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Visualizza Versione Completa : Stella Rossa-Sampdoria



Bubba
30-09-09, 15:05
Ho visto che stasera su SampTV verrà ritrasmessa questa storica partita,qualcuno che c'era ha voglia di raccontare qualcosa??? :pazzia::pazzia::pazzia:

luigi60
30-09-09, 17:22
:tragedia: 1-3 per noi , gol di miha per loro poi katanec , vialli e mancini .

giocata a sofia campo neutro .


:soddisfa:

Alberto
30-09-09, 17:27
Ho visto che stasera su SampTV verrà ritrasmessa questa storica partita,qualcuno che c'era ha voglia di raccontare qualcosa??? :pazzia::pazzia::pazzia:
Prima della partita o della partita?

doriastuart
30-09-09, 17:28
:tragedia: 1-3 per noi , gol di miha per loro poi katanec , vialli e mancini .

giocata a sofia campo neutro .


:soddisfa:

....serata più che fresca, ma riscaldata prima dell'inizio dalla visita dei tifosi avversari all'albergo dei Nostri.

Bubba
30-09-09, 17:40
mamma mia come siete simpatici voi vecchie cariatidi!!!!!!!!
era una discussione seria,una trasferta problematica in anni difficili,anni di guerre molto vicine a noi.

luigi60
30-09-09, 17:56
si dice che gli ultras della tigre arkan abbiano movimentato un po' il prepartita ,si e' sentito parlare di giochi a nascondino nel bosco e la tana era la chiesa , i giocattoli mazze da hockey come minimo ma che dopo la partita ci siano stati pure applausi .

si dice ...

:soddisfa:

volalozar
30-09-09, 17:58
mamma mia come siete simpatici voi vecchie cariatidi!!!!!!!!
era una discussione seria,una trasferta problematica in anni difficili,anni di guerre molto vicine a noi.

io ricordo bene tutto .........
l'ho vista in tv :02smile:
mentre dei pirlini giocavano con i troll dei boschi

toninho
30-09-09, 18:12
Trasferta fatta in aereo in giornata con i miei genitori, avevo 13 anni ma ricordo tutto abbastanza bene:

Arrivo in aereoporto e già si vociferava che in città ci fossero casini;

Sul pullman dall'aereoporto abbiam rischiato che ci sfasciassero i vetri con le famigerate mazze da hockey......forse solo la vista di un ragazzino li ha fermati....;

La città di Sofia era in mano ai tifosi della Stella Rossa che avevano letteralmente stretto d'assedio l'albergo dove era in ritiro la Samp;

I gruppi della Sud che si difendevano dagli ultras della stella rossa davanti alla cattedrale;

Lo stadio in mezzo al bosco che sembrava fatto apposta per un'imboscata; ricordo che mentre entravamo un cordone di polizia bulgara bloccava i tifosi avversari;

La bolgia dello stadio e la grande prestazione della squadra che non so come fece a giocare e vincere con quel clima quella sera;

Mi pare di ricordare anche alcuni striscioni offensivi esposti dai serbi prima della partita e scritti in italiano;

Paolo sotto la curva che ci ospitava;

Il casino che c'era in aereoporto al ritorno dove mi sono addormentato e svegliato poi a Genova;

Lo striscione al Cristoforo Colombo : "Grazie Leoni di Sofia".

ale e sara
30-09-09, 18:41
ricordo ancora cosa c era scritto.......secondo me li aveva spediti qualcuno da genova,,,,


oltre a una foto fatta in piazza che e appesa nel bar dove lavoro ricordo l iniziativa della federclub di dare a ogni partecipante alla trasferta un biglietto e una sciarpa con un foglio in italiano e in cirillico per invitare i bulgari a tifare per noi....il mio lo diedi a un indiano che sapeva l italiano meglio di me e studiava a sofia
:22smile:
ricordo una citta molto spoglia per il poco che riuscii a vedere .
, e che per culo cosmico i 5 del mio gruppo non sono stati fatti a fette perche ignari di tutto giravamo tranquilli,

usciamo dal ristorante e via l inferno,giriamo l angolo del palazzo ,e volano razzi ma lo cosa piu buffa e che in un angolo della piazza incontriamo tre tifosi della stella rossa che si avvicinano e ......mi regalano adesivi della stella rossa e mi dicono che devono vincer loro perche cosi vanno a wimbledon:02smile:

appena salutati e detto la fantastica frase pensavo peggio volano razzi altezza uomo e scopriamo l amara verita...

rifugiati in chiesa ricordo il vaiggio sul pulman con le mogli di pietro e attilio bianche come morte dalla paura mentre padre g sembrava tranquillo....

poi allo stadio e arrivato tipo la polizia bulgara che ho visto rincorrere uno fino in cima a un albero....

e poi.....guardate la partita per chi ancora non l ha vista :segafast:

ea1971
30-09-09, 19:03
vista in tv
ma ricordo molto bene gli occhi degli amici che erano andati su.............

labbrodinovisad
01-10-09, 13:05
Uno che esce dall'albergo prima di noi, e si prende una mazzata in testa. Mah.... dall'albergo è meglio non uscire:22smile:

Un bosco da cagarsi addosso.... altro che Blair witch project....:24smile:

Un barman di Sampedaenna che lancia un registratore di cassa per evitare delle coltellate

Una parte dei presenti riportata in aeroporto, a vedersi il match lì, per metterli in salvo....

