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Showing content with the highest reputation on 02/05/2019 in all areas

  1. 3 points
    Questo forum sta soffrendo un contagio epidemico da previsioni nefaste. Occorrono contromisure serie ed efficaci.
  2. 2 points
    Vinciamo di qui, vinciamo di là!
  3. 2 points
    È il forum del cambiamento
  4. 2 points
    Ziegler ma vaffanculo
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    aveva la vecchissima 500 .......
  6. 2 points
    solo dopo che avrò tatuato l'entrata di Traversa su Carparelli.... tra l'altro se lo facessi nelle zone basse si partirebbe con le ali del pipistrello e grandi aspettative e si finirebbe delusi col pulcino pio....
  7. 1 point
    E poi la Samp il suo regalo me l’ha già fatto”. Cioè? “Mi hanno dato un mazzo di chiavi del centro sportivo di Bogliasco: io e il mio staff apriamo alle 9 e chiudiamo alle 8 di sera. E Ferrero non mi fa mai mancare una scatola di sigari: quello che mi serve ce l’ho già”.
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  9. 1 point
    Questo se sta bene potrebbe regalarci grandi soddisfazioni: piede educatissimo e grande determinazione
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  11. 1 point
    il primo che scrive vinciamo di qui, vinciamo di là, le tabelle ecc, lo faccio inchiappettare da Colley
  12. 1 point
    Ricordo un tempo nel quale, previsioni, tabelle e pronostici erano visti come il male assoluto.
  13. 1 point
    Leccasse meno e tirasse di più
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    Domenica murru squalificato Copacabana Carnevale di Rio
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    Bella intervista sulla cazzetta al nostro Mister Sampdoria, Giampaolo: "Io e Quagliarella opposti e felici" A tu per tu con il tecnico blucerchiato: “L’unica mia sconfitta è non vedere la squadra giocare a calcio. Quagliarella in Nazionale? Mancini ha smesso a 36 anni, sa di che si parla” 01 FEBBRAIO 2019 - MILANO Giampaolo, un paio d’anni fa ci disse: cerco progetti, non panchine. Lo ha trovato? “Quello che dissi è coerente con il progetto ampio che stiamo portando avanti: gioco, crescita del parco giocatori, strutture”. E allora perché da poco ha detto che le tocca portare la croce? “Tocca a tutti gli allenatori: è colpa nostra quando lo è davvero, quando siamo colpevoli a metà, quando non lo siamo. La devi portare, oggi funziona così”. Per questo sostiene di aver ormai represso il suo diritto a sognare? ”Mi riferivo al sogno di allenare un grande club, dopo essere stato più o meno vicino a Juve, Roma (parlai con Sabatini), Milan (idem con Galliani). Non è che non mi interessa più, è che oggi vado oltre: veicolo tutte le mie energie sul presente, il quotidiano. Senza voli di fantasia”. I giocatori danno qualità, l’allenatore una logica»: è una logica di fantasia, la sua? “Oggi la mia logica è chiedere ai giocatori di portare la mia idea a un livello anche più alto dell’idea stessa. Con la loro qualità, non si scappa: l’allenatore è un prestatore d’opera, senza qualità non si gioca bene a calcio. E quell’idea abortisce”. E la sua Samp gioca bene per la qualità che ha a disposizione? “Sarei presuntuoso se lo dicessi io: lo dicano gli altri. La mia ambizione è che la Samp sia una squadra riconoscibile. E che i miei giocatori si divertano perché corrono con la palla come facevamo da bambini, non perché corrono e basta. Il calcio deve essere divertimento organizzato”. Lei dopo una partita dice spesso: «È stata colpa mia». Troppo spesso? “Sono molto autocritico, me la prendo quasi sempre con me stesso: ecco perché ho detto che questo lavoro mi consuma. Non è questione di darsi colpe, ma di cercare la perfezione: sono e devo essere io l’organizzatore di quel divertimento”. Dunque respinge l’accusa che le sue squadre sul più bello si fermino? “Luogo comune. Anzi, grandissima scemenza. Dipende tutto da un paio di domande. A quale ‘bello’ si deve arrivare? E chi stabilisce qual è il bello? Chi può farlo? Il bar? Io mi faccio giudicare solo dai risultati”. E non arrivare in Europa la considererebbe una sconfitta? “No: la Samp è un club che ha ambizioni europee per la sua storia e per la sua voglia di crescere, ma è anche un club che ogni anno riparte non da capo, ma quasi. L’unica mia sconfitta è non vedere la mia squadra giocare a calcio”. Sue parole, sempre di due anni fa: «Quagliarella può ancora migliorare». “Non mi ero sbagliato... Credo che Fabio abbia trovato giovamento nel giocare più vicino alla porta. Corre ancora tanto, eh?, ma ha compiti difensivi solo nella metà campo avversaria. Gli ho chiesto di divertirsi, ma lui è andato oltre: a volte fa cose quasi invisibili, da fuori. Oggi riguardavamo il video di Samp-Udinese e ho detto ai miei collaboratori: ‘Salvate la clip con questi due smarcamenti di Fabio, è da far vedere agli attaccanti più giovani’”. In certi casi ci si chiede sempre se c’è un segreto. “Fabio ha giocato in squadre top, con giocatori top, ha respirato aria di vittorie: gli restava solo da raffinare il suo patrimonio, e ha avuto voglia di farlo”. Fosse in Mancini lo chiamerebbe in Nazionale? “Mancini lo chiamerà, pare... E non ha bisogno di dargli un contentino, come Quagliarella non ha bisogno di averne uno. Il Mancio è un ex grande attaccante che ha giocato fino a 36 anni, gli anni che oggi ha Fabio: sa di cosa si parla”. Quando è arrivato Gabbiadini la sua accoglienza a parole è sembrata un po’ fredda. “Stavo solo ‘difendendo’ chi c’era già: non mi piace quando arriva X e oscura mediaticamente Y e Z”. Se fosse arrivato a Napoli dopo Sarri cosa avrebbe fatto? “Il Napoli di Sarri era un continuo dipingere opere d’arte, ma Ancelotti era il miglior pittore che il Napoli potesse prendere. Sarei presuntuoso se dicessi: ‘Avrei cambiato, non avrei cambiato’. Lui ha cambiato e la sua grandezza è stata portare la squadra a giocare in un altro modo senza traumi: forse poteva riuscirci solo lui”. Una cosa che gli invidia? “Mi basterebbe anche solo uno dei trofei che ha in bacheca”. E un giocatore? “Ne ho avuti due: Mario Rui, che non ha rivali nel mettere la cattiveria che serve ad alzare il livello di competizione, e Zielinski, il centrocampista più forte che ho allenato. Straordinario anche se fuori dal contesto di un’organizzazione di gioco: un centrocampista universale”. Che Napoli ha visto contro il Milan? “Vado oltre i risultati: squadra con una qualità offensiva straripante, ti costringe sempre a difendere con tanti uomini. Ma se pensi solo a difenderti, quelli ti consumano di palleggio; se trovi la forza di proporre e riproporti, come minimo alleggerisci la pressione”. A quanti anni di distanza è il Napoli dalla Juve? “La distanza non è in campo, ma fuori: oggi il calcio è rassegnato di fronte al dominio ‘strutturale’ della Juve e il problema è che con il passare degli anni la forbice può ancora aumentare. L’unica speranza è un loro calo motivazionale e un’improvvisa, contemporanea competitività di una rivale”. Ferrero ha detto che per Zapata la strozzerebbe: la sua verità? “Siamo in ritiro a Ponte di Legno, mi avvicina Osti e mi fa: ‘C’è una grande offerta per Zapata’. Ho obbedito. E comunque la Samp non lo ha regalato e lui l’anno scorso aveva fatto 11 gol in tutto, non 15 a fine gennaio”. Ogni tanto pensa: “Ah, potevo avere la coppia Quagliarella-Zapata...”? “No, perché l’ho avuta. Ceduto Zapata ho pensato a Defrel e sono contento di avere Defrel”. Quando rinnoverà il contratto con la Samp? “Ma io ne ho già uno fino al 2020, c’è tempo... E poi la Samp il suo regalo me l’ha già fatto”. Cioè? “Mi hanno dato un mazzo di chiavi del centro sportivo di Bogliasco: io e il mio staff apriamo alle 9 e chiudiamo alle 8 di sera. E Ferrero non mi fa mai mancare una scatola di sigari: quello che mi serve ce l’ho già”. Domanda al Giampaolo gourmet, non all’allenatore: l’ultimo grande piatto che ha mangiato? “Lumache di terra, in collina qui a Genova. Mi sono ricordato di quando mio padre le raccoglieva dopo i temporali, le puliva e le teneva lì una settimana prima di cucinarle”. Elogio della lentezza? “Le lumache sono come il sigaro che fumo, come una barca a vela che va. Elogio della riflessione, dei tempi scanditi con ritmi opposti a quelli che ti impone il calcio: è anche questo che mi consuma”.
  16. 1 point
    Notare: Dessena lanciacori Murru con A gigante Storari tamarrissimo Salamon spaesatissimo
  17. 1 point
    no, no .... ho avuto l'influenza davvero 🙂
  18. 1 point
    Conacci non sei nessuno, chiunque al tuo posto si sarebbe leccato i baffi a poter imparare qualcosa da un giocatore come Quagliarella Sei solo una colossale testa di cazzo
  19. 0 points
    vi mando Colley specialmente a quello con Fanfani come avatar
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