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Un disco per l'estate by Doriastuart

cillo2461

Abbastanza spesso capita nella nostra vita che una canzone ne segni il momento. Il 7 giugno 1964 resta indelebile nella mia mente per quello che è successo e per le note di una canzone che, in quel giorno e in quel periodo, divenne, oggi si direbbe, un tormentone. La canzone vinse il concorso "Un disco per l'estate" di quell'anno e fu scritta da tale (se non ricordo male) Franco :pffs:  Cassano e si intitolava "Sei diventata nera" e la cantava un gruppo i Los Marcellos Ferial che erano italianissimi, ma che per motivi commerciali si facevano passare per messicani. Quella canzone risuonò per tutto il tempo in cui le squadre non erano in campo dagli altoparlanti dello stadio. 

Ah, già, le squadre.... 

Quell'anno la Sampdoria, allenata da Ocwirk, terminò il campionato a pari punti con il Modena e dovette effettuare lo spareggio con i canarini e, per quelle sorprese che solo il calcio può riservare, quello stesso giorno si decise lo scudetto con un altro spareggio tra Inter e Bologna. 

I giorni che precedettero il nostro spareggio furono trafelati al massimo; era la prima volta che la tifoseria Sampdoriana era chiamata a organizzare una trasferta, si presumeva di massa, e lo scetticismo ridanciano di stampa e quelli là era una costante quotidiana. Ma la risposta andò oltre ogni aspettativa: ventimila Sampdoriani partirono per Milano. 

Io ero un ragazzo, alla mia seconda (!) trasferta (a quei tempi non usava molto e poi ero minorenne), ma assieme a mio papà non ebbi problemi a partire. L'ansia fu notevole, ma più per il possibile risultato che per l'avventura in sè. Comunque venne il 7 giugno e ci recammo a Brignole dove ci attendeva il nostro treno speciale, organizzato dalla mitica Pierbusseti ( i più vecchi del Forum ricorderanno i manifestini che propagandavano le nostre trasferte in treno). Ero talmente invasato di partire che non mi accorsi nemmeno di come mi vestii: quando ero alla stazione dal binario vedevo che la gente mi guardava un po' così, allora mi resi conto che mi ero messo un paio di pantaloni blu e una maglietta (alla Celentano si chiamavano allora con il collo coreano e tre/quattro bottoncini a chiuderlo- mi piaceva-) rossa :insoddisfatto:: per fortuna avevo sulle spalle una maglia della Sampdoria, di quelle che si vendevano allora, senza scudo sul cuore, senza colletto, ma a V, insomma aveva i nostri colori e basta e quella era un po' il mio lasciapassare in mezzo ai nostri. 

Stava per cominciare una trasferta che ancora oggi mi è rimasta nel cuore, non tanto per la mia partecipazione quanto per il signficato che ebbe e per i sentimenti che suscitò n me. 

La trasferta in treno: la più ambita, almeno un tempo, forse ancora oggi, per me certamente , spero anche in molti di noi perchè è quanto di più aggregante possa esistere. Brignole brulicante e rumorosa, ma non molesta, anzi allegra, un po' incosciente, giovane e anziana per i tipi che vi parteciparono. Niente sciarpe, non esistevano ancora, ma tante bandiere, non grosse, ma ben visibili. Il treno parte e il frastuono nella galleria che collega Brignole a Principe è indescrivibile, da pelle d'oca, il Doria-Doria è incessante e durerà fino al ritorno  Genova. A Principe quel treno si riempie ancora di più, ma è  Sampierdarena che gli scompartimenti scoppiano. Lo spettacolo fino a che non usciamo dalla Valpolcevera è amorevolmete pazzesco: quasi non c'è finestra ce non abbia un nostro stendardo a sventolare con tante donne alle finestre a incitare, applaudire, salutare. 

Si arriva a Milano, città per metà impegnata nell'attesa di uno spareggio per lo scudetto e per metà concentrata a gufare, così che il grosso dei nostri si avvia indisturbato verso S.Siro. 

La maggior parte di noi non era mai stata in quello stadio e quasi un timore reverenziale ci colse all'ingresso perchè ai tempi quello era il tempio del calcio italiano. Sembrava immenso, ma se non lo  fecero le nostre presenze, senza dubbio lo riempì il nostro tifo. Nel mio ricordo c'è che riempimmo i, chiamiamoli, distinti di un lato e metà dell'altro a diretto contatto con i modenesi. Nell'attesa "Sei diventata nera" riempì le nostre orecchie talmente tanto che anche nei giorni a venire era difficile da dimenticare. A quei tempi non c'erano i cori di oggi, perciò l'incitamento era un soltanto "Doria-Doria" che riecheggiò instancabile fino alla fine. 

Tutti sappiamo come andò a finire, l'urlo ai goals non ebbe nulla di diverso da quelli odierni e il viaggio di ritorno fu trionfale, bandiere, maglia, teste fuori dai finestrini fino a Genova, in fondo per noi era la prima "finale" vinta e dalla Valpolcevera a Brignole si ripeterono al contrario le scene dell'andata. 

Nota di...colore: a MIlano furono individuati alcun bibini che si erano avventurati in mezzo ai modenesi per portare il loro contributo. Inutile dire che il titolo della canzone dei Los Marcellos Ferial divenne la loro carta d'identità. 

Nota di....colore bis: nel 1978, in occasione di Fiorentina_genua, ultima di campionato due sportivissimi rappresentanti del Graffiti e dello Squalo resero il favore,andando a tifare in mezzo ai viola e i pareggio finale significò la retrocessione blurossa: i nostri due tornarono a csa più blucerchiati che mai.  

Tornando allo spareggio, potrà mai un Sampdoriano che l'ha vissuta dimenticare una giornata così? 

Un anno dopo, sempre a giugno, al Palasport avrei avuto la fortuna di vedere dal vivo i Beatles, ma questo fa parte di un'altra storia oltre che di un'altra tonnellata di ricordi bellissimi.  

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