Lo striscione in italiano -han ragione Ale e Sara-lo avevan copiato da qualcuno in Italia.....


Al netto della guerra civile, esportata -per l'occasione- dalla Yugoslavia in disfacimento a Sofia, in campo fu invece un'impresa leggendaria, contro una Stella Rossa di campioni formidabili

tusciu
01-10-09, 15:59
sapevo di queste cose, ma a rileggerle ora come ora mi viene in mente soltanto il ragazzo di Tolosa morto adesso


scusate, non c'entra niente

toninho
01-10-09, 16:11
sapevo di queste cose, ma a rileggerle ora come ora mi viene in mente soltanto il ragazzo di Tolosa morto adesso


scusate, non c'entra niente

non voglio fare il melodrammatico ma, per me, quella sera se non è successo qualcosa del genere, poco ci è mancato.
Loro oltre ad essere ultras erano dei soldati, proprio per la situazione che viveva il loro paese e ...non vorrei dire cazzate, ma forse fu proprio Paolo Mantovani ad intervenire presso l'ambasciata italiana per difendere i trasfertisti della Samp.

sampthai
01-10-09, 16:14
Si,giornate veramente particolari,
l'incoscienza di allora ti porta a rischiare ..la chiesa,una fontanella,il terrore e la fierezza e l'incoscienza nel viso di molti.
sicuramente il prepartira e' da raccontare oggi davanti a qualche birra e altro,
i particolari ,meglio nei racconti,ma..
i nostri volti erano quelli di viareggio contro il pisa,quelli di pontecurone,quelli di vicenza molti anni fa,quelli di roma contro la lazio in meno di 50...trasferte particolari..sicuramente anche quelle vinte..ma sopratutto viste e vissute.

Ricordi che vivono in noi,specie quello di Paolo sotto la curva e l'applauso dello stadio alla Samp...si,ricordo striscioni scritti in perfetto italiano,che insultavano la nostra dirigenza.

La stella rossa era fortissima,direi piu' del barcellona,ma una questione di centimetri tante volte cambia la vita.

ossi60
01-10-09, 16:19
vi posso dire solo che è stata sicuramente la più difficile trasferta a cui ho partecipato.era una guerra continua e il seculomerda aveva messo in prima pagina un nostro folto gruppo di tifosi accerchiato in una enorme piazza da tifosi? non normali.un mio caro amico di arenzano con moglie ha visto la partita in t.v. all,aereoporto per non rischiare,non sò se è stato l,unico.

labbrodinovisad
01-10-09, 16:22
vi posso dire solo che è stata sicuramente la più difficile trasferta a cui ho partecipato.era una guerra continua e il seculomerda aveva messo in prima pagina un nostro folto gruppo di tifosi accerchiato in una enorme piazza da tifosi? non normali.un mio caro amico di arenzano con moglie ha visto la partita in t.v. all,aereoporto per non rischiare,non sò se è stato l,unico.

Non è stato per nulla l'unico

solosampnelcuore
01-10-09, 16:26
tralasciando il ristorante stile "mitropa" (legno scuro , soffitti altissimi , cibo scadente ) , mi ricordo che ci eravamo radunati nella piazza della chiesa , con le bancarelle che vendevano la migliore chincaglieria pacchiana . qualcuno dei loro che veniva in piazza a rompere i coglioni , e fin li' ando' bene perche' eravamo in maggioranza . ricordo che volli allora dare un occhiata in giro in incognito : un vialone pedonale che portava dalla chiesa ad una piazza con la fontana piena zeppa dei loro : vedevo gente (nostra) anche anziana che tornava indietro senza sciarpa e coi capelli arruffati .rispondevo in tedesco a chi mi fermava chiedendomi qualcosa . alcuni cetnici con la barba e la bustina militare . mi chiedevo il perche' delle mazze da hockey su ghiaccio : me lo raccontarono i miei amici che erano rimasti in piazza... due del nostro gruppo rientrarono all'ereoporto senza voler andare allo stadio da tanto erano shokkati.
il viaggio a piedi verso lo stadio qualcosa da adrenalina pura : un bosco di alberi spogli di foglie , silenzio surreale : il terreno ideale per un'imboscta. presi un bacco e non lo mollai che all'entrata dello stadio, la' in fondo con i loro che ci aspettavano trattenuti dalla polizia a cavallo. Allo stadio la solita bandiera bruciata , lo striscione in italiano (ma mi domando poi : tra tutti che potevano prendere come bersaglio, perche' proprio lei?) . noi eravamo uno spicchietto in un mare biancorosso . la bolgia al loro gol dell'uno a zero , poi il delirio........
tanti anni dopo , uno del toloso e' morto a belgrado preso a calci da quelli del partizan. La razza e' sempre quella...
ripensandoci , a noi allora e' andata veramente di lusso.

