PDA

Visualizza Versione Completa : Luca Pellegrini



Acquascooter
02-06-08, 21:42
La mia navigazione attraverso l’estate fu molto rapida. Dicono che l’estate sia la stagione più bella, specie per i bambini, la stagione degli amori e della spensieratezza, il periodo in cui le ansie del freddo inverno vengono messe da parte e dimenticate. ľestate è anche la stagione in cui, per chi vive di pane e pallone dieci mesi su dodici, la nostalgia per un certo rito domenicale – e non.. – diviene quasi insostenibile. Per chi poi, come noi, vive di Sampdoria trecentosessantacinque giorni all’anno, l’estate è sempre stata un fardello troppo pesante da portare. ľestate per noi è sempre stata e sempre sarÃ* la stagione della sofferenza, in cui abbiamo sempre visto i nostri eroi sbattuti senza ritegno sulle prime pagine dei giornali, sballottati da un lido all’altro dell’Italia pallonata. Tutti contro di noi, sempre. Come una nave che attraccava in porto dopo un lunghissimo viaggio: temendo tutti quale sarebbe stata la nostra probabile destinazione – che disturbava, e non poco, i potenti -, la nave trovava un vero e proprio comitato d’onore ad accoglierla sulla banchina. Quel comitato d’onore che ogni anno sbandierava ai quattro venti come la Sampdoria fosse una squadra simpatica, ma che non avrebbe mai potuto vincere nulla.
Eppure nell’estate del 1980 cominciavano a venir posti i primi tasselli del grande mosaico che si sarebbe dipanato nel decennio successivo.
Ma nessuno ci prendeva in considerazione. Le prime volte, ricordo, reagivo inebetito alla lettura dei quotidiani sportivi. “Non capisco perché sono sempre così arrabbiati”, dicevo a mio padre. “Non abbiamo fatto nulla di male”.
“Credo che abbiamo fatto tutto sbagliato”, obbiettò una volta lui. “Diamo troppo fastidio alle grandi squadre. La cosa migliore che ci sia mai capitata è stata incontrare Paolo Mantovani. Altrimenti non avremmo mai vissuto niente”.
Quell’obiezione assume ancora più valore, vista con il senno di poi. Con la morte del Presidente, cessò il vento favorevole, non più costante al traverso, ma sempre più contrario, finché un giorno non è sopraggiunta una calma piatta, simile a quella che si incontra in certe zone nei pressi dell’Equatore. Una calma che ancora oggi non riusciamo del tutto ad accettare, vivendo sempre con quel paragone nella mente e negli occhi.
ľestate del 1980 mi fece scoprire anche altre cose che un poco riuscirono a distrarmi dalla fagocitante attrazione per le trattative di mercato. Scoprii, anzitutto, la Nazionale e gli Europei di calcio. Avevo giÃ* avuto un fugace approccio due anni prima con il Mundial in Argentina, ma il fuso orario infelice aveva parecchio ostacolato la mia conoscenza con la più grande manifestazione internazionale.
Il Campionato Europeo delle Nazioni, la storica Coppa Henri Delaunay, si svolgeva, invece, in Italia ed ebbi modo di seguirla compiutamente. Più che la Nazionale italiana, che chiuse la manifestazione con un onorevole quarto posto, furono le squadre straniere ad emozionarmi. In un epoca in cui non esistevano ancora le pay tv e il calcio globalizzato, vedere per la prima volta e scoprire con i miei occhi le tanto decantate corazzate del continente con i loro formidabili campioni fu un’esperienza indimenticabile. Mi innamorai della Cecoslovacchia che batté, alla fine, ai rigori, proprio l’Italia, nella finale per il terzo e quarto posto. A quasi trent’anni di distanza, il mio amico di sempre Marce ed io rammentiamo ancora emozionandoci le staffilate da centrocampo di Stambachr, i colpi di tacco di Nehoda, i “cucchiai” dal dischetto che non sono un’invenzione, come molti pensano, del fenomeno post-moderno Totti, ma della regale mezzala di Praga Antonin Panenka. Poi ci fu l’Olanda dei gemelli Van de Kerkhof e del centravanti tutto potenza Kees Kist, che quando partiva palla al piede, incassava le spalle, abbassava la testa come un toro furioso che partisse alla carica e travolgeva tutto e tutti, senza alcuna remora; quindi la squadra che ci fece conoscere il “calcio-champagne”, prima che arrivasse la Francia di Michel Platini. Era il Belgio, che andò avanti nella competizione a suon di fantasia, grazie all’estro di Franky Van der Elst, grazie ai miracoli fra i pali di Jean Marie Pfaff ed alla soliditÃ* difensiva di Gerets e Meeuws, grazie ai gol del Capitano Coraggioso Jan Ceulemans.
Ricordo il dispiacere che provammo la sera del 22 giugno quando la favola del piccolo paese diviso fra Fiandre e Vallonia, che avrei imparato a conoscere molto bene negli anni grazie alla mia enorme passione per il ciclismo, si interruppe davanti alla rete ad un minuto dal termine della finale siglata dal bisonte tedesco Horst Hrubesch che consegnò il titolo alla Germania Ovest.
Scoprii le Olimpiadi, un appuntamento che ogni quattro anni per tutto il resto della vita non avrei più abbandonato. Anche se le Olimpiadi moscovite erano state poco più che una farsa per il famoso boicottaggio della quasi totalitÃ* del blocco occidentale come punizione per i sovietici che avevano invaso l’Afghanistan ed occupato Kabul. La mancanza di alcuni fra i più quotati atleti del mondo che rimasero a casa loro a guardare le Olimpiadi in televisione, esattamente come noi, rese la più importante competizione sportiva tecnicamente brutalmente svilita. La medesima cosa accadde quattro anni dopo a Los Angeles, dove il blocco orientale restituì il favore e mi costrinse ad intere notti insonni nel 1988 per poter seguire le prime vere Olimpiadi della mia vita nel terribile fuso orario di Seul e della Corea della Sud. Ma le sottigliezze politiche non facevano ancora parte del mio bagaglio culturale a nove anni, così per me le Olimpiadi di Mosca furono un avvenimento elettrizzante che mi tennero incollato al teleschermo. Ebbi il tempo, così, di innamorarmi perdutamente delle imprese di Pietro Mennea e Maurizio Damilano, di Sara Simeoni e di Sebastian Coe, di Steve Ovett e Vladimir Salnikov.
Purtroppo ebbi il tempo anche di conoscere da vicino la violenza e la brutalitÃ* umana durante quell’estate. Tre giorni prima del mio compleanno, per la prima volta, rimasi inchiodato ad un telegiornale.
“Mamma… il mio pallone… il mio pallone non è più in giardino…”, frignavo nel giardino della nostra casa di campagna nelle valli cuneesi. Mia madre non mi rispondeva, non aveva la forza di rispondere. Insieme con il mio pallone, quel giorno si era perso buona parte di tutto quello in cui lei credeva. Dopo un po’ riuscì a balbettare:: “Tutto questo è… Un conto è la Digos giornalmente sotto casa… Ma tutto questo è…”. Ancora incapace di immaginare una perdita più grave di quella del mio pallone, seguitavo a piangere disperato. Mio padre, con lo sguardo fisso sul teleschermo, non aveva certo cuore di sgridarmi: io stavo piangendo per il mio piccolo mondo perduto. In realtÃ*, c’era ben altro per cui piangere, quel mattino di sabato, 2 agosto, quando anche i miei occhi umidi per il pianto si posero sul teleschermo. Su centinaia di metri cubi di cemento devastati, di pietre e mattoni, gravava una lenta nube di acre fumo scuro. Sulle rovine della Stazione ferroviaria di Bologna sfrigolavano ancora i tizzoni. Il sole sembrava un disco rosso cupo in un cielo quasi invisibile. Bambini, uomini, donne saturi del tanfo della stazione distrutta, l’acre sentore della morte. Ottantacinque persone persero la vita e più di duecento rimasero ferite quella mattina, mentre io cercavo disperatamente il mio pallone da calcio. Mentre l’Italia intera faceva il bilancio del disastro e si lasciava vincere dal dolore, io imparavo dalla crudeltÃ* che il dolore può essere ovunque ed in qualunque momento e che ognuno si cura soprattutto del proprio, spesso ignorando quello altrui

