata e Ferrero, anche se gli episodi di domenica vanno in senso opposto. Direi che l'unico che in questi giorni si è dimostrato saggio è Giampaolo che ha minimizzato la faccenda dei cori, e che ha centrato il problema della delusione della gente per il mancato accesso in Europa. Ci vuole chiarezza sugli obiettivi, anche se nel calcio poi è difficile che le cose vadano poi come si è preventivato. Per esempio siamo arrivati a giocarci le partite decisive senza Quagliarella e Zapata (27 gol in due), sono cose che capitano e che non si possono programmare, nel senso che una squadra come la Sampdoria non può permettersi quattro punte tutte da doppia cifra di reti...
  17. 8 points
    guarda io gli anni di Paolo li ho vissuti molto meno di altri nel 91 ad esemprio avevo 14 anni, la gradinata la frequentavo da tifoso non legato a gruppi, ero abbonato nella Nord non ne sapevo un cazzo, non c'era internet, non conoscevo le dinamiche . Più di Paolo nel mio caso ha fatto un certo sito di un certo gruppo che adesso non c'è più e che tu conoscevi bene. Lì ho imparato e fatto mio quello che già pensavo e sentivo. Lì ho trovato altri sampdoriani come me. Quei sampdoriani oggi si sentono probabilmente come me. Buona parte di loro almeno, ne sono sicuro. Io parto sempre dal presupposto che vado allo stadio per la Sampdoria Per le birrette, le cagate tra amici, etc etc ma soprattutto perchè amo la Sampdoria. E preferisco vedere Sampdoria Monti Pallidi che Real Barcellona. Non mi piace scrivere cose melensi. Ma ieri mio figlio, di 5 anni, prima che io uscissi mi ha detto"papà quando sento Ma il Cielo è sempre più blu e vedo le maglie della Sampdoria mi viene da piangere" Ecco, io, come te ,come altri, quando vedo le maglie della Sampdoria mi placo e mi agito contemporaneamente ma penso soprattutto a due cose: oggi vinciamo e oggi cantiamo forte in modo che si senta anche in campo. A me di cantare napoli colera fondamentalmente non me ne frega un cazzo Son dei pezzi di merda, glielo ricordo, sono scorretti, lagnosi e presuntuosi e glielo ricordo do due botte di Napoli Napoli vaffanculo , insulto Reina e Insigne e poi penso a quello di cui mi frega davvero La Sampdoria E se qualcuno insulta la Sampdoria, esulta sotto la Sud e nessuno dei nostri lo prende per il collo, ogni volta che quel qualcuno tocca palla lo fischio. Ma intanto canto per la Sampdoria Siete più contenti quando fanno vedere la Sud che domina con bandiere e cori o quando ci sono scene come quelle di ieri?
  18. 8 points
    Adesso che tutto è finito posso dirlo: non ho mai creduto allingresso in EL e sinceramente nemmeno mi auguravo di arrivare sesto in modo tale da dover giocare i preliminari. Di buono c'è che per mal che vada finiremo ottavi e quindi non dovremo giocare i turni di qualificazione della Coppa Italia ( è così vero?) Mi accontento di aver disputato un buon campionato, di aver visto belle partite e entusiasmanti vittorie, di aver goduto di un bellissimo calcio come da tempo non vedevo Il prossimo anno mi basterebe non vedere più certe imbarcate e di vincerne qualcuna in più con le squadre di bassa classifica. Giampaolo va o resta?Torreira? Praet? Risponderò dicendo che ho visto partire Vialli e andar via Mancini ......
