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Visualizza Versione Completa : 06/01/2002: Siena-Sampdoria 0-4, silenzi e suoni



Acquascooter
24-09-08, 18:21
Stavolta le righe che scriverò non aggiungeranno nulla alla storia della Sampdoria di quegli anni, durante quella stagione di cambiamento, ed al patrimonio di idee, di progetti, di speranze che comunque albergavano in molti di noi anche negli anni più duri. La mia vuole essere soltanto una testimonianza di una partita – vissuta in una domenica di Epifania – che può spiegare, forse, perché nonostante il momento difficilissimo si continuasse a sostenere l’Unione Calcio Sampdoria.

Non è che poi siano passati così tanti anni da quel 6 gennaio 2002, e cercherete di comprendermi se i ricordi di quei giorni mi affiorano alla mente soprattutto come suoni e silenzi.

Il nostro silenzio, più che altro di attesa, dei giorni precedenti quel viaggio a Siena riguardava soprattutto il clima surreale che si era creato intorno alla Sampdoria, tra gruppi anglo-arabi da duecento miliardi delle vecchie lire ed un presente di lotta dura nei bassifondi della serie B. Ricordo bene i primi giorni del nuovo anno con voci strane e paventati acquisti come Godeas o Caccia, con la fantomatica trattativa che accelerava ed improvvisamente si fermava. Il silenzio più che giustificato di Enrico Mantovani per una situazione che si faceva via più nebulosa ed al contempo chiara nella sua insussistenza.

I loro suoni, più che altro di disturbo, dei giorni precedenti quel viaggio a Siena riguardavano soprattutto le indiscrezioni più disparate, le voci più incontrollate, il godimento di taluni nel vedere che i soldi promessi proprio non c’erano e le garanzie bancarie si volatilizzavano e molti che blateravano alle spalle della Sampdoria e della famiglia Mantovani.

Il nostro silenzio, gravido di attesa, nelle ore precedenti la partita, con Luiso in recupero da un’influenza, ma soprattutto Flachi che si bloccò in allenamento proprio alla vigilia di Siena. Ed il giorno della partita, quella domenica dove la Befana decise di portare non solo carbone, il silenzio di tutti quelli cui della trasferta di Siena interessava poco, perché aspettavano un nome e le cifre da apporre su un contratto. Sciacalli, tanto loro quanto quelli che non avrebbero mai potuto onorare la fideiussione che gli avrebbe permesso di divenire proprietari dell’Unione Calcio Sampdoria.

I nostri suoni, quelli delle quasi 2000 persone che si misero in viaggio per la Toscana in un giorno che normalmente si dedica alla famiglia come chiusura delle festivitÃ* natalizie. Ovvio che quel giorno ci fosse qualcosa di più importante. Ricordo il viaggio con un amico di cui ho perso negli anni le tracce e due suoi amici che a parte quel giorno mai avrei più rivisto. La sosta all’autogrill di Brugnato, il pranzo ai piedi della collina di Monteriggioni, il parcheggio prima della salita che porta allo stadio senese: neanche una parola sulle vicende societarie, solo la speranza di dare una svolta positiva ad una stagione difficile ed una domanda insinuante, continua, maniacale: ma alla fine quanti saremo oggi al Franchi?

I silenzi senesi di fronte alle loro prime esperienze in un calcio di livello: uno stadio semivuoto, non ricordo se tre, quattro o cinquemila paganti, di fronte all’incedere dei suoni, rombanti, di tutte quelle persone che non solo occuparono la solita, terribile, curvetta semovente, ma dilagarono anche nella curva adiacente. E chi mai si sarebbe aspettato una simile dichiarazione d’amore in un momento così nero? Forse chi non conosceva davvero i Sampdoriani.

Per i quali esistono da sempre silenzi personali, sovrastati da suoni collettivi. Gli stessi silenzi rabbrividenti ogni volta che Mondini volava o che Sanna levava la palla ad un centimetro da pochi centimetri dalla riga di porta, sovrastati dai suoni di una partenza a razzo che si trasformarono in boato di fronte all’imperioso stacco di testa di Luiso ed alla girata spettacolare di Esposito al quarto d’ora. Due a zero dopo quindici minuti, roba da stropicciarsi gli occhi.