ľestate del 1980, con tutte le sue scoperte, volò davvero via in un baleno. Ricominciò la scuola e, soprattutto, ricominciò la stagione calcistica, Mantovani aveva deciso di fare a meno del pittoresco Toneatto e di affidare la squadra ad un toscanaccio arcigno che veniva dalla Maremma, dalla portualissima Piombino, che a detta di mio padre era l’uomo giusto per portarci in serie A, una categoria che avevo sin a quel momento soltanto accarezzato, sfogliando le pagine dell’Almanacco Panini. “Ha portato in serie A la Pistoiese – diceva papÃ* – con una squadra di vecchietti. Enzo Riccomini è l’allenatore da promozione, questo ci aspettiamo tutti da lui…”. Un minuto dopo quella frase, detta da mio padre sulla terrazza di casa con una sigaretta stretta fra le labbra, fui certo che eravamo pronti al combattimento, che a fine stagione saremmo saliti nella massima serie. Ma a giugno, quando terminò quel campionato, scoprii che anche lui non era infallibile. Lo scandalo delle scommesse dell’estate precedente era stato un vero guaio, perché ci aveva fatto ritrovare tra i piedi uno squadrone come il Milan e complicato notevolmente le possibilitÃ* di promozione.
Erano arrivati molti giocatori nuovi, uno stopper gigantesco e un po’ goffo che si chiamava Galdiolo, ma che immediatamente ribattezzammo “Pappa” – sinceramente non ricordo perché – e una mezzala arretrata, tanto genio e poca verve battagliera, che pur restando un solo anno fece qualcosa per la quale sarebbe rimasto nei nostri cuori per sempre: Gigi Del Neri, oggi ottimo allenatore, segnò un solo gol, ma lo fece nella partita più importante e nel modo più incredibile. Ricordo ancora nitidamente la faccia dei genoani Manfrin e Martina mentre osservavano la palla calciata da Del Neri dalla bandierina del corner che, sospinta da un vento di tramontana che doveva avere un anelito divino, gli rimbalzava davanti e rotolava beffarda direttamente in rete. Arrivarono altri miti per noi ragazzi in quegli anni, Vella e Redeghieri, il “Bista” che ebbe comunque e in ogni caso un ruolo importante nella storia blucerchiata, Gil De Ponti, genio e sregolatezza, baffo sbarazzino e capello lungo, una sorta di George Best all’italiana.
Paolo Mantovani acquistò, soprattutto, un ragazzino dal Varese che nessuno conosceva e sul quale pochi erano pronti a scommettere, il primo – per dirla alla Conan Doyle – di quel “Segno dei quattro” che ci avrebbe resi grandi: Luca Pellegrini.

Pur diciassettenne il ragazzo, che poi per tutti sarebbe diventato semplicemente il Capitano, dopo un paio di spezzoni di partita contro Cesena e Taranto divenne immediatamente titolare e la sua classe cristallina venne messa subito a dura prova dal confronto che avrebbe dovuto sostenere contro i famigerati attaccanti milanisti sul finire di ottobre, quando l’autunno era giÃ* inoltrato ed un freddo inverno stava per arrivare.
Mio padre ed io aspettavamo in coda in Corso de Stefanis, a due passi dai cancelli che permettevano l’accesso nei distinti. ľunico passaggio era così stretto che perfino i poliziotti, oltre le sbarre, s’intravedevano appena. Ma la gente che passava da quella strettoia s’interessava ben di rado a ciò che si poteva vedere dalla lontananza dell’ordinata coda. I poliziotti si preoccupavano di trovare il modo migliore per effettuare le loro perquisizioni e i tifosi più scalmanati di escogitare il modo migliore per far passare gli oggetti che mai sarebbero dovuti entrare.
Non avevo mai assistito ad un vero big match contro una delle grandi d’Italia e per me quello era un altro battesimo del fuoco che mi innervosiva. E non poco.
Un poliziotto passò il suo pollice guantato lungo il borsello di mio padre, si spostò di lato per farci passare e rimasi un po’ deluso del fatto che non mi avesse neppure degnato di uno sguardo. Perché io non venivo perquisito? Con gli anni e i vari soprusi delle forze dell’ordine che ho avuto modo di vivere ed osservare nel mio lungo peregrinare per i campi dell’Italia e dell’Europa, ho imparato sulla mia pelle che era molto meglio quando non venivo nemmeno guardato da quegli energumeni resi forti da una sciocca divisa. Non dimentico gli eroici sacrifici di molti tutori della legge nella loro imperitura lotta contro il crimine, ci mancherebbe, ma non posso levarmi dagli occhi e dalla mente le nefandezze compiute dai Reparti Mobili della Polizia di Stato sugli spalti di mezza Italia – valga per tutte Bologna nel 1999 quando dovemmo guardarci non solo dagli agguati dei tifosi avversari, ma anche da quelli dei celerini – o per le strade della mia cittÃ* nel famigerato G8 del 2001, quando usarono mezzi e metodi subdoli per gli sporchi interessi di qualcuno troppo grande anche per loro.
Salimmo la monumentale scalinata che portava all’anello superiore dei Distinti, mentre un ragazzo si compiaceva per aver ingannato i controlli, facendo passare un grosso fumogeno che tirò fuori dalla scarpa da tennis. ľaveva nascosto sotto la pianta del piede. Mio padre, guardandolo, scosse la testa e sospirò: “Tutti si lasciano prendere dalla debolezza, di tanto in tanto…”.
Ci accomodammo sugli altissimi gradoni e, nel frattempo, arrivarono con i loro padri anche i miei amici Riccardo e Federico, con i quali avrei poi condiviso in Gradinata Sud tutta l’etÃ* dell’oro blucerchiata, prima che le vicende della vita ci portassero lungo strade diverse. Però, ancora oggi, ogni volta che entro nella Sud la prima persona che cerco con lo sguardo è proprio Ricky…
Mentre le squadre entravano in campo, pensavo a Luca Pellegrini e a come i più anziani e i più disincantati fra i tifosi avessero previsto nei minuti antecedenti la partita quello che lui ora avrebbe fatto contro attaccanti del calibro di Novellino ed Antonelli. Loro lo conoscevano, l’inferno di quella malattia professionale che attaccava gli esordienti e che era chiamata “tremarella”. Era un modo educato per dire che un giovane difensore se la faceva letteralmente sotto, a forza di dover respingere assalti capaci di mettere a dura prova le loro capacitÃ* tecniche. Io ero ben lieto di non essere al posto di colui che sarebbe diventato il Capitano con gli occhi di cinquantamila persone addosso.
Fissando pensosamente il rettangolo di gioco, dissi a mio padre: “Non è facile, ma credo che Pellegrini diventerÃ* un grande campione”.
Mentre lo dicevo, arrossii. “Se questi tipi dicono che gli verrÃ* la tremarella, non mi importa di quello che pensano. Oggi il Milan non segnerÃ*!”
Mio padre non finiva mai di stupirsi per la fede incrollabile che in pochi mesi mi ero costruito e per come cocciutamente la rispettassi in qualsiasi occasione. Ma per me era la pura e semplice veritÃ*. La leggenda della predizione su Pellegrini salta fuori ancora oggi di tanto in tanto.
Resta il fatto che Luca quel pomeriggio di fine ottobre giocò un partitone, si rivelò insuperabile, come tante altre volte avrebbe fatto nel decennio successivo, fino a quando la maledetta sciatica non lo fermò proprio nel punto più alto della sua carriera. Se non avesse avuto nel suo cammino l’ostacolo di un campione immenso come Franco Baresi, sarebbe stato il libero della nazionale azzurra per lungo e lungo tempo. Quando si parla di Bandiera, pensando alla Sampdoria, quasi tutti accostano questo concetto al nome di Roberto Mancini, a me nessuno toglie dalla testa che la vera inestimabile bandiera della nostra squadra sia stato il “Pellegra” che la sampdorianitÃ* l’ha sempre incarnata alla perfezione, dall’inizio alla fine. ľamato prima ed odiato poi Roberto, purtroppo, ha avuto più di un passaggio a vuoto nell’incarnazione di questa filosofia.

Nel tragitto verso casa non stetti zitto un attimo, ero troppo elettrizzato. Cominciai a parlare sul vecchio ponte pedonale sul Bisagno che oggi, purtroppo, non esiste più, sacrificato nel nome della modernitÃ*, continuai lungo gli interminabili gradoni spaccagambe di scalinata Montaldo, terminai davanti al portone di casa, dopo aver attraversato a piedi i viali di Circonvallazione a Monte. Rivissi a parole ciascuna azione, ciascun intervento dell’idolo che avevo scoperto, marcando l’attenzione soprattutto su quei fenomenali ed elegantissimi interventi in tackle scivolato che sarebbero divenuti l’elemento distintivo del Capitano, il suo marchio di fabbrica.
Mia madre, simpatizzante rossonera, aprì la porta di casa e ci domandò chi avesse vinto la partita. Zero a zero, ma un vincitore sicuro: Luca Pellegrini.

