Visualizza Versione Completa : Giovanni Lodetti
Anche se poco conosco dei trascorsi blucerchiati di questo piccolo, grande campione di pura schiatta meneghina (Basletta in milanese vuol dire "mento bislungo") mi è sempre rimasto impresso il suo sentirsi blucerchiato dentro: fin da quando se ne andò da Genova, ha sempre parlato bene di noi, e specialmente del tifo che definisce "unico, nel panorama nazionale" e della societÃ* Sampdoria "piccola, ma bene organizzata e dalla grande serietÃ*. ...i soldi erano pochi, ma venivamo pagati puntualmente, cosa che non sempre accadeva allora, anche nelle societÃ* più blasonate".
Anche adesso, quando è ospite delle trasmissioni sportive delle tivvù private milanesi, ha sempre una parola affettuosa e colma di rispetto per l'universo blucerchiato.
Quando arrivò da noi era ormai alla fine di una lunga e onoratissima carriera di onesto e fedele scudiero del grande "abatino" mandrogno, il primo "bimbo d'oro" del calcio italiano , aka Gianni Rivera:se nel Milan del "Paròn Rocco" lui fu la luce, Lodetti ne era il gregario raccatta palloni e stronca avversari, sempre però in modo corretto e mai violento (al contrario del rude e quanche volta spaccaossa Romeo Benetti, che fece il percorso inverso, essendo esploso nel grande calcio alla Sampdoria per poi finire ai rossoneri proprio come successore di Lodetti).
Giovanni era l'umiltÃ* fatta persona.
Anni e anni di scudetti e Coppe non gli avevano fatto perdere il senso della realtÃ*.
Si racconta -e non stento a crederlo - che sino a qualche anno fa si presentasse nel Parco Lambro per poter sgambare un pò in qualche partitella fra scapoli e ammogliati...ebbene, un giorno gli astanti si accorsero che quel vispo signore di mezza etÃ* aveva qualche cosa di particolare..di conosciuto..insomma, si vedeva che era del mestiere, e che mestiere: a 50 anni passati, dava filo da torcere a gente di vent'anni più giovane.
Ebbene, un giorno uno di costoro gli si avvicinò durante una pausa di gioco e gli disse."Lo sai che assomigli molto a Lodetti? ".E lui:"Me lo dicono tutti", e via a correre dietro al pallone.
Questo era (e per fortuna ancora è) Basletta, uno degli ultimi gentiluomini del calcio che abbiamo amato e che purtroppo non c'è più.
byez
Poldo
Al "vecchio" Poldo rispondo con un'intervista rilasciata dal grande "Basletta" qualche anno fa:
- ..... Di lì a breve, invece, Lodetti si ritrovò alla Sampdoria.
"Erano altri tempi, non c'erano procuratori o che, allora la societÃ* era padrona del tuo cartellino.
"Manco a dirsi il colpo fu durissimo: "Mai mi sarei aspettata una cosa del genere, dopo tanti anni in rossonero: in più passare improvvisamente dalla lotta per lo scudetto a quella per non retrocedere fu uno shock."
- Fra l'altro non era un vecchietto...
"Certo che no: avevo ventotto anni, e nonostante le mie sgroppate ero tutt'altro che scoppiato. Non mi spiegai mai quel trasferimento."
- Come prese Genova?
"Voltai decisamente pagina, determinato a fare bene. Diversi fattori mi aiutarono, da subito. L'ambiente blucerchiato era bellissimo, sereno, rilassato, sia a livello societario, con il presidente Colantuoni, sia nella figura del mister, il grande Fuffo Bernardini. Per non parlare dei compagni: uno splendido gruppo di giovanissimi, fra i quali Marcello Lippi e Marco Rossinelli, ai quali mi venne chiesto di fare da chioccia. LÃ* davanti, invece, era arrivato Luisito Suarez, un grandissimo campione, avversario in tanti derby e ora mio compagno. Bernardini mi trasmise subito una grande fiducia subito affidandomi la fascia da capitano.
Fu importante per il mio morale"
- Quella Sampdoria, però, aveva perennemente l'acqua alla gola...
"La salvezza arrivava sempre all'ultima giornata, ma arrivava. Non c'erano isterismi, tensioni, né in squadra né fra i tifosi. Per uno condannato a vincere sempre, come esigeva la piazza di San Siro, era strano e piacevole."
- In maglia blucerchiata Lodetti disputerÃ* quattro campionati, sempre con la fascia da capitano: trenta presenze su trenta nei primi tre anni, 27 nel 73-74.
"Saltai le ultime tre gare perchè, con la squadra ormai retrocessa, si volle dare spazio a qualche giovane."
- Ricordi?