Silenzi e suoni. Silenzi in campo ripensando al suicidio di Ancona ed al terzo gol che non arrivava con la squadra sempre più rannicchiata su sé stessa e Mondini che prendeva tutto sui sempre più convinti attacchi bianconeri. Suoni sugli spalti a rinnegare il riaffiorare di quell’incubo ed a sospingere la squadra a colpire in contropiede. Dovemmo aspettare la fine, ma quegli ultimi minuti furono bellissimi con l’incredibile magia di Iacopino al 90’, i due pali a portiere battuto, il sigillo di Tricarico quando il recupero stava per terminare.

Ed il canto incessante, folle, quasi ottuso, perché non ce ne fregava nulla di nulla in quel momento: facevamo l’unica cosa che sappiamo fare veramente bene, sostenere l’U.C. Sampdoria.

Il ritorno a Genova, quel giorno, fu uno dei più lievi che io ricordi. Fra i ricordi, c’è anche il canto di una ragazza, sulla via di casa, all’autogrill di Sestri. Cantava il “Chi si accontenta, gode”, da sola, seduta su un marciapiede ai margini di una piazzola. Il più bel “Chi si accontenta, gode” che io abbia mai sentito, anche se di quella ragazza, sicuramente bella e giovane, non ricordo nulla, neppure il viso.

E l’indomani, sembra incredibile, tutto tornò come prima. Ma quel giorno, quel 6 gennaio 2002, i suoni blucerchiati prevalsero su qualunque silenzio.

Un tempo che non c’è più, qualcuno dirÃ* “tanto meglio”, io dico che è sempre meglio ricordare, perché per giudicare bisogna rammentare sempre tutto. E tutto, spesso, non è neppure abbastanza.

FORZA RAGAZZI!!!

djsmith
10-12-08, 22:58
E' stata una delle trasferte più divertenti con Gian West Ham. C'erano pure Dave e Tony dall'Inghilterra che in 90 minuti hanno visto bandiere, striscioni, sentito petardi, tamburi, annusato fumogeni. Il numero di birre non me lo ricordo più, ma potete immaginarlo. Mi dissero che in 90 minuti aveva visto e sentito quello che non vedevano ormai da anni ed anni, erano contenti di tutto.

Tasso
16-12-08, 13:19
Quel giorno segnò l'inizio della Storia tra me e la Tassa....non lo dimenticherò mai....come Samp - steaua, la nascita di Valeria alle 15.29.....

mauryelmogroup
16-12-08, 13:26
presenti in neanche 1000 eravamo in 800 una bolgia della madonna,ero presente con una macchinata,finita la partita sembrava che avessimo vinto la coppa delle coppe.
i bibini in quel periodo sopra di noi li agguantammo in quella partita

Tasso
16-12-08, 15:16
http://www.fototifo.it/eventi/20012002/siena-sampdoria_30/20012002_siena-sampdoria_012.jpg

tusciu
16-12-08, 17:16
http://i198.photobucket.com/albums/aa163/tusciu/20012002_siena-sampdoria_012.jpg

Acquascooter
16-12-08, 17:57
I silenzi senesi di fronte alle loro prime esperienze in un calcio di livello: uno stadio semivuoto, non ricordo se tre, quattro o cinquemila paganti, di fronte all’incedere dei suoni, rombanti, di tutte quelle persone che non solo occuparono la solita, terribile, curvetta semovente, ma dilagarono anche nella curva adiacente. E chi mai si sarebbe aspettato una simile dichiarazione d’amore in un momento così nero? Forse chi non conosceva davvero i Sampdoriani.


http://i221.photobucket.com/albums/dd76/MattAs_bucket/20012002_siena-sampdoria_006.jpg

Questa dovrebbe rendere un po' più l'idea su quanti si fosse...

Dukadoria
17-12-08, 00:10
http://i221.photobucket.com/albums/dd76/MattAs_bucket/20012002_siena-sampdoria_006.jpg

Questa dovrebbe rendere un po' più l'idea su quanti si fosse...


questa foto trasmette un sacco di idee ..... troppo bella.