Acquascooter
02-06-08, 21:53
Troppo lungo, lo so :07smile:

Ma non spaventatevi su... Superate le prime righe... Va via in un baleno... :06smile:

TinoSuomi
02-06-08, 22:25
Troppo lungo, lo so :07smile:

Ma non spaventatevi su... Superate le prime righe... Va via in un baleno... :06smile:


Confermo! :12smile:

brizio72
03-06-08, 20:30
http://it.youtube.com/watch?v=QE1C_9KpFLI
tirate fuori i fazzoletti..... :08smile:

Claudio67
03-06-08, 21:32
La mia navigazione attraverso l’estate fu molto rapida. Dicono che l’estate sia la stagione più bella, specie per i bambini, la stagione degli amori e della spensieratezza, il periodo in cui le ansie del freddo inverno vengono messe da parte e dimenticate. ľestate è anche la stagione in cui, per chi vive di pane e pallone dieci mesi su dodici, la nostalgia per un certo rito domenicale – e non.. – diviene quasi insostenibile. Per chi poi, come noi, vive di Sampdoria trecentosessantacinque giorni all’anno, l’estate è sempre stata un fardello troppo pesante da portare. ľestate per noi è sempre stata e sempre sarÃ* la stagione della sofferenza, in cui abbiamo sempre visto i nostri eroi sbattuti senza ritegno sulle prime pagine dei giornali, sballottati da un lido all’altro dell’Italia pallonata. Tutti contro di noi, sempre. Come una nave che attraccava in porto dopo un lunghissimo viaggio: temendo tutti quale sarebbe stata la nostra probabile destinazione – che disturbava, e non poco, i potenti -, la nave trovava un vero e proprio comitato d’onore ad accoglierla sulla banchina. Quel comitato d’onore che ogni anno sbandierava ai quattro venti come la Sampdoria fosse una squadra simpatica, ma che non avrebbe mai potuto vincere nulla.
Eppure nell’estate del 1980 cominciavano a venir posti i primi tasselli del grande mosaico che si sarebbe dipanato nel decennio successivo.
Ma nessuno ci prendeva in considerazione. Le prime volte, ricordo, reagivo inebetito alla lettura dei quotidiani sportivi. “Non capisco perché sono sempre così arrabbiati”, dicevo a mio padre. “Non abbiamo fatto nulla di male”.
“Credo che abbiamo fatto tutto sbagliato”, obbiettò una volta lui. “Diamo troppo fastidio alle grandi squadre. La cosa migliore che ci sia mai capitata è stata incontrare Paolo Mantovani. Altrimenti non avremmo mai vissuto niente”.
Quell’obiezione assume ancora più valore, vista con il senno di poi. Con la morte del Presidente, cessò il vento favorevole, non più costante al traverso, ma sempre più contrario, finché un giorno non è sopraggiunta una calma piatta, simile a quella che si incontra in certe zone nei pressi dell’Equatore. Una calma che ancora oggi non riusciamo del tutto ad accettare, vivendo sempre con quel paragone nella mente e negli occhi.
ľestate del 1980 mi fece scoprire anche altre cose che un poco riuscirono a distrarmi dalla fagocitante attrazione per le trattative di mercato. Scoprii, anzitutto, la Nazionale e gli Europei di calcio. Avevo giÃ* avuto un fugace approccio due anni prima con il Mundial in Argentina, ma il fuso orario infelice aveva parecchio ostacolato la mia conoscenza con la più grande manifestazione internazionale.
Il Campionato Europeo delle Nazioni, la storica Coppa Henri Delaunay, si svolgeva, invece, in Italia ed ebbi modo di seguirla compiutamente. Più che la Nazionale italiana, che chiuse la manifestazione con un onorevole quarto posto, furono le squadre straniere ad emozionarmi. In un epoca in cui non esistevano ancora le pay tv e il calcio globalizzato, vedere per la prima volta e scoprire con i miei occhi le tanto decantate corazzate del continente con i loro formidabili campioni fu un’esperienza indimenticabile. Mi innamorai della Cecoslovacchia che batté, alla fine, ai rigori, proprio l’Italia, nella finale per il terzo e quarto posto. A quasi trent’anni di distanza, il mio amico di sempre Marce ed io rammentiamo ancora emozionandoci le staffilate da centrocampo di Stambachr, i colpi di tacco di Nehoda, i “cucchiai” dal dischetto che non sono un’invenzione, come molti pensano, del fenomeno post-moderno Totti, ma della regale mezzala di Praga Antonin Panenka. Poi ci fu l’Olanda dei gemelli Van de Kerkhof e del centravanti tutto potenza Kees Kist, che quando partiva palla al piede, incassava le spalle, abbassava la testa come un toro furioso che partisse alla carica e travolgeva tutto e tutti, senza alcuna remora; quindi la squadra che ci fece conoscere il “calcio-champagne”, prima che arrivasse la Francia di Michel Platini. Era il Belgio, che andò avanti nella competizione a suon di fantasia, grazie all’estro di Franky Van der Elst, grazie ai miracoli fra i pali di Jean Marie Pfaff ed alla soliditÃ* difensiva di Gerets e Meeuws, grazie ai gol del Capitano Coraggioso Jan Ceulemans.
Ricordo il dispiacere che provammo la sera del 22 giugno quando la favola del piccolo paese diviso fra Fiandre e Vallonia, che avrei imparato a conoscere molto bene negli anni grazie alla mia enorme passione per il ciclismo, si interruppe davanti alla rete ad un minuto dal termine della finale siglata dal bisonte tedesco Horst Hrubesch che consegnò il titolo alla Germania Ovest.
Scoprii le Olimpiadi, un appuntamento che ogni quattro anni per tutto il resto della vita non avrei più abbandonato. Anche se le Olimpiadi moscovite erano state poco più che una farsa per il famoso boicottaggio della quasi totalitÃ* del blocco occidentale come punizione per i sovietici che avevano invaso l’Afghanistan ed occupato Kabul. La mancanza di alcuni fra i più quotati atleti del mondo che rimasero a casa loro a guardare le Olimpiadi in televisione, esattamente come noi, rese la più importante competizione sportiva tecnicamente brutalmente svilita. La medesima cosa accadde quattro anni dopo a Los Angeles, dove il blocco orientale restituì il favore e mi costrinse ad intere notti insonni nel 1988 per poter seguire le prime vere Olimpiadi della mia vita nel terribile fuso orario di Seul e della Corea della Sud. Ma le sottigliezze politiche non facevano ancora parte del mio bagaglio culturale a nove anni, così per me le Olimpiadi di Mosca furono un avvenimento elettrizzante che mi tennero incollato al teleschermo. Ebbi il tempo, così, di innamorarmi perdutamente delle imprese di Pietro Mennea e Maurizio Damilano, di Sara Simeoni e di Sebastian Coe, di Steve Ovett e Vladimir Salnikov.
Purtroppo ebbi il tempo anche di conoscere da vicino la violenza e la brutalitÃ* umana durante quell’estate. Tre giorni prima del mio compleanno, per la prima volta, rimasi inchiodato ad un telegiornale.
“Mamma… il mio pallone… il mio pallone non è più in giardino…”, frignavo nel giardino della nostra casa di campagna nelle valli cuneesi. Mia madre non mi rispondeva, non aveva la forza di rispondere. Insieme con il mio pallone, quel giorno si era perso buona parte di tutto quello in cui lei credeva. Dopo un po’ riuscì a balbettare:: “Tutto questo è… Un conto è la Digos giornalmente sotto casa… Ma tutto questo è…”. Ancora incapace di immaginare una perdita più grave di quella del mio pallone, seguitavo a piangere disperato. Mio padre, con lo sguardo fisso sul teleschermo, non aveva certo cuore di sgridarmi: io stavo piangendo per il mio piccolo mondo perduto. In realtÃ*, c’era ben altro per cui piangere, quel mattino di sabato, 2 agosto, quando anche i miei occhi umidi per il pianto si posero sul teleschermo. Su centinaia di metri cubi di cemento devastati, di pietre e mattoni, gravava una lenta nube di acre fumo scuro. Sulle rovine della Stazione ferroviaria di Bologna sfrigolavano ancora i tizzoni. Il sole sembrava un disco rosso cupo in un cielo quasi invisibile. Bambini, uomini, donne saturi del tanfo della stazione distrutta, l’acre sentore della morte. Ottantacinque persone persero la vita e più di duecento rimasero ferite quella mattina, mentre io cercavo disperatamente il mio pallone da calcio. Mentre l’Italia intera faceva il bilancio del disastro e si lasciava vincere dal dolore, io imparavo dalla crudeltÃ* che il dolore può essere ovunque ed in qualunque momento e che ognuno si cura soprattutto del proprio, spesso ignorando quello altrui

ľestate del 1980, con tutte le sue scoperte, volò davvero via in un baleno. Ricominciò la scuola e, soprattutto, ricominciò la stagione calcistica, Mantovani aveva deciso di fare a meno del pittoresco Toneatto e di affidare la squadra ad un toscanaccio arcigno che veniva dalla Maremma, dalla portualissima Piombino, che a detta di mio padre era l’uomo giusto per portarci in serie A, una categoria che avevo sin a quel momento soltanto accarezzato, sfogliando le pagine dell’Almanacco Panini. “Ha portato in serie A la Pistoiese – diceva papÃ* – con una squadra di vecchietti. Enzo Riccomini è l’allenatore da promozione, questo ci aspettiamo tutti da lui…”. Un minuto dopo quella frase, detta da mio padre sulla terrazza di casa con una sigaretta stretta fra le labbra, fui certo che eravamo pronti al combattimento, che a fine stagione saremmo saliti nella massima serie. Ma a giugno, quando terminò quel campionato, scoprii che anche lui non era infallibile. Lo scandalo delle scommesse dell’estate precedente era stato un vero guaio, perché ci aveva fatto ritrovare tra i piedi uno squadrone come il Milan e complicato notevolmente le possibilitÃ* di promozione.
Erano arrivati molti giocatori nuovi, uno stopper gigantesco e un po’ goffo che si chiamava Galdiolo, ma che immediatamente ribattezzammo “Pappa” – sinceramente non ricordo perché – e una mezzala arretrata, tanto genio e poca verve battagliera, che pur restando un solo anno fece qualcosa per la quale sarebbe rimasto nei nostri cuori per sempre: Gigi Del Neri, oggi ottimo allenatore, segnò un solo gol, ma lo fece nella partita più importante e nel modo più incredibile. Ricordo ancora nitidamente la faccia dei merdani Manfrin e Martina mentre osservavano la palla calciata da Del Neri dalla bandierina del corner che, sospinta da un vento di tramontana che doveva avere un anelito divino, gli rimbalzava davanti e rotolava beffarda direttamente in rete. Arrivarono altri miti per noi ragazzi in quegli anni, Vella e Redeghieri, il “Bista” che ebbe comunque e in ogni caso un ruolo importante nella storia blucerchiata, Gil De Ponti, genio e sregolatezza, baffo sbarazzino e capello lungo, una sorta di George Best all’italiana.
Paolo Mantovani acquistò, soprattutto, un ragazzino dal Varese che nessuno conosceva e sul quale pochi erano pronti a scommettere, il primo – per dirla alla Conan Doyle – di quel “Segno dei quattro” che ci avrebbe resi grandi: Luca Pellegrini.

