ciokker64
09-04-08, 18:52
Ri-attacco una discussione molto amata....
LA BATTAGLIA DELLA MELORIA 6 agosto 1284
Lo scoglio della Meloria…….a poche miglia da Piombino non aveva mai visto tante galee come quella tranquilla mattina di agosto,baciata dal sole con il mare appena increspato…la squadra navale pisana di ritorno dalle scorrerie in liguria era stata finalmente intercettata dalla flotta genovese,salpata in fretta e furia dalla base di Porto Torres con in appoggio la seconda squadra arrivata dall’isola di Tavolara..
I pisani erano divisi in tre squadre: la prima al comando del Podesta’Morosini da Venezia,la seconda sotto le insegne di Andreotto Saraceno,la terza al servizio del Conte Ugolino della Gherardesca per un totale di 72 galee.
I genovesi erano composti da due squadre: l’ammiraglio Oberto Doria comandava la prima,Benedetto Zaccaria la seconda che,tatticamente fu celata dietro lo scoglio della Meloria e partecipo’ alla battaglia in un secondo tempo.In totale la flotta genovese era composta da 100 galee.
ľammiraglio Morosini ne vedette solo 63 cioe’ la squadra al comando di Oberto Doria.
Le flotte si avvicinavano in formazione da battaglia ad arco,i pisani avevano rostri in prua capaci di colpire ed abbordare le navi nemiche…..i genovesi avevano tolto i rostri per fare posto ai balestrieri del Mandraccio(unita’ d’elite della Repubblica, temuti da ogni esercito medioevale e presenti su i campi di battaglia anche come mercenari per oltre 500 anni).
La formazione pisana aveva al centro l’ammiraglia di Morosini con la sua squadra ai lati,mentre Andreotto Saraceno aveva entrambi i lati estremi..la squadra del Conte Ugolino era dietro lo schieramento principale formando una seconda linea.
Oberto Doria al centro dello schieramento genovese era a bordo dell’ammiraglia S.Matteo,a coprire il lato destro, le galee d’attacco dei quartieri Porta,Borgo,Porta Nuova e Soziglia a sinistra oltre alle galee di Oberto Spinola ,i quartieri di Macagnana,Piazzalunga e S.Lorenzo.
I combattimenti risultarono da subito violentissimi;oltre alle munizioni sparate dalle catapulte di bordo,appena si arrivava a contatto con il nemico venivano inoltre scagliate a mani nude: pietre,pece bollente ed addirittura calce viva.I malcapitati che cadevano in mare vivi o feriti venivano colpiti con i remi e finiti.La battaglia fu asprissima e duro’ molte ore fino a quando l’ammiraglio Doria non diede l’ordine alla squadra di Zaccaria di entrare in azione.
Egli manovro’ in modo da colpire il fianco dei pisani e tendette una grossa catena tra due galee spazzando il ponte dell’ammiraglia del Podesta’Morosini ,avventandosi poi verso le navi pisane colte di sorpresa e facendone scempio.
Il Conte Ugolino invece di dare battaglia,alla vista della seconda squadra genovese,diede l’ordine di disimpegno alle sue 20 galee e si ritiro’ a Porto Pisano, lasciando la flotta toscana in balia di quella di S.Giorgio.(in seguito il Conte venne arrestato per vilta’ e rinchiuso nella torre ,con tutta la sua famiglia e condannato a morte per fame dal governo pisano).
La battaglia si risolse con una vittoria ben al di al’ di ogni previsione a favore dei genovesi:29 galee catturate ,tra i 9000 e 11000 prigionieri pisani(il numero preciso non e’ riportato) tra cui:l’ammiraglio Morosini,consoli ,senatori e nobili in cosi’ grande numero che negli anni a venire si era soliti dire “Se vuoi vedere Pisa devi andare a Genova”.Per la cronaca soltanto dopo molti anni i prigionieri furono restituiti a Pisa…e soltanto un migliaio,tutti gli altri morirono di fame e di malattie e furono seppelliti nella famosa zona di Campopisano su la collina del quartiere Castello.
