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Showing content with the highest reputation on 04/13/2018 in all areas

  1. 4 points
    Ci ha riportato in a dopo 4 anni davvero che erano una sofferenza, e la sua prima samp la ricordo sempre con affetto e ci son legato. ..i 3 derby su 3 , flachi bazzani , le punizioni di volpi, sacchetti,grandoni e conte, e Ciccio pedone che segna a vicenza , e il pareggio di messina dopo tre autogol , e il funerale ai c1noani....poi anche la sua samp che x un punto di merda non arriva alla champions nel 2005 con i sei pali nelle ultime due giornate , con il cinese rossini come punta , con vitaliano kutuzov , con i vari tonetto , castellini , Falcone, flachi in grande spolvero...eh la coreografia fantasie che volano libere.....eh si bei tempi blucerchiati
  2. 2 points
    Una testimonianza interessante (da ruttomercato): L'ex allenatore della Samp, in una lunga intervista rilasciata ai taccuini de La Repubblica, oltre a ricordare quella gara (ndr vittoria a juve), ha voluto dare un curioso consiglio all'attuale tecnico dei blucerchiati: "Sbagliai a lasciare la Sampdoria. In senso buono, è stata la mia rovina, perché ci penso sempre, ogni volta che arrivo in qualche piazza, cerco di ripetere ciò che ho fatto a Genova. Ma è impossibile, perchè la Sampdoria per lavorare è una società unica, organizzata, con un ambiente eccezionale e una tifoseria stupenda. Un consiglio a Giampaolo? se può non lasci la Sampdoria. Io mi pento ancora adesso...".
  3. 2 points
    x dire che quella squadra aveva in attacco rossini e sfiorò la champions...cmq se non sbaglio rossini segnò il gol n 2000 della samp in serie a quando vincemmo due a zero contro il livorno
  4. 2 points
    Ehi, vecchio mio, non è che ti stai anacolutizzando tu? hai forse fatto un mix tra Iachini e Novellino? Sii sincero?
  5. 2 points
    Vinciamo non facile su rigore al 94*
  6. 1 point
    Ogni Sampdoriano dovrebbe non dico imparare a memoria i concetti base di questo scritto, ma almeno essere convinto della verità di quanto scritto. Che io e i vecchi del Forum come me possono senza esitazione confermare. E ci sarebbe anche dell'altro. E un molto bravo a Luigi che lo ha postato. Me lo inquadretto e me lo appendo. Aggiungo: notate, e lo dico senza tema di smentite, la purezza, la nitidezza di quanto scritto senza l'ombra di roboante retorica e invenzioni come siamo abituati a leggere quando si mettono a scrivere e a parlare quelli là. Scusa, Luis, da dove lo hai tratto?
  7. 1 point
    Storia. "L'infinito sta nei calzettoni. Nelle strisce bianche e blu che abbiamo ereditato dai nonni nobili, quelli dell'Andrea Doria, e che gli insopportabili stilisti del calcio ci hanno scippato: ma un giorno le cose torneranno a posto, proprio come è successo quel giorno là. Era il 17 marzo del 1974. Mancavano tre secondi alla fine del derby e l'arbitro aveva già il fischietto in bocca e le gote gonfie come quelle di una rana. I bibini stavano vincendo per uno a zero. Gol di Derlin, capite. Uno può anche prendere tre pere da Milito e farsene una ragione, è la legge dello sport: ma da Derlin. Comunque i bibini stavano vincendo e facevano la ruota, come si conviene ai tacchini tout court e a quelli rossi e blu in particolare: glu, glu, glu. Pioveva. Faceva freddo. Fu allora che Dio prese le sembianze di Mario Maraschi. Maraschi aveva 34 anni ed era quasi calvo, aveva un accenno di pancetta, le gambe storte e le borse sotto gli occhi. Era al centro dell'area, a tre secondi dalla fine, perché facendo finta di niente si stava avvicinando agli spogliatoi che allora avevano l'ingresso sotto la gradinata Sud: a casa, confidò più tardi agli intimi, la moglie gli aveva preparato gli ossibuchi. Non vedeva l'ora di sedersi a tavola. L'ultimo traversone della partita lo intuì. O forse scivolò. O magari qualcuno lo avvertì con un urlaccio, non si è mai saputo di preciso e lui ha sempre preferito restare sul vago. Fatto sta che i calzettoni a strisce bianche e blu di Mario Maraschi si trovarono all'improvviso perfettamente paralleli al terreno di gioco, e al termine dei calzettoni c'erano un paio di scarpini da calcio e il pallone planò esattamente lì. Glu glu glu, facevano i bibini. Glu glu glu. Maraschi levitò come un medium in trance e ai giornalisti sportivi che più tardi azzardarono la domanda intelligente, «ci racconta l'azione?», provò a spiegare. Che a suggerirgli la rovesciata era stata la tribuna quasi tutta rossoblù, il potere a Genova si è sempre vestito a quarti ma 35 anni fa figuratevi. Il sindaco, il cardinale, il presidente degli industriali, i professionisti, i capataz dell'aristocrazia operaia che già minavano il futuro del porto e delle grandi fabbriche a partecipazione