Pur diciassettenne il ragazzo, che poi per tutti sarebbe diventato semplicemente il Capitano, dopo un paio di spezzoni di partita contro Cesena e Taranto divenne immediatamente titolare e la sua classe cristallina venne messa subito a dura prova dal confronto che avrebbe dovuto sostenere contro i famigerati attaccanti milanisti sul finire di ottobre, quando l’autunno era giÃ* inoltrato ed un freddo inverno stava per arrivare.
Mio padre ed io aspettavamo in coda in Corso de Stefanis, a due passi dai cancelli che permettevano l’accesso nei distinti. ľunico passaggio era così stretto che perfino i poliziotti, oltre le sbarre, s’intravedevano appena. Ma la gente che passava da quella strettoia s’interessava ben di rado a ciò che si poteva vedere dalla lontananza dell’ordinata coda. I poliziotti si preoccupavano di trovare il modo migliore per effettuare le loro perquisizioni e i tifosi più scalmanati di escogitare il modo migliore per far passare gli oggetti che mai sarebbero dovuti entrare.
Non avevo mai assistito ad un vero big match contro una delle grandi d’Italia e per me quello era un altro battesimo del fuoco che mi innervosiva. E non poco.
Un poliziotto passò il suo pollice guantato lungo il borsello di mio padre, si spostò di lato per farci passare e rimasi un po’ deluso del fatto che non mi avesse neppure degnato di uno sguardo. Perché io non venivo perquisito? Con gli anni e i vari soprusi delle forze dell’ordine che ho avuto modo di vivere ed osservare nel mio lungo peregrinare per i campi dell’Italia e dell’Europa, ho imparato sulla mia pelle che era molto meglio quando non venivo nemmeno guardato da quegli energumeni resi forti da una sciocca divisa. Non dimentico gli eroici sacrifici di molti tutori della legge nella loro imperitura lotta contro il crimine, ci mancherebbe, ma non posso levarmi dagli occhi e dalla mente le nefandezze compiute dai Reparti Mobili della Polizia di Stato sugli spalti di mezza Italia – valga per tutte Bologna nel 1999 quando dovemmo guardarci non solo dagli agguati dei tifosi avversari, ma anche da quelli dei celerini – o per le strade della mia cittÃ* nel famigerato G8 del 2001, quando usarono mezzi e metodi subdoli per gli sporchi interessi di qualcuno troppo grande anche per loro.
Salimmo la monumentale scalinata che portava all’anello superiore dei Distinti, mentre un ragazzo si compiaceva per aver ingannato i controlli, facendo passare un grosso fumogeno che tirò fuori dalla scarpa da tennis. ľaveva nascosto sotto la pianta del piede. Mio padre, guardandolo, scosse la testa e sospirò: “Tutti si lasciano prendere dalla debolezza, di tanto in tanto…”.
Ci accomodammo sugli altissimi gradoni e, nel frattempo, arrivarono con i loro padri anche i miei amici Riccardo e Federico, con i quali avrei poi condiviso in Gradinata Sud tutta l’etÃ* dell’oro blucerchiata, prima che le vicende della vita ci portassero lungo strade diverse. Però, ancora oggi, ogni volta che entro nella Sud la prima persona che cerco con lo sguardo è proprio Ricky…
Mentre le squadre entravano in campo, pensavo a Luca Pellegrini e a come i più anziani e i più disincantati fra i tifosi avessero previsto nei minuti antecedenti la partita quello che lui ora avrebbe fatto contro attaccanti del calibro di Novellino ed Antonelli. Loro lo conoscevano, l’inferno di quella malattia professionale che attaccava gli esordienti e che era chiamata “tremarella”. Era un modo educato per dire che un giovane difensore se la faceva letteralmente sotto, a forza di dover respingere assalti capaci di mettere a dura prova le loro capacitÃ* tecniche. Io ero ben lieto di non essere al posto di colui che sarebbe diventato il Capitano con gli occhi di cinquantamila persone addosso.
Fissando pensosamente il rettangolo di gioco, dissi a mio padre: “Non è facile, ma credo che Pellegrini diventerÃ* un grande campione”.
Mentre lo dicevo, arrossii. “Se questi tipi dicono che gli verrÃ* la tremarella, non mi importa di quello che pensano. Oggi il Milan non segnerÃ*!”
Mio padre non finiva mai di stupirsi per la fede incrollabile che in pochi mesi mi ero costruito e per come cocciutamente la rispettassi in qualsiasi occasione. Ma per me era la pura e semplice veritÃ*. La leggenda della predizione su Pellegrini salta fuori ancora oggi di tanto in tanto.
Resta il fatto che Luca quel pomeriggio di fine ottobre giocò un partitone, si rivelò insuperabile, come tante altre volte avrebbe fatto nel decennio successivo, fino a quando la maledetta sciatica non lo fermò proprio nel punto più alto della sua carriera. Se non avesse avuto nel suo cammino l’ostacolo di un campione immenso come Franco Baresi, sarebbe stato il libero della nazionale azzurra per lungo e lungo tempo. Quando si parla di Bandiera, pensando alla Sampdoria, quasi tutti accostano questo concetto al nome di Roberto la Bagascia infame, a me nessuno toglie dalla testa che la vera inestimabile bandiera della nostra squadra sia stato il “Pellegra” che la sampdorianitÃ* l’ha sempre incarnata alla perfezione, dall’inizio alla fine. ľamato prima ed odiato poi Roberto, purtroppo, ha avuto più di un passaggio a vuoto nell’incarnazione di questa filosofia.

Nel tragitto verso casa non stetti zitto un attimo, ero troppo elettrizzato. Cominciai a parlare sul vecchio ponte pedonale sul Bisagno che oggi, purtroppo, non esiste più, sacrificato nel nome della modernitÃ*, continuai lungo gli interminabili gradoni spaccagambe di scalinata Montaldo, terminai davanti al portone di casa, dopo aver attraversato a piedi i viali di Circonvallazione a Monte. Rivissi a parole ciascuna azione, ciascun intervento dell’idolo che avevo scoperto, marcando l’attenzione soprattutto su quei fenomenali ed elegantissimi interventi in tackle scivolato che sarebbero divenuti l’elemento distintivo del Capitano, il suo marchio di fabbrica.
Mia madre, simpatizzante rossonera, aprì la porta di casa e ci domandò chi avesse vinto la partita. Zero a zero, ma un vincitore sicuro: Luca Pellegrini.




:10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile: :10smile:

goz5
03-06-08, 21:40
che ricordo mi hai smosso... io ero piccolo piccolo, e quel giorno ero a bologna, a poche centinaia di metri dalla stazione. avevo 4 anni ma ricordo perfettamente il boato della tragedia...

Acquascooter
03-06-08, 22:23
All'inizio...

http://i221.photobucket.com/albums/dd76/MattAs_bucket/IMAGE0019.jpg

Alla fine...


http://i221.photobucket.com/albums/dd76/MattAs_bucket/IMAGE0020.jpg


Madame et monsieur, ici Ã* vous LE CAPITAINE

Acquascooter
03-06-08, 22:30
Più digeribile per tutti. rispetto al primo post... :07smile:

di Matteo Asquasciati, da Calcio2000 del febbraio 2008

IO C’ERO: LUCA PELLEGRINI, IL CAPITANO SILENZIOSO

Luca Pellegrini, il primo acquisto insieme a Guido Bistazzoni dell’Era Mantovani, undici anni di Sampdoria, culminati con lo straordinario scudetto del 1991.

Capitano, lo sa che per i tifosi sampdoriani è come se lei avesse smesso di giocare nel 1991?