"Tanti, belli: l'ottavo posto nel 71-72 con Heriberto Herrera allenatore, la salvezza all'ultimo istante nel 72-73, con il gol di Loris Boni a Torino a tredici minuti dalla fine... Combine? Assolutamente no! Il Toro aveva il dente avvelenato, l'anno prima aveva perso lo scudetto proprio a Marassi, quando annullarono il gol del 2-2 ad Agroppi... E poi i derby, il primo derby Sampdoria-Genoa, entrambe in serie A dopo tanti anni: domenica 25 novembre 1973, vincemmo 2-0. Fantastico!"
- Certo il derby a San Siro era un'altra cosa...
"Molto più sentito quello di Genova! A Milano era una classica sfida fra due grandi, qui la stracittadina fra due realtÃ* che si giocavano l'onore."
- Nel novembre '74 l'addio e il trasferimento a Foggia. Eppure la Samp era stata ripescata in A per via di un illecito che condannò il Verona...
"Fu un brutto episodio. Era arrivato Corsini, che aveva fatto bene sulla panchina dell'Atalanta. Voleva la squadra baby, mi liquidò in quattro e quattr'otto, con poco rispetto."
- E senza considerare che una squadra di ragazzini poteva necessitare di un uomo di esperienza...
"Lasciamo perdere..."
- Che bilancio trae, Lodetti, di quegli anni Settanta, a Genova?
"Meraviglioso. Dell'ambiente ho detto, ma ho altri ricordi bellissimi: ad esempio delle gite in automobile, il lunedì, lungo la Riviera. C'era poco traffico, in primavera era stupendo..."
- Genova però attraversava momenti particolari. Gli anni di piombo...
"Certo. Gli anni di piombo iniziarono proprio da Genova, con il rapimento del giudice Sossi. Ma noi calciatori eravamo privilegiati, come schermati."
- Era un bene?
"Non lo so. Sta di fatto che vivevamo tranquilli."
- Se potesse tornare indietro? Cosa direbbe alla gradinata Sud degli anni Settanta?
"Di mantenere quella spensieratezza, quella ingenuitÃ* che era propria di quegli anni, ancora intrisi di idealismo e ancora relativamente immuni dal consumismo e dal cinismo sfrenato degli ultimi tempi.
Esistono dei valori che non possono prelevarsi col Bancomat, E su quelli occorre puntare."
Grande Giovanni.
Com'era bella quella Sampdoria che si allenava allo Stadio della Shell (oggi Carlini) con quelle tute blu di cotone pesante !
:10smile:
http://img68.imageshack.us/my.php?image=img110kb8.jpg
Nella tarda primavera del '70 il selezionatore Valcareggi convocò 22 giocatori in previsione della spedizione per la coppa del mondo in Messico. Tra i 22 compariva Giovanni Lodetti del Milan.
Sul Valca, a quel punto, cominciarono a piovere critiche su critiche perchè quelle convocazioni, fatte col bilancino usato di solito a Palazzo Chigi per assegnare i posti di sottosegretario, alla fine avevano prodotto la genialata di far selezionare per un così impegnativo torneo e per due ruoli dell'attacco, solo tre giocatori: Riva, Anastasi e Gori (che poi vero attaccante non era, ma una sorta di centravanti di manovra).
Fortuna volle per il c.t. che Anastasi venisse ricoverato d'urgenza per un' improvvisa appendicite così da consentire di riparare italicamente l'errore convocando all'ultimo momento due vere punte come Prati e Boninsegna. Ma a questo punto i selezionati diventavano 23 e si rese necessario sacrificarne uno.
Toccò a Lodetti, per il quale si riaprì anche il mercato trasferimenti, e quell'estate arrivò al Doria nella contropartita per Romeo Benetti. Lo seguì da Milano, sponda nero azzurra, Luisito Suarez.
La campagna acquisti non suscitò grandi entusiasmi, in fondo erano partiti Benetti e Frustalupi, l'anno precedente Morini e Bob Vieri e i presupposti erano sempre i soliti, cercare di salvarci. Al massimo, ci si augurava di raggiungere la salvezza non proprio all'ultima giornata.
Lodetti si adattò subito bene al nuovo ambiente e alle nuove prospettive della squadra (per esempio, Suarez, pur eccezionale per impegno e rendimento, continuò a relazionarsi con gli arbitri così come aveva fatto nell'Inter beccandosi alcune espulsioni prima di apprendere empiricamente qualcosa di nuovo intorno al concetto di sudditanza psicologica dell'arbitro nel nostro calcio). Che il Doria giÃ* all'epoca fosse "amato" dal Palazzo lo testimonia anche il fatto che stavamo per stabilire il poco lusinghiero record della più lunga serie di partite di campionato senza rigori a favore (perchè quelli contro arrivavano eccome!) l'ultimo risaliva a due campionati prima. Aggiungo che il digiuno terminò a campionato '70-'71 inoltrato, quasi al termine di un Samp-Bologna 0-2, arbitrato a senso unico in nostro sfavore, ed accolto dall'ilaritÃ* generale tanto era palese la volontÃ* di darci un contentino. Per la storia lo segnò Suarez, nel suo modo tipico, senza ricorsa, con un colpo secco partendo da fermo con la linea delle spalle perpendicolare a quella della porta.