labbrodinovisad
18-10-10, 17:54
scrivendo a proposito di Italia-Serbia di martedì scorso, Rissetto ha riesumato questo ricordo....
ricordo particolare, ma che rende l'idea di quel pre-partita






C'era anche il comandante Arkan, quel giorno a Sofia, a capeggiare ventimila ultrà.
Eppure chi scrive ha di quel giorno un ricordo grottesco, surreale, quasi preso da Underground, quel film che Kusturica avrebbe girato solo molti anni dopo. Come si scavalca una staccionata alla fine di un prato, per scoprire dall’altra parte un cartello con scritto “Campo minato”, così Stella Rossa-Sampdoria, e il terrore collettivo che la corniciò, diventa soprattutto il ricordo di una Debowe Mocne, una birra polacca.
Era il 1º aprile 1992 e la Uefa, ormai in corso il conflitto jugoslavo, aveva scelto lo stadio dell’Armata Rossa di Sofia come sede neutra della partita che valeva la finale di Coppa Campioni.

Quasi tutti i tifosi belgradesi più accesi, contro i duemila doriani aviotrasportati, erano arrivati comunque in pullman nella capitale bulgara; guidati dal loro capoultrà La Tigre, fin dal giorno precedente la gara molti di loro giravano per le strade armati di mazze da hockey, in cerca di italiani. Anche l’albergo del ritiro doriano era stato assalito, con la squadra salvata dal cordone di polizia. Paolo Mantovani aveva interessato l’ambasciatore italiano e questi il governo bulgaro, che aveva schierato l’esercito in città e nella zona dello stadio, immerso in un grande parco.

OSPEDALE Arrivati di buon mattino all’aeroporto, io e gli altri trasfertisti giornalieri entrammo nello scenario di un ospedale da campo: tifosi doriani a decine con la testa fasciata, le braccia ingessate, in attesa del rimpatrio sul nostro stesso vecchio Tupolev della Balkan Air. Qualcuno decise di restare nell’aerostazione, noialtri si andò in pullman in centro.
Qui, attorno alla cattedrale ortodossa Aleksandar Nevskij, il panorama era di una incredibile guerriglia a scacchiera. Giravi l’angolo e c’erano doriani in fuga, inseguiti dagli ultrà serbi coi bastoni. Pochi metri più in là, allegri crocchi come di vecchi amici e scambi di sciarpe.

Al gruppo di cui facevo parte, dopo una sosta tattica in un portone da alcuni riconvertito a funzioni non commendevoli, toccò la seconda sorte: riconosciuti come italiani, toccò seguire i corpulenti belgradesi - non ce n’era uno di misura non intimidatoria - che parlavano inglese in una specie di bettola, dove un tizio oversize in felpa rossa Lonsdale volle a tutti i costi pagarmi non una birra, ma quella. Figurarsi contraddirlo, così come fu impossibile non contraccambiare la bevuta.
Nel manipolo di doriani, ci si sentiva come i cristiani negli spogliatoi del Colosseo; solo che i leoni erano lì e invece di sbranarti ti prendevano a pacche sulle spalle. Forse si era troppo disonorevoli, tra occhiali e altri indizi da inidoneità al servizio militare; fatto sta che il gruppetto in questione non riportò altri danni che occhiatacce grottesche e qualche cavernoso See you later at the stadium, ci vediamo allo stadio.

CECCHINI Alla vecchia arena del Levski Spartak si arrivò che era già buio. Sui platani, soldati bulgari coi fucili; ogni angolo era presidiato dai militari. Intanto arrivavano altri tifosi che avevano incontrato belgradesi meno camerateschi, contraddistinti dalle medicazioni di fortuna. Nella curva opposta c’erano striscioni in italiano oltraggiosi con i familiari di Mantovani.
Negli spogliatoi alcuni giocatori chiesero al presidente di sollecitare il delegato Uefa ad assegnare la vittoria a tavolino. Vierchowod, per parte sua, uscì da solo a fare il riscaldamento a torso nudo a ridosso degli ultrà, gli altri si fecero coraggio e la partita si giocò. E la cosa più incredibile di quel giorno non fu che non ci scappò il morto, e nemmeno che la Sampdoria avrebbe giocato la più bella partita della sua storia, battendo i campioni d’Europa e del mondo in carica e conquistando la finalissima.

ASSURDO La cosa più assurda accadde a pochi minuti dall’inizio, quando dai distinti partì una carica di ultrà serbi, che avevano scavalcato la griglia, diretti verso la curva degli italiani. Prima che venissero bloccati e portati via dai soldati, si stagliò nitida l’immagine del capoassaltatore: quello stesso gigante con la felpa rossa Lonsdale, che qualche ora prima mi aveva pagato la birra polacca e ora voleva, in teoria, scannarmi. Non basterebbero le vite di sette gatti per dimenticarlo

stefano17
21-10-10, 15:49
http://www.youtube.com/watch?v=N2hrxJnxVI0