“Lo so, lo so… Anche per me fu la stessa cosa, anche se continuai per altri cinque anni, per me staccarmi dalla ’mia’ squadra fu come smettere. Ho sempre fatto il capitano nella mia vita, sin da quando andavo a scuola, ma ho sempre odiato essere un protagonista: forse è per questo che ancora oggi, a quasi vent’anni di distanza, se cammino per Genova, la gente mi ferma ancora dicendomi ’Ciao Capitano, anzi IL Capitano’. Un premio alla mia correttezza, in campo e fuori”.

Arrivò a Genova diciassettenne, oggi è ancora qui: allora il salto nel buio del 1980 fu azzeccato…

“Sicuramente. Non fu facile decidere di venire alla Sampdoria, potevo andare al Milan e restare vicino a Varese ed alla mia famiglia, ma fu proprio mia madre a convincermi ad accettare l’offerta. Ero al mare a Camaiore quell’estate: arrivarono i miei, Fascetti e l’avvocato Colantuoni che mi parlò in termini entusiastici di Paolo Mantovani. Avendo poi conosciuto il Presidente, sicuramente feci la scelta giusta. Fu come un secondo padre, in un calcio diverso, dove la familiaritÃ* era innata. A quei tempi alla Sampdoria c’era un feeling incredibile che univa tutti, dal magazziniere al Presidente, dai dirigenti ad ogni singolo giocatore. E poi, in seguito, Vujadin Boskov: una sensibilitÃ* formidabile, la sua grande forza…”

Come nacque il miracolo dello Scudetto?

“Mah, un po’ tutti avevamo offerte dalle grandi squadre, ma ogni anno rifiutavamo, pur di restare a Genova. Nell’estate del 1990 il Presidente mi stava cedendo alla Roma, ma io gli dissi. ’Presidente, perché non facciamo un piccolo sforzo, manca poco per lo scudetto’. Lui mi rispose: ’Vedi Luca, non so quanto mi resta ancora e voglio lasciare i conti a posto. Ma se mi dici no, io sono l’uomo più felice del mondo’. Dissi no. E vincemmo lo scudetto. Tutti in quegli anni la pensavano come me”.

Vialli ha recentemente detto che quella Samp vinse fin troppo per quelle che erano le sue reali potenzialitÃ*…

“Non sono d’accordo. Il gruppo italiano era il più forte in circolazione. Fabio Capello mi ha detto più di una volta che se avessimo messo in quella squadra gli olandesi del Milan o i tedeschi dell’Inter avremmo sbaragliato la concorrenza per anni. Presi uno per uno avremmo dovuto essere l’asse portante della Nazionale, ma a Genova non avevamo la considerazione che avremmo avuto altrove. Il problema semmai era un altro: Boskov era un grande, ma a noi sarebbe servito un allenatore che ci mettesse sotto pressione. Un motivo c’era se eravamo una squadra quasi imbattibile nelle Coppe, ma in campionato più di una volta ci sciogliemmo sul più bello. Eccome se avremmo potuto vincere di più…”

Il ricordo più bello e quello più brutto di quegli anni

“Il più bello, sicuramente, il 19 maggio 1991: a fine partita, nel marasma dei festeggiamenti, dissi a Mantovani:’Presidente, chi l’avrebbe mai detto undici anni fa?’, lui rise, consapevole che eravamo riusciti a fare qualcosa di incredibile. Il più brutto, Berna. Non tanto per la sconfitta in sé, quanto perché temevamo di esserci mangiati l’occasione della vita. Ricordo le facce di Pari e Vierchowod sull’aereo: eravamo tramortiti”.

Pensa che in futuro uno scudetto passerÃ* ancora da Genova o compiste davvero un’impresa irripetibile?

“Egoisticamente vorrei non capitasse più, per restare noi nella storia. Realisticamente lo ritengo molto difficile, da tifoso doriano lo spero ardentemente. Le mie figlie, Camilla e Sofia, sono sampdoriane sfegatate: purtroppo non mi hanno visto giocare, spesso rimangono stupite dall’affetto che la gente ha ancora per me. Per loro e per i tifosi blucerchiati spero proprio che in futuro possa di nuovo accadere…”

Questa intervista, giÃ* riportata nella sezione AllNews, è stata per me una gioia immensa: il Capitano con grande semplicitÃ* mi tenne al telefono per più di un'ora, felice di parlare della sua SampdorianitÃ*...

E, alla fine, quando io gli dissi: "La ringrazio, Capitano..."

Lui mi rispose: "No, sono io che ringrazio lei..."

IL CAPITANO!!!

ventoela
04-06-08, 07:50
Sì, questa più digeribile è veramente bellissima!

:15smile:

Che bello sentir parlare così della Sampdoria

:10smile:

mauryelmogroup
04-06-08, 10:37
grande capitano ! un ottimo libero mi e' sempre piaciuto il suo stile,e' un grande

Richard Max
04-06-08, 11:13
Bellissimo grande Matteo, questo sì che è un grande racconto, un grande articolo. Non come quelle schifezze che leggi sui giornali.
Viva il CAPITANO

numero 10
04-06-08, 11:32
GRANDE CAPITANO!

GRANDE MATTEO!

brazil
04-06-08, 16:24
ricordate quel SAMP-inter in cui quell'animale di Passarella
scaraventò un raccattapalle sui cartelloni pubblicitari?
bene, prima della partita,
in campo c'era una partita di ragazzini...bambini,direi.
Io ero uno tra quei fortunati,
ebbene sì, nel mio piccolo anche io sono stato un libero-capitano della SAMP!!!!!!!
torniamo a lui, pensate, negli spogliatoi si fermò a parlare con me per 5 minuti,
a me non sembrava vero, simpatico, semplice e blucerchiato
lui era proprio tifoso .
un gran signore in campo e fuori

GRAZIE CAPITANO

mokk5
05-06-08, 08:26
Per me lui è stato e sarÃ* SEMPRE IL CAPITANO!!
Un grande sampdoriano che ho il piacere di incontrare spesso fuori dallo stadio, bello come il sole come è sempre stato, anzi ora così brezzolato è anche meglio... altro che Clooney, noi abbiamo Luca Pellegrini !

grande CAPITANO!
complimenti Matteo per il tuo pezzo, ti ho un pò invidiato mentre lo leggevo, sapesse quanto noi "ragazzette" sampdoriane del tempo eravamo innamorate di lui ................. :13smile: :10smile:

OREJUS
15-06-08, 12:50
http://it.youtube.com/watch?v=QE1C_9KpFLI
tirate fuori i fazzoletti..... :08smile:
Qui vorrei vantarmi di avere un compaesano così illustre Grande Capitano!

mother
03-12-11, 21:48
è possibile modificargli chirurgicamente la erre moscia?

ERRECI
03-12-11, 22:07
gli strappi la lingua oppure gli fai un buco nel palato

Alfredo
03-12-11, 22:09
inoltre parla con i denti stretti e non si capisce un cazzo di quello che dice. Meno male.

Massimo1968
03-12-11, 22:15
inoltre parla con i denti stretti e non si capisce un cazzo di quello che dice. Meno male.

ALFREDO SI CAPISCE BENISSIMO COSA DICE.....MENO MALE CHE TU NON CAPISCI PERCHE' AL TRIMENTI (QUASI UNA BATTUTA) TI INCAZZERESTI

mauryelmogroup
03-12-11, 23:22
se siamo dove siamo non credo che sia per colpa di Luca Pellegrini
certe cose che dice non le condivido,ma credo che capisca di calcio,e non credo sia un nemico della Sampdoria

Alfredo
04-12-11, 13:37
Ci mancherebbe che fosse colpa di pellegrini.
Di calcio ne può capire quanto vuole e può essere ilpiù grande intenditore di calcio del mondo ma i suoi commenti livorosi che se li faccia a casa sua.

Un conto è intendersene di calcio, un altro conto sono gli atteggiamenti ostili nei confronti della Sampdoria. (o forse non nei confronti della Sampdoria in sè stessa, magari a chi compone la Società)-

bbrnbb
04-12-11, 14:25
un pò come certi scontati commenti che si sente un pò ovunque...
ed il discorso è sempre quello... fai merenda con il girello....

labbrodinovisad
05-12-11, 17:36
se siamo dove siamo non credo che sia per colpa di Luca Pellegrini
certe cose che dice non le condivido,ma credo che capisca di calcio,e non credo sia un nemico della Sampdoria

beh, Mauri gli amici della Sampdoria son fatti diversamente....

tornando in argomento, che il nostro ex capitano abbia il belino amaro nei confronti della Sampdoria non lo scopriamo certo oggi...
però trovo il commento su Romero, oltre che stupido, anche lesivo della professionalità di questo ragazzo
(io ne vorrei avere trenta con la grinta e la "presenza" in campo del chiquito!!!)

E sinceramente non mi spiacerebbe che la Sampdoria mandasse Pellegrini a stendere...

mauryelmogroup
05-12-11, 20:43
mah...rispetto il tuo pensiero ma non condivido,gli ex dello storico scudetto meritano comunque un po' di rispetto...
se non meritano rispetto loro chi lo merita macheda? curci? maccarone?
va be lo sai come la penso FORZA DORIA !