Lodetti disputò, in quattro campionati, ben 117 partite su 120, indossando più volte la fascia di capitano. Era un lottatore capace nell'interdizione ed inesauribile nel portare avanti palloni su palloni.
Ma l'immagine che di lui è rimasta impressa nella mia memoria è legata ad una partita del suo primo campionato blucerchiato, un Sampdoria-Torino 0-0 di quasi 38 anni fa (belin che vegi che semmu!).
Si giocò sotto la pioggia e con un freddo pungente da fine novembre, in un contrasto di gioco con Sala, Lodetti si infortunò al capo ma continuò la partita egualmente con una reticella elastica in testa a bloccare la medicazione, Un'immagine d'altri tempi: pioggia, campo pesante e giocatori con la palta fino agli occhi! In mezzo a tutti Giuan Basletta con quella «corona» da eroe come fosse stato Franz Calì.
http://img126.imageshack.us/my.php?image=lodettifasciatogn4.jpg
http://img126.imageshack.us/my.php?image=lodettifasciatogn4.jpg
PicchiaRomei
17-06-08, 11:44
Ricordo male (nel caso abbiate pazienza, l'Alzheimer galoppa) o ogni tanto, rialzandosi da terra dopo un contrasto a tacchetti spianati, armeggiava un po' con la spalla uscita di posto, la risistemava e si rimetteva a correre come se niente fosse.
Davvero altri tempi.
- Se potesse tornare indietro? Cosa direbbe alla gradinata Sud degli anni Settanta?
"Di mantenere quella spensieratezza, quella ingenuitÃ* che era propria di quegli anni, ancora intrisi di idealismo e ancora relativamente immuni dal consumismo e dal cinismo sfrenato degli ultimi tempi.
Esistono dei valori che non possono prelevarsi col Bancomat, e su quelli occorre puntare."
A mio modesto avviso queste parole dovrebbero essere incise nel bronzo su ognuna delle bocchette d'ingresso della Sud..per far meditare nuove e anche vecchie generazioni...ma ho qualche perplessitÃ* che verrebbero percepite da chi di dovere.
Mi sbaglio forse?
Comunque sia, grazie Ventoela, con questo reply contribuisci a che il "vecchio " Poldo - a ottobre sono 51, minchia che sclerato che sono :25smile: :25smile:- continui a ravattare nei meandri, ahimè leggermente alzheimerizzati della sua memoria sempre più ballerina, affinchè i "battùsi"* d'oggidì sappiano cosa era quel calcio, cosa era quella Sampdoria.
byez
Poldo
* per i foresti: battùso= ragazzino,bambino
doriastuart
18-06-08, 08:01
Lodetti è stato certamente un grande,uno che non si è mai tirato indietro, però,cavolo, in centodiciassette (scritto in lettere sembrano anche di più) partite non ha fatto nemmeno un goal,mentre una volta a S.Siro contro di noi realizzò addirittura una doppietta. Vabbè,dai,Giuan, :03smile: hai onorato la nostra maglia. :28smile.gif:
Lodetti è stato certamente un grande,uno che non si è mai tirato indietro, però,cavolo, in centodiciassette (scritto in lettere sembrano anche di più) partite non ha fatto nemmeno un goal,mentre una volta a S.Siro contro di noi realizzò addirittura una doppietta. Vabbè,dai,Giuan, :03smile: hai onorato la nostra maglia. :28smile.gif:
che sia lo zio di Rossini? :25smile:
doriastuart
18-06-08, 08:40
che sia lo zio di Rossini? :25smile:
No, amante della caccia a parco Lambro. :24smile:
No, amante della caccia a parco Lambro. :24smile:
fauna, ormai estinta, tipica del parco Lambro negli anni '70
http://www.albertogrifi.com/img/album/big360/parcolambro/27.jpg
Richard Max
18-06-08, 09:29
Belin c'era anche Beruschi!
fauna, ormai estinta, tipica del parco Lambro negli anni '70
http://www.albertogrifi.com/img/album/big360/parcolambro/27.jpg
eggiÃ* .... tutto questo pelo non va più di moda... :02smile:
fauna, ormai estinta, tipica del parco Lambro negli anni '70
http://www.albertogrifi.com/img/album/big360/parcolambro/27.jpg
"Nudi verso la follia"...se a qualcuno capitasse questo documentario sotto mano lo guardi; specie per la musica, fu importantissimo. Scusate L'OT.
Acquascooter
18-06-08, 10:41
"Nudi verso la follia"...se a qualcuno capitasse questo documentario sotto mano lo guardi; specie per la musica, fu importantissimo. Scusate L'OT.
Proseguendo nell'OT e scusandomene anticipatamente: sbaglio Rena, o parliamo de L'Enorme Maria, di Finardi e Camerini? Musica Ribelle non nacque proprio lì?
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