  19. 8 points
    No nessuno Sabato tutti disponibili Volevo esternare alcuni miei pensieri MASIELLO SUCA GASPERINI PIANGI E SUCA PETAGNA DAMMI UNA FACCIATA NEL CULO
  20. 8 points
    "I tifosi della Roma non hanno ragione di fischiare: LA SAMPDORIA È UNA GRANDE SQUADRA" Alessandro Del Piero su Sky
  21. 8 points
    Stamattina mi sono svegliato presto, come mi accade tutti i Natali, diciamo, da sessantanni a questa parte. Sono andato a guardare sotto l’Albero e vi ho scoperto per me, un profumo, un maglione, belli, ma segretamente speravo di trovarvi una scatola di soldatini….Mi sono svegliato presto perché nel sogno della Notte di Natale mi è comparso il signor Barbagelata, il protagonista di una rubrica della rivista Sampdoria Club della mia gioventù. Nato dalla penna di Gianni Damonte, il signor Barbagelata era a capo di una famiglia Sampdoriana al cento per cento, perno di avventure familiari che ruotavano attorno alle vicende Blucerchiate. Sognatore , lui pure, indefesso, alternava visioni oniriche di belle fanciulle “discinte” secondo i pudibondi canoni dell’epoca (che arricchivano le pagine di quella rivista come le ragazze di terza pagina i tabloid inglesi degli anni ‘80) e di successi della nostra Eterna Ragazza, saggiamente commisurati alle possibilità della squadra di Vieri, Frustalupi e poi di Suarez e Lodetti. A quei tempi sembrava felice dei suoi sogni e non meno Sampdoriano di quelli di oggi. I signori Barbagelata non sono un’invenzione letteraria, esistevano davvero (forse esistono ancor oggi) ed era bello il candido fervore di quelle famiglie Sampdoriane. Conservo gelosamente una letterina di auguri di Buon Natale, inviata a mia madre, trapuntata di scudetti Doriani, probabilmete ritagliati dalle figurine di calciatori degli anni ‘50, proprio da una famiglia sampierdarenese identica ai Barbagelata, il padre entusiasta ma realista, la moglie incline a farsi venire i “patiretti” allo stadio, il figlio scatenato. Vi dico cosa mi ha detto il signor Barbagelata nel sogno: che dovrei essere comunque felice come Sampdoriano, a dispetto dei cacadubbi e mugugnoni, che non è né del servo né dell’aziendalista trarre piacere dalle buone prestazioni, dalle belle vittorie seppur non finalizzate alla conquista di trofei, mi ha soprattutto ricordato quanto sia bello sognare e quanto sia deleterio l’aspettarsi un pronto soddisfacimento dei propri desideri. La Vittoria (con la V maiuscola) ha bisogno di un tempo, di una “gestazione”, lunga, forse, quasi quanto quella del Messia. Lui questa notte pare sia finalmente arrivato. Il provare a crederci “candidamente” non allontana affatto la sua “epifania”, ma ci aiuta a trascorrere un...Buon Natale!
  22. 7 points
    Credo di non sbagliare se dico che il primo abbinamento Napoli -Colera lo ricordo negli sfottò da stadio dal campionato 73\74, quindi quello successivo alla calda estate del 1973 quando scoppiò l'epidemia, non l'ho mai cantato, è una vita che lo sento, mi fa sorridere amaramente l'indignazione a scoppio ritardato di 45 anni, ma mi sembra che sia giunto il momento di inventare qualcosa di nuovo, di più graffiante e quindi più Sampdoriano del vecchio coretto. In fondo abbiamo regalato a questi piagnoni un' occasione in più per presentarsi come vittime. Quella della "simpatica tifoseria partenopea" come sappiamo è un'invenzione mediatica, sullo striscione "Giulietta è una zoccola" hanno costruito una fiction che non corrisponde a verità. La tifoseria del "ciuccio" portato in campo negli anni 50 e 60 ha lasciato il posto a gruppi poco folkloristici, torvi ed infiltrati dalla malavita (anche se le infiltrazioni malavitose non sono un'esclusiva della torcida azzurra). Terzo non facciamoci del male, l'auotolesionismo lasciamolo ai piccioni, la logica del tanto peggio tanto meglio è loro, noi qualcosa da sognare lo abbiamo sempre avuto...
  23. 7 points
    io mi ricordo che mi stanno sul cazzo
  24. 7 points
    Senza andare a rivangare tempi in cui per rigori del genere contro si sarebbe fatta invasione di campo, faccio umilmente notare che solo parlando di questo campionato di rigori del genere ce ne hanno già fischiati contro e, secondo me, ancora più veniali di quello di ieri. Maxi Lopez che è bello grosso che vola per aria violentemente urtato dal belino di Puggioni, Fofana che in ben due occasioni in mezzo a due o tre dei nostri stramazza martoriato sfiorando i peli delle gambe dei nostri, Babacar che cerca di passare per osmosi attraverso il corpo di Regini... Insomma di cosa stiamo parlando, il giocatore della Spal atterra scompostamente sulla schiena di Ramirez, che lo abbia fatto apposta o no poco importa. RIGORE NETTO, come direbbe Spalletti (e a tal proposito cito il rigore all'ultimo minuto contro la Roma l'anno scorso)...
  25. 7 points
    intitolato: Genua: le grandi imprese prima uscita: Vieni avanti Crotone
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