Alfredo
05-12-11, 20:46
maury, il rispetto lo devono avere anche coloro che hanno vestito la nostra maglia.
Ma non ti accorgi come parla della Sampdoria l'ex capitano?
il suo infervorarsi è strano, molto strano. O forse no.

labbrodinovisad
05-12-11, 20:50
mah...rispetto il tuo pensiero ma non condivido,gli ex dello storico scudetto meritano comunque un po' di rispetto...
se non meritano rispetto loro chi lo merita macheda? curci? maccarone?
va be lo sai come la penso FORZA DORIA !


eh sì ..... Mancini, Pagliuca, Vierchowod.....

il rispetto lo merita chi rispetta la Sampdoria ed i tifosi sampdoriani.
Non chi ti ha insultato, o ti ha fatto del male, per quanto possa essere stato tecnicamente valido o meno
altrimenti siamo veramente dei mezzi uomini senza dignità....


quanto a Pellegrini, è uno che dalla Sampdoria ou l'è staeto scoriu
è uno che non perde occasione per parlare male di noi

e aggiungo che l'ultima battuta su Romero è da denuncia
Mi auguro che la Sampdoria gli faccia un culo così

Alfredo
05-12-11, 20:55
Che cosa ha detto di Romero?

labbrodinovisad
05-12-11, 20:57
che gioca con lo scazzo perchè in Argentina gioca con Messi e qua...... lasciamo perdere


e ma Pellegrini è sampdoriano e merita rispetto.....

robi
05-12-11, 21:03
Sarebbe bello che in televisone o su internet la gente ci dicesse solo quello che voremmo sentirci dire.
Ma non è così, fossimo primi in classifica (giocando come giochiamo adesso) nessuno cagherebbe i giornalisti, gli ex giocatori e gli altri tifosi, eppure lo spettacolo sarebbe identico a quello che vediamo.
Adesso con il digitale terrestre ci sono tantissime cose altre il calcio da seguire, non ne posso più di sentire ultima spiaggia, dobbiamo stare dove meritiamo (ma chi lo stabilisce cosa meritiamo), dobbiamo tornare in a a tutti i costi.
E poi quando siamo in A cosa ci facciamo? succede un loop infinito perchè in A non ci accontenteremo di restarci, ma vorremmo la parte sinistra poi l'uefa, poi la champion's e quanche malato lo scudetto.
Se la società è disposta a fare questo cammino molto dispendioso di energie e euro bene, se no va bene così con tutte le critiche e i mugugni...
Pellegrini che ci piaccia o no mette a nudo problemi che tutti noi facciamo finta di non sapere, qualcuno ci vede dell'astio, qualcuno ci vede ripicche, quello dice mi fa male anche a me cosa credete, certe volte cambio canale per non sentirmi dire cose che so benissmo e che non vorrei sapere.
Io continuerò ad andare allo stadio per la sampdoria, non per il suo risultato.

mauryelmogroup
05-12-11, 21:08
vi dico solo una cosa quando EDOARDO GARRONE e' andato in trasmissione lo scorso giugno,aveva elogiato Luca Pellegrini (vicenda cassano/marotta) ect
si luca io non fischiero' mai pagliuca,mancini,vierchowod
mi vuoi far sentire in colpa?
NON CI RIESCI
pero' tu li puoi fischiare ,insultare,denigrare.... sei libero di salutarli come credi ( non so' quando) io li reputero' sempre dei giocatori eroi,che hanno onorato la maglia...
come uomini non li conosco,non sono un loro amico, e mi va bene cosi'.

labbrodinovisad
05-12-11, 21:11
Sarebbe bello che in televisone o su internet la gente ci dicesse solo quello che voremmo sentirci dire.
Ma non è così, fossimo primi in classifica (giocando come giochiamo adesso) nessuno cagherebbe i giornalisti, gli ex giocatori e gli altri tifosi, eppure lo spettacolo sarebbe identico a quello che vediamo.
Adesso con il digitale terrestre ci sono tantissime cose altre il calcio da seguire, non ne posso più di sentire ultima spiaggia, dobbiamo stare dove meritiamo (ma chi lo stabilisce cosa meritiamo), dobbiamo tornare in a a tutti i costi.
E poi quando siamo in A cosa ci facciamo? succede un loop infinito perchè in A non ci accontenteremo di restarci, ma vorremmo la parte sinistra poi l'uefa, poi la champion's e quanche malato lo scudetto.
Se la società è disposta a fare questo cammino molto dispendioso di energie e euro bene, se no va bene così con tutte le critiche e i mugugni...
Pellegrini che ci piaccia o no mette a nudo problemi che tutti noi facciamo finta di non sapere, qualcuno ci vede dell'astio, qualcuno ci vede ripicche, quello dice mi fa male anche a me cosa credete, certe volte cambio canale per non sentirmi dire cose che so benissmo e che non vorrei sapere.
Io continuerò ad andare allo stadio per la sampdoria, non per il suo risultato.



No, ma tranquillo Robi, Romero gioca con lo scazzo.....

MA CHE CAZZO STAI DICENDO BRUTTISSIMA EVA???????????????????

a me basterebbe che ci fosse onestà nei confronti della Sampdoria, cosa che manca del tutto

labbrodinovisad
05-12-11, 21:14
vi dico solo una cosa quando EDOARDO GARRONE e' andato in trasmissione lo scorso giugno,aveva elogiato Luca Pellegrini (vicenda cassano/marotta) ect
si luca io non fischiero' mai pagliuca,mancini,vierchowod
mi vuoi far sentire in colpa?
NON CI RIESCI
pero' tu li puoi fischiare ,insultare,denigrare.... sei libero di salutarli come credi ( non so' quando) io li reputero' sempre dei giocatori eroi,che hanno onorato la maglia...
come uomini non li conosco,non sono un loro amico, e mi va bene cosi'.

evidentemente tu preferisci chi ha insultato e fatto del male alla Sampdoria ed ai sampdoriani , piuttosto che la Sampdoria

contento te


Ognuno ha quel che si merita

Alfredo
05-12-11, 21:18
Roby, detta in tutta sincerità, la cosa della Sampdoria completamente avulsa dal risultato mi sembra forzata.
Per quanto riguarda invece l'insaziabilità dei tifosi, ne convieni con quanto asserisco sempre che il tifoso di calcio, in genere, è uno stupido?

robi
05-12-11, 21:19
evidentemente tu preferisci chi ha insultato e fatto del male alla Sampdoria ed ai sampdoriani , piuttosto che la Sampdoria

contento te


Ognuno ha quel che si merita

Sono d'accordo con te, attenzione a non confondere delle critiche anche pesanti a degli insulti, il confine non è preciso e ognuno di noi lo mette dove vuole, discorso in senso lato non riferito a nessun personaggio in questione.

labbrodinovisad
05-12-11, 21:21
Sono d'accordo con te, attenzione a non confondere delle critiche anche pesanti a degli insulti, il confine non è preciso e ognuno di noi lo mette dove vuole, discorso in senso lato non riferito a nessun personaggio in questione.

vero, hai ragione Robi

infatti non metto sullo stesso piano Pellegrini (che comunque ridicolizza la Sampdoria e mette in dubbio la professionalità di Romero) coi numeri fatti da Pagliuca, ad esempio

mauryelmogroup
05-12-11, 21:27
e' il tuo punto di vista, non il mio
e' una risposta del tipo IO SONO PIU' SAMPDORIANO DI TE...
su certi argomenti i sampdoriani non sono in sintonia,ma questo non vuol dire sentirsi piu' sampdoriani di altri.
poi fai te

Alfredo
05-12-11, 21:42
Io posso solo dire che sento il bisogno di difendere la Sampdoria quando sento parlare certe persone. Che siano state artefici o meno di successi o mere comparse.
Sono fatto così e non mi sento Sampdoriano più di altri. Magari La difendo più di altri, questo sì.

bbrnbb
05-12-11, 22:10
Sono fatto così e non mi sento Sampdoriano più di altri. Magari La difendo più di altri, questo sì.

bellissima Alfredo bellissima.... me l'hai rubata ed è bellissima....

mauryelmogroup
05-12-11, 23:04
tutti i sampdoriani amano la sampdoria,tutti pensano di fare il bene della sampdoria ma con punti di vista diversi

bbrnbb
05-12-11, 23:16
assolutamente.... solo per il fatto che io la vedo distante da te di soli 3 metri al massimo...

ea1971
05-12-11, 23:16
tutti i sampdoriani amano la sampdoria,tutti pensano di fare il bene della sampdoria ma con punti di vista diversi
Premesso che non è un commento specificatamente rivolto a te :

Non sono d'accordo alcuni tifosi non amano abbastanza la Sampdoria da sapere quando una loro parola od un loro comportamento possono fare il male dellla Samp.

Lo fanno lo stesso spesso per mera presunzione personale o per arroganza

mauryelmogroup
06-12-11, 07:02
e ovvio che poi certi comportamenti da chi ama la sampdoria come me non mi piacciono
fischi,contestazioni,speriamo di perdere cosi' va' via tizio o caio ect...
la piu' grande amarezza che tolti pochi intimi l'isola felice non esiste,l'isola felice esisteva grazie alle tante vittorie,e' stata una constatazione dura da digerire
e non parlo per le critiche da bar,o per due fischietti... comunque in questo momento e' dura non essere incazzati,pero' bisogna crederci !

orso_blu
06-12-11, 08:08
.............. e qualche malato lo scudetto ........