statale. Tutti con il biglietto omaggio e la cravatta scura, anche se era domenica. Con le mogli a casa e le mamme anziane a passeggiare in Castelletto, il turbante in testa e il bastone brandito per pura cattiveria contro gli stinchi dei ragazzini. Maraschi disse che non aveva mirato il palo opposto ma la spocchia della genovesità, autoreferenziale e mistificatoria. Quella che pretende di avere scoperto l'America e l'acqua calda, che è avara di sé prima ancora che del suo denaro, che si ammira allo specchio perché cosìè più facile guardare indietro, e non bisogna fare la fatica di rimettersi in gioco. Maraschi colpì di collo e urlò ai 55.772 spettatori che la più antica squadra di calcio italiana era la Pro Vercelli 1892, come testimoniano i documenti e il sito internet, che il Genoa aveva esordito con la maglia bianca per passare a quella biancoceleste della Lazio e poi aveva cambiato i colori sociali altre due volte, e addirittura il nome, vergogna!, in omaggio al Fascio; che il suo stadio era a Ponte Carrega perché a Marassi giocava l'Andrea Doria e anzi sotto la Nord c'era la mitica Cajenna, che nell'albo d'oro della Lega Calcio il primo scudetto è assegnato al Torino perché il Genoa ha vinto semplicemente la coppa Duca degli Abruzzi e non il titolo nazionale, che Gianni Brera tifava «per le squadre milanesi, naturalmente», come confessò in una memorabile intervista a Prima Comunicazione; e che non ci sono mai state le cinque finali Genoa-Bologna perché la finale fu Bologna-Roma, due a zero e quattro a zero? Osò tanto, Maraschi? Infierì, aggiungendo che finalmente i genovesi potevano guarire dal complesso di Edipo, prendendo a calci il padre rossoblù con il suo razzismo scambiato per sfottò, «il vostro derby è col Palermo», «benvenuti in Liguria», «Uno scudetto non basta / o doriano terrone?» Pareggio, fu. Uno a uno, e i Lupi di Mare intuirono allora che sarebbero arrivati Vialli & Mancini e il tricolore, e il record blucerchiato di presenze allo stadio (quanti erano i bibini, con il Lille? Diciassettemila?) mentre tutta la retorica genoana si sarebbe dissolta come la serie A dopo la storia della valigetta. I Lupi di Mare rotolarono sul prato, al gol di Maraschi, mentre stormi di aironi si levavano in volo e in cielo si stagliava il profilo del filosofo cinese Lao Tse: «Quello che per il bibino è la fine del mondo - disse Lao Tse - per il resto del mondo è la Sampdoria». E adesso ridateci i calzettoni a strisce bianche e blu". Paolo Crecchi
  8. 1 point
    Non hai capito. Intendevo che Rossini era giapponese e non cinese A me il ragazzo non dispiaceva,anzi pensavo avrebbe fatto una carriera migliore! Al gol n.2000 ero all'oktoberfest a Monaco
  9. 1 point
    ricordi bene. Scommesse con mio padre e mio fratello su chi l'avrebbe fatto, Flachi, Volpi, Bazzani..... quando ho visto quella palla con la porta vuota e lui che arrivava a darci di testa con quel muccetto dietro ho provato delusione forte
  10. 1 point
    Pronti. Stuardo dito più veloce del West
  11. 1 point
    Ecco Cillo beccati 'sta risposta, incarta e porta a casa Ho già il coro pronto: LA SCHEDAMADRE DEL PC È UNA PUTTANA
  12. 1 point
    Ah io c'ero insieme a Bigman, non ricordavo il risultato ma ricordo la nostra "feroce" ( ) contestazione a Karembeu tra gli sguardi straniti dei madridisti che non capivano.. ( lui già promesso sposo del Madrid nella stagione successiva e da noi pascolava già con largo anticipo...non mi ricordo se a Dicembre era già fuori squadra o qualcosa del genere...)
  13. 1 point
    Era 30 dicembre 96 1a0 real rigore di Suker .....
  14. 1 point
    Si ma dell amichevole che dicevo io? Era la samp di mancini montella, io la ricordo quella partita
  15. 1 point
    Mi mancavano un pò gli anacoluti del wan ..."in senso buono è stata la mia rovina "
  16. 1 point
    Rigore solare, spiace e sono sincero perchè dopo una partita così al Santiago Bernabeu uscire al 93° fa sicuramente girare i coglioni. Però il rigore c'era. Spero che qualcuno spieghi a buffon agnelli chiellini ecc ecc che questo è lo sport , si vince e si perde per episodi e che se un rigore c'è lo si deve dare sia la 1° minuto che al 95°, così come un'espulsione....
  17. 1 point
    posso dire una cosa molto terra terra? la dico A me i topi mi hanno sempre dato delle grandi facciate nel culo Anzi, a noi i topi ci hanno sempre dato delle grandi facciate nel culo, come dimostrano trofei, piazzamenti finali, derby, numeri allo stadio Nonostante ci fosse il farmacista che andava a Modena, anziché a vedere la finale di coppa Italia; nonostante Siri, De Andrè , Gianni Brera e tutti i belini che se li strangolano
  18. 1 point
    tra 20 scade quello di Iacopino
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