Con il bottino di guerra 10.000 marchi d’argento, fu costruita la zona della darsena (visibile ancora oggi).La pace fu siglata nel 1288 nella dimora dell’ammiraglio Doria in piazza S.Matteo (il palazzo e’, spalle alla chiesa, su la sinistra) e comprendeva sanzioni durissime: la totalita’ della Corsica,i possedimenti pisani in Sardegna,la colonia di Acri e una spropositata somma in denaro per danni di guerra,talmente alta che Pisa dovette cedere l’isola d’Elba a Genova per fare fronte alle richieste.
CURIOSITA’: la meta’ delle galee della flotta genovese che parteciparono alla Meloria erano state costruite da poco, dai cantieri navali di Sampierdarena,dal 1200 dimora di abili maestri d’ascia fedelissima da sempre della Repubblica.(ricordo i quartieri di allora: Coscia,Fossato,Campaccio.)
In combattimento alla Meloria, ma era una pratica gia’ diffusa, vennero lanciate grandi quantita’ di sapone liquido per condizionare l’equilibrio degli avversari.
Le condizioni stabilite dal governo della Repubblica di S.Giorgio per danni di guerra furono mal digerite dai pisani,cosi’ da costringere i genovesi, a finirla una volta per tutte con la Repubblica di Pisa.Nel 1290 una squadra navale genovese attacco’ Porto Pisano e contemporaneamente da terra le truppe della Repubblica di Lucca (alleata e fedele a Genova) aggredirono la citta’.
Il porto fu demolito ed interrato e su la terra di riporto vennero sparsi quintali di sale affinche’ niente potesse piu’ crescere.La flotta genovese non partecipo’al saccheggio della citta’.
La Repubblica di Pisa praticamente cesso’di esistere come soggetto marittimo e fu assoggettata alle citta’ di Lucca e Firenze
La Repubblica di Genova (con fasi alterne) sopravvisse per altri 500 anni.
LA BATTAGLIA DELLA MELORIA 6 agosto 1284
Lo scoglio della Meloria…….a poche miglia da Piombino non aveva mai visto tante galee come quella tranquilla mattina di agosto,baciata dal sole con il mare appena increspato…la squadra navale pisana di ritorno dalle scorrerie in liguria era stata finalmente intercettata dalla flotta genovese,salpata in fretta e furia dalla base di Porto Torres con in appoggio la seconda squadra arrivata dall’isola di Tavolara..
I pisani erano divisi in tre squadre: la prima al comando del Podesta’Morosini da Venezia,la seconda sotto le insegne di Andreotto Saraceno,la terza al servizio del Conte Ugolino della Gherardesca per un totale di 72 galee.
I genovesi erano composti da due squadre: l’ammiraglio Oberto Doria comandava la prima,Benedetto Zaccaria la seconda che,tatticamente fu celata dietro lo scoglio della Meloria e partecipo’ alla battaglia in un secondo tempo.In totale la flotta genovese era composta da 100 galee.
ľammiraglio Morosini ne vedette solo 63 cioe’ la squadra al comando di Oberto Doria.
Le flotte si avvicinavano in formazione da battaglia ad arco,i pisani avevano rostri in prua capaci di colpire ed abbordare le navi nemiche…..i genovesi avevano tolto i rostri per fare posto ai balestrieri del Mandraccio(unita’ d’elite della Repubblica, temuti da ogni esercito medioevale e presenti su i campi di battaglia anche come mercenari per oltre 500 anni).
La formazione pisana aveva al centro l’ammiraglia di Morosini con la sua squadra ai lati,mentre Andreotto Saraceno aveva entrambi i lati estremi..la squadra del Conte Ugolino era dietro lo schieramento principale formando una seconda linea.