:tragedia: mi sento male .....


ISOGNISONDESIDERI GROUP :soddisfa:

ENONMITOGLIETEANCHEQUELLI GROUP :suca:

iagun62
06-12-11, 08:09
Io posso solo dire che sento il bisogno di difendere la Sampdoria quando sento parlare certe persone. Che siano state artefici o meno di successi o mere comparse.
Sono fatto così e non mi sento Sampdoriano più di altri. Magari La difendo più di altri, questo sì.
:bravo::bravo::bravo:

Vestodamauri
09-12-11, 23:34
Ha appena detto che se l'avessero interpellato ad inizio stagione, avrebbe spiegato il dafarsi alla società......:hmm:

ERRECI
10-12-11, 08:46
un altro bravo a fare il buliccio con il culo degli altri

mi ricordo che ai tempi di Enrico c'era un noto e capace imprenditore genovese che si dichiarava disposto a gestire la Sampdoria con i soldi dei Mantovani ...... fare il buliccio con il culo degli altri è lo sport preferito dagli italiani

Alfredo
10-12-11, 19:45
Ha appena detto che se l'avessero interpellato ad inizio stagione, avrebbe spiegato il dafarsi alla società......:hmm:
anche io gli consiglio di fare una cosa:

FATTI I CAZZI TUOI!!!!!

mauryelmogroup
06-01-12, 21:54
CAPITANO avevi ragione al 100%

ERRECI
06-01-12, 21:56
Capitano di sta minchia non so cosa tu abbia detto, ma hai torto marcio a prescindere

cillo2461
06-01-12, 21:59
Sta commentando con la consueta sagacia, parola ricercata e linguaggio forbito l'epico derby toscano Grosseto Livorno.
Non so proprio cosa abbia potuto dire su di noi...:hmm:

ERRECI
06-01-12, 22:01
l'accardi degli anni 90
ma vattene a fanculo

Alfredo
06-01-12, 22:03
Fatti i cazzi tuoi nella buona e nella cattiva sorte.

mauryelmogroup
06-01-12, 22:05
dico che aveva ragione quando diceva che tecnicamente i nostri giocatori sono scarsi e senza carattere (palle)
solo questo

ERRECI
06-01-12, 22:06
e lo pagano pure per dire ste banalità?

Alfredo
06-01-12, 22:09
Non ci sono più le stagioni di una volta.
Volta?????????????????
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

orso_blu
06-01-12, 22:10
:02smile: :02smile: :02smile:

brizio72
06-01-12, 22:12
comunque ragazzi guardarsi primocanale stasera ce ne vuole...piuttosto mi guarderei un comizio con barzellette di miccoli....
...no vabbe ho esagerato.....

cenere84
06-01-12, 22:12
e lo pagano pure per dire ste banalità?Noi sono anni che diciamo banalità aggratis...

ERRECI
06-01-12, 22:13
io mi sto vedendo due pornazz segnalati da amici .... :segafast:

brizio72
06-01-12, 22:13
Noi sono anni che diciamo banalità aggratis...

a non siete pagati dal comitato strategico?

Massimo1968
06-01-12, 22:14
paolo

brizio72
06-01-12, 22:14
io mi sto vedendo due pornazz segnalati da amici .... :segafast:

fammi capire io ti parlo e tu ti tocchi????

ERRECI
06-01-12, 22:15
mi tocco dopo, aseptto i 10 minuti finali
per ora ho le mani pulite

Stopper
06-01-12, 22:15
Ho appena trovato un video di Iva Zanicchi con la diarrea in Tv


http://www.youtube.com/watch?v=FaY9TwSq7tU

cenere84
06-01-12, 22:16
a non siete pagati dal comitato strategico?
No solo quelli più vecchi percepiscono la pensione da Enrico

brizio72
06-01-12, 22:17
mi tocco dopo, aseptto i 10 minuti finali
per ora ho le mani pulite

quando stai per farlo avvisami che vado su faccialibro e parlo con palombo90, voglio sapere a quante firme siamo.....

ERRECI
06-01-12, 22:17
:mah:

Massimo1968
06-01-12, 22:18
io mi sto vedendo due pornazz segnalati da amici .... :segafast:
link?
o roba mia?

paolo

Alfredo
06-01-12, 22:19
Ho appena trovato un video di Iva Zanicchi con la diarrea in Tv


http://www.youtube.com/watch?v=FaY9TwSq7tU

:ehhh::ehhh::ehhh::ehhh:

ERRECI
06-01-12, 22:19
roba di mamma
afrojapp

Massimo1968
06-01-12, 22:20
mettilo di là

paolo

ERRECI
06-01-12, 22:21
c'è già

Pino

amintore
06-01-12, 22:23
di là? bastardi...:02smile:

ERRECI
06-01-12, 22:24
privè
:mah:

the heptones
06-01-12, 22:24
pornè

brizio72
06-01-12, 22:24
privè
:mah:

ben arrivè al privè

ERRECI
06-01-12, 22:27
la portè s'est fermè :suca:

brizio72
06-01-12, 22:31
e facce entrè

brizio72
06-01-12, 22:33
ALT PUGNO UN ATTIMO


MANICA DI SOTTOMERDE NON ILLUDETEVI: SIAMO INCAZZATISSIMI E CI FATE ANGUSCIA

Doriano30
06-01-12, 22:33
Ho appena trovato un video di Iva Zanicchi con la diarrea in Tv


http://www.youtube.com/watch?v=FaY9TwSq7tU


:pffs:

Stopper
06-01-12, 22:36
prendi questo stronzo, zingaraaaaaaaaa

dimmi pure, che intestino avròòòòòò

Alfredo
06-01-12, 22:45
prendi questo stronzo, zingaraaaaaaaaa

dimmi pure, che intestino avròòòòòò
Gli tagliate la connessione internet?
Grazie.

brizio72
06-01-12, 22:47
Gli tagliate la connessione internet?
Grazie.

è fuori la sede di primocanale col portatile e wifi....

Stopper
06-01-12, 22:47
Si grazie, possibilmente a Julienne con olio, sale, pepe e due olivine di numero!

ERRECI
06-01-12, 22:49
SIRIANNI C'è ?????? BUUUHHHHHHHHHHHHHHHHHH ... PAURA EHHHHHHHHHHH :pffs::pffs:

Stopper
06-01-12, 22:52
A proposito, ma Portento esiste ancora?

E quella trasmissione con la sigla che faceva :"che brutto se ti perdi il nostro grande derbyyy"

the heptones
06-01-12, 22:53
Si grazie, possibilmente a Julienne con olio, sale, pepe e due olivine di numero!

A proposito di olive, giusto stamattina ne ho tirate via circa 5 quintali da una vecchia stalla, olive nere, tipo taggiasche, ma non sono quelle. Quasi quasi ce le porto ai petizionisti..

Stopper
06-01-12, 22:54
OLIVE VATTENE

petizione firmata dalla mia pancia in eccesso!

Vista l'abbondanza si prevede anche la fiaccolata

ERRECI
06-01-12, 22:58
A proposito, ma Portento esiste ancora?

E quella trasmissione con la sigla che faceva :"che brutto se ti perdi il nostro grande derbyyy"

mi sa che sia schiattato di infartone :mah: o che gli sia preso un ictus :hmm: ... vabbè insomma mi sa che ce l'abbia nel culo

ERRECI
06-01-12, 22:59
ma magari mi sbaglio


Zino

Stopper
06-01-12, 23:04
Beh da quando la moglie fa la morigerata.... E la trasmissione che aveva quella sigla, non esiste più vero?

cenere84
06-01-12, 23:06
mi sa che sia schiattato di infartone :mah: o che gli sia preso un ictus :hmm: ... vabbè insomma mi sa che ce l'abbia nel culo

Ma l'idiota che si becciava la Cavagna? Non era a piangere dalla D'urso un po' di tempo fa?

ERRECI
06-01-12, 23:09
controllato
Wikipedia lo da vivo
e pare abbia un ristorante dal nome impropabile" Belin come si mangia Triccheballacche"

cenere84
06-01-12, 23:11
controllato
Wikipedia lo da vivo
e pare abbia un ristorante dal nome impropabile" Belin come si mangia Triccheballacche"
Wikipedia classifica anche come calciatori la nostra rosa...

ERRECI
06-01-12, 23:13
amo le rose che non colsi

Stopper
06-01-12, 23:18
Non c'è rosa senza spina, va bene, ma 22 cacate di agnello giamaicano no eh

mother
06-01-12, 23:59
A proposito, ma Portento esiste ancora?

E quella trasmissione con la sigla che faceva :"che brutto se ti perdi il nostro grande derbyyy"
si vuole candidare sindaco :facepalm:
e tricheballacchè

Vestodamauri
07-01-12, 08:45
A proposito, ma Portento esiste ancora?

E quella trasmissione con la sigla che faceva :"che brutto se ti perdi il nostro grande derbyyy"


si vuole candidare sindaco :facepalm:
e tricheballacchè

Ho visto un suo spot elettorale l'altra sera. sempre immenso.
per tornare in topic, lo vedrei bene da michieli al posto della scienza infusa...e del salumiere topo....quantomeno portento è doriano

Alfredo
07-01-12, 16:24
Siamo a posto..........


http://www.youtube.com/watch?v=2b90_sR5yWA&feature=related

Montecucco
28-01-12, 20:57
Stasera un'altra sensazionale rivelazione di Pellegrini: una persona all'interno dello spogliatoio della Samp gli avrebbe rivelato che se la Società "pensava che cambiare l'allenatore fosse la soluzione ai problemi, significa che non han capito proprio niente.".

mother
28-01-12, 21:01
pellegvini ha le giuste conoscenze

cillo2461
28-01-12, 21:45
:hmm: all'interno dello spogliatoio :hmm: ci sta l'allenatore stesso ed il suo staff, i calciatori magari anche massaggiatori e magazzinieri :hmm: e chi cazzo glielo avrà detto.....

jenaplissken
28-01-12, 21:49
certo che vedere come in certe trasmissioni televisive il livello degli scoop sia lo stesso della sala d'attesa del medico della mutua fa decisamente ridere.....

the heptones
28-01-12, 22:08
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=AFW81wHXcbE

mauryelmogroup
29-01-12, 01:27
caro capitano
se vuoi aiutare la samp,non tirare fuori queste storie vere o false che siano
siamo gia' nella merda e c'e' nervosismo
e comunque io per primo ho visto che il cambio dell'allenatore non ha cambiato niente(e onestamente sono rimasto deluso)

tusciu
29-01-12, 09:33
Stasera un'altra sensazionale rivelazione di Pellegrini: una persona all'interno dello spogliatoio della Samp gli avrebbe rivelato che se la Società "pensava che cambiare l'allenatore fosse la soluzione ai problemi, significa che non han capito proprio niente.".

secondo me gliel'ha detto Atzori

labbrodinovisad
30-01-12, 13:12
Pellegrini, ma vattela a pigliare nel culo!!!

e già che ci sei, vacci anche col tuo informatore...

ps: che poi sarebbe meglio che proprio te di spogliatoio non parlassi...

Luca quezzi
30-01-12, 14:09
Il capitano mi sembra che abbia ormai del tutto idigesta questa società.
Anche oggi su Renan, non me ne intendo, ma viene da titolare da una squadra fra le prime del suo campionato, noi siamo dodicesimi in B non penso che nessuno pensi a Messi, ha visto subito il lato negativo, evidenziandolo. Ora che tutti quelli che vengono qui si trasformino in beline, inizio a crederlo, ma, sinceramente, nomi realistici in giro in quel ruolo proprio non ne vedevo.

ERRECI
30-01-12, 16:25
ps: che poi sarebbe meglio che proprio te di spogliatoio non parlassi...


eggià ....

e cmq quando arrivò dal Varese chi cazzo era Pellegrini ??????

Alfredo
30-01-12, 16:31
Ci patisce.................stupidino.

solosampnelcuore
30-01-12, 17:18
non cosa dice , secondo me si lascia trascinare un po' troppo dall'opinione pubblica .

d'altra parte ,dello storico undici , mi sembra di capire che sono ben in pochi a salvarsi da critiche. e mi dispiace

ERRECI
30-01-12, 17:20
dallo storico 11 fu buttato fuori a calci in culo direttamente dal padrone di casa

Alfredo
30-01-12, 17:21
dallo storico 11 fu buttato fuori a calci in culo direttamente dal padrone di casa
Già.

labbrodinovisad
30-01-12, 17:24
dallo storico 11 fu buttato fuori a calci in culo direttamente dal padrone di casa

OHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

iagun62
30-01-12, 17:25
dallo storico 11 fu buttato fuori a calci in culo direttamente dal padrone di casa
Un pò come paolo villaggio:pffs:

ERRECI
30-01-12, 18:54
così impara a farsi i pediluvi con i pesci rossi ......

guido57
31-01-12, 15:31
ha appena detto che nella Samp c'e' stata una inversione di tendenza di 360 gradi: caro e dottissimo EX capitano, e' anche si 'vero:pffs:che una inversione di 360 gradi lascia le cose come stanno......

Massimo1968
31-01-12, 15:33
ha appena detto che nella Samp c'e' stata una inversione di tendenza di 360 gradi: caro e dottissimo EX capitano, e' anche si 'vero:pffs:che una inversione di 360 gradi lascia le cose come stanno......

quelo giorno lì a scuola che facevano la lezione di geometria era malato........

mother
31-01-12, 15:34
ha appena detto che nella Samp c'e' stata una inversione di tendenza di 360 gradi: caro e dottissimo EX capitano, e' anche si 'vero:pffs:che una inversione di 360 gradi lascia le cose come stanno......

come quello che era completamente d'accordo a metà col mister

robi
31-01-12, 15:43
ha appena detto che nella Samp c'e' stata una inversione di tendenza di 360 gradi: caro e dottissimo EX capitano, e' anche si 'vero:pffs:che una inversione di 360 gradi lascia le cose come stanno......
ha fatto anche una lezione di matematica ha detto che prendere munari e dare via palombo a parità di rendimento siamo alla pari (palombo non è palombo e munari non gioca nella fiorentina) ma come valore assoluto ci perdiamo di brutto.

the heptones
31-01-12, 15:45
ha fatto anche una lezione di matematica ha detto che prendere munari e dare via palombo a parità di rendimento siamo alla pari (palombo non è palombo e munari non gioca nella fiorentina) ma come valore assoluto ci perdiamo di brutto.
Al momento mi pare che alla pari un bel paio di balle. Munari lo abbiamo comprato, o sbaglio?

ferrovia
31-01-12, 16:19
ha appena detto che nella Samp c'e' stata una inversione di tendenza di 360 gradi: caro e dottissimo EX capitano, e' anche si 'vero:pffs:che una inversione di 360 gradi lascia le cose come stanno......


ha fatto anche una lezione di matematica ha detto che prendere munari e dare via palombo a parità di rendimento siamo alla pari (palombo non è palombo e munari non gioca nella fiorentina) ma come valore assoluto ci perdiamo di brutto.

io ho solo sentito un paio di frasi, dove se non ho capito male, dava un giudizio negativo, dell'operazione. dicendo che dar via Palombo per sostituirlo con Munari non aveva senso.

labbrodinovisad
01-02-12, 17:27
poveri primocanili, senza talpe nello spogliatoio.....

robi
01-02-12, 17:33
poveri primocanili, senza talpe nello spogliatoio.....
l'importante è che almeno nello spogliatoio non ci siano di topi.

Alfredo
01-02-12, 18:08
quelo giorno lì a scuola che facevano la lezione di geometria era malato........
Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh?????????????????????????????

labbrodinovisad
01-02-12, 18:12
l'importante è che almeno nello spogliatoio non ci siano di topi.

e perchè dove sarebbero i topi???

comunque, anche le talpe sono dei mezzi topidi...

cenere84
01-02-12, 18:14
l'importante è che almeno nello spogliatoio non ci siano di topi.Robi è finito il calciomercato puoi rientrare in modalità "Assassino Off"???

Vella
01-02-12, 18:19
Su Luca Pellegrini ci sono tanti aneddoti da raccontare....magari stasera me ne farò ricordare qualcuno da sua moglie.

labbrodinovisad
01-02-12, 18:21
Su Luca Pellegrini ci sono tanti aneddoti da raccontare....magari stasera me ne farò ricordare qualcuno da sua moglie.

basta che gli aneddoti non li chiedi alla moglie di qualcun altro di quella Sampdoria....

ermannocristin
01-02-12, 18:22
l'importante è che almeno nello spogliatoio non ci siano di topi.

Ma come, adesso anche nello spogliatoio, non erano solo nel CDA?:02smile:

Alfredo
01-02-12, 18:23
basta che gli aneddoti non li chiedi alla moglie di qualcun altro di quella Sampdoria....
:pffs:

robi
01-02-12, 18:25
e perchè dove sarebbero i topi???

comunque, anche le talpe sono dei mezzi topidi...

In città c'è pieno e belli grassi.

un signore entra in tabaccheriA e dice: GHE NE MU-RATTI e il tabaccaio risponde
EHH NE MANGIAN VIVI

ermannocristin
01-02-12, 18:26
E comunque tutti i giornalisti hanno il loro "punto di riferimento" negli spogliatoi, può essere un dirigente, un tecnico, un giocatore, è uno spasso parlare con qualche giornalista, confrontare quello che scrivono con quello che raccontano in privato e poi magari chiedergli come mai certe cose non vengono mai pubblicate e altre sì...

labbrodinovisad
01-02-12, 18:28
In città c'è pieno e belli grassi.

un signore entra in tabaccheriA e dice: GHE NE MU-RATTI e il tabaccaio risponde
EHH NE MANGIAN VIVI

mi fai venire in mente quella volta che sono uscito dal forno di via San Giorgio alle 5 di mattino, ed ho calpestato un rattazzo grosso come un gatto....