Oberto Doria al centro dello schieramento genovese era a bordo dell’ammiraglia S.Matteo,a coprire il lato destro, le galee d’attacco dei quartieri Porta,Borgo,Porta Nuova e Soziglia a sinistra oltre alle galee di Oberto Spinola ,i quartieri di Macagnana,Piazzalunga e S.Lorenzo.
I combattimenti risultarono da subito violentissimi;oltre alle munizioni sparate dalle catapulte di bordo,appena si arrivava a contatto con il nemico venivano inoltre scagliate a mani nude: pietre,pece bollente ed addirittura calce viva.I malcapitati che cadevano in mare vivi o feriti venivano colpiti con i remi e finiti.La battaglia fu asprissima e duro’ molte ore fino a quando l’ammiraglio Doria non diede l’ordine alla squadra di Zaccaria di entrare in azione.
Egli manovro’ in modo da colpire il fianco dei pisani e tendette una grossa catena tra due galee spazzando il ponte dell’ammiraglia del Podesta’Morosini ,avventandosi poi verso le navi pisane colte di sorpresa e facendone scempio.
Il Conte Ugolino invece di dare battaglia,alla vista della seconda squadra genovese,diede l’ordine di disimpegno alle sue 20 galee e si ritiro’ a Porto Pisano, lasciando la flotta toscana in balia di quella di S.Giorgio.(in seguito il Conte venne arrestato per vilta’ e rinchiuso nella torre ,con tutta la sua famiglia e condannato a morte per fame dal governo pisano).
La battaglia si risolse con una vittoria ben al di al’ di ogni previsione a favore dei genovesi:29 galee catturate ,tra i 9000 e 11000 prigionieri pisani(il numero preciso non e’ riportato) tra cui:l’ammiraglio Morosini,consoli ,senatori e nobili in cosi’ grande numero che negli anni a venire si era soliti dire “Se vuoi vedere Pisa devi andare a Genova”.Per la cronaca soltanto dopo molti anni i prigionieri furono restituiti a Pisa…e soltanto un migliaio,tutti gli altri morirono di fame e di malattie e furono seppelliti nella famosa zona di Campopisano su la collina del quartiere Castello.
Con il bottino di guerra 10.000 marchi d’argento, fu costruita la zona della darsena (visibile ancora oggi).La pace fu siglata nel 1288 nella dimora dell’ammiraglio Doria in piazza S.Matteo (il palazzo e’, spalle alla chiesa, su la sinistra) e comprendeva sanzioni durissime: la totalita’ della Corsica,i possedimenti pisani in Sardegna,la colonia di Acri e una spropositata somma in denaro per danni di guerra,talmente alta che Pisa dovette cedere l’isola d’Elba a Genova per fare fronte alle richieste.
CURIOSITA’: la meta’ delle galee della flotta genovese che parteciparono alla Meloria erano state costruite da poco, dai cantieri navali di Sampierdarena,dal 1200 dimora di abili maestri d’ascia fedelissima da sempre della Repubblica.(ricordo i quartieri di allora: Coscia,Fossato,Campaccio.)
In combattimento alla Meloria, ma era una pratica gia’ diffusa, vennero lanciate grandi quantita’ di sapone liquido per condizionare l’equilibrio degli avversari.
Le condizioni stabilite dal governo della Repubblica di S.Giorgio per danni di guerra furono mal digerite dai pisani,cosi’ da costringere i genovesi, a finirla una volta per tutte con la Repubblica di Pisa.Nel 1290 una squadra navale genovese attacco’ Porto Pisano e contemporaneamente da terra le truppe della Repubblica di Lucca (alleata e fedele a Genova) aggredirono la citta’.
Il porto fu demolito ed interrato e su la terra di riporto vennero sparsi quintali di sale affinche’ niente potesse piu’ crescere.La flotta genovese non partecipo’al saccheggio della citta’.
La Repubblica di Pisa praticamente cesso’di esistere come soggetto marittimo e fu assoggettata alle citta’ di Lucca e Firenze
La Repubblica di Genova (con fasi alterne) sopravvisse per